1950

Mondadori pubblica Epoca.

Epoca: immagini dal mondo

Il carattere narrativo, tutto fatti, degli articoli; la ricchezza di aneddoti e di particolari coloriti; i brevi ritratti psicologici dei personaggi; le didascalie rapide e provocanti ma soprattutto le illustrazioni in primo piano: sono queste le tecniche usate dai giornali americani Look e Life, che hanno dato seguito a un genere vero e proprio. È il giornalismo illustrato, veicolato dal rotocalco, genere che in Italia viene importato per la prima volta dal settimanale Epoca, edito da Mondadori e lanciato nel 1950 con una redazione che annovera nomi come Biagi, Del Buono, Spadolini, Zavattini.

Scelta accurata della carta, ampio ricorso a servizi fotografici, utilizzo di nuove macchine per la stampa: Epoca si caratterizzò sin dall'inizio per l'apprezzabile salto di qualità sul piano grafico, che cercava di offrire "a ogni pagina il piacere della sorpresa".

Sotto la diretta responsabilità di Arnoldo Mondadori Epoca divenne il settimanale di un paese europeo e industrialmente progredito - come tendeva a presentarsi, in realtà filo-atlantico in politica estera e moderatamente centrista nelle questioni nazionali - e riuscì ad affermarsi soprattutto per la sua divulgazione in tono dimesso, colloquiale e un po' romanzato, ma ampiamente illustrato.

Liliana De Mario, diciannovenne commessa dei gelati nel buffet Motta di piazza Duomo a Milano, si aggiudicò la copertina del primo numero di Epoca. Tante foto, ancora in bianco e nero, per documentare la giornata di libertà di una "protagonista del nostro tempo". Quel giornalismo per immagini mirava a rivelare il Paese a se stesso, prima che il mezzo televisivo prendesse il sopravvento.