Electa

Premiato il bookshop di Triennale Milano al RO.ME

In occasione della sesta edizione di RO.ME – Museum Exhibition, Fiera internazionale sui musei, i luoghi e le destinazioni culturali (15-17 novembre 2023) una giuria composta da Andrea Billi, Sapienza Università di Roma, Paolo Conti, giornalista del “Corriere della Sera”, Sophie Languillame, direttrice di Popasch e dall’editore Francesco Palombi ha selezionato le migliori librerie tra i musei italiani.

Tra queste, lo store di Triennale Milano, gestito da Electa editore dal 2016.

I riconoscimenti sono stati comunicati ieri, giovedì 16 novembre, presso la Sala Gauguin della Fiera, al termine della Tavola Rotonda che ha fatto il punto a 30 anni esatti dalla promulgazione della Legge Ronchey.

Lo store di Triennale Milano: il progetto di allestimento è firmato dall’architetto-designer spagnola Patricia Urquiola. Elementi dominanti sul perimetro dello spazio sono gli archi in lamiera forata, strutture plastiche che giocano con l’architettura originale di Triennale, “insistendo” sulla sua storia.

Lo spazio interno, abitato da arredi componibili sempre disegnati da Urquiola, accoglie il pubblico come un contenitore – versatile e aperto – per le arti visive, che custodisce ed esalta, al modo di una cornice, oggetti talvolta unici.

La libreria rinnova costantemente il suo assortimento: è specializzata nei settori dell’architettura e del design – con volumi illustrati, saggistica e pubblicazioni periodiche nazionali e internazionali – ma accoglie anche titoli di grafica, moda, arti figurative, nonché focus di approfondimento sulla fotografia e sulle principali forme creative della contemporaneità, senza trascurare la letteratura e la filosofia e in stretta connessione con il programma espositivo di Triennale. Cuore dell’offerta editoriale del bookshop e perno del concept espositivo sono i cataloghi delle mostre, cui si affianca sempre una ricca selezione di approfondimenti tematici.

I libri sono liberamente mescolati agli oggetti e agli accessori di design, ai gioielli, alla cartotecnica, in un insieme in costante aggiornamento che offre ai visitatori continue occasioni di scoperta e suggestive connessioni.

Tra le proposte più interessanti, il merchandising di Triennale: un assortimento ricco di prodotti che recano l’iconico logo “T”, disegnato dallo studio svizzero Norm, e che Electa realizza ponendo grandissima attenzione alla ecosostenibilità e alla certificazione di ogni fase della filiera produttiva; la più recente produzione, realizzata per Triennale ed Electa da Studio Sonnoli, è ispirata alle icone del design, con una elegante riproposizione degli oggetti che hanno fatto la storia degli ultimi decenni.

Specializzata in architettura, design, grafica, moda, fotografia e arte, propone ai visitatori di Triennale il più vasto assortimento di novità dei principali marchi leader dell’editoria italiana e internazionale. Tra gli editori: Birkhauser Publishers, Contrasto, Corraini, Die Gestalten Verlag, Dom Publishers, El Croquis Editorial, Einaudi, Hatje Cantz, Hirmer Verlag Munchen, Johan & Levi, Jovis, Jrp Ringier Kunstverlag, Kehrer, L’Ippocampo, Lars Muller Publishers, Laterza, Laurence King Publication, Olschki, Lettera Ventidue, List Lab, Moma, Mousse Publishing, Penguin, Phaidon, Prestel, Quodlibet, Silvana Editoriale, Skira, Taschen, Tate Gallery Publishing, Thames&Hudson Ltd, Victoria&Albert, Walther Koenig Verlag.

L’offerta editoriale riguarda anche cataloghi e approfondimenti tematici sulle mostre in programmazione e si estende a una selezione delle principali testate di settore specializzate (Casabella, Domus, Interni, Lotus, DDN, Archetipo, Area, IQD, Arte e Critica, Artforum, Inside Art e diverse altre).

È disponibile inoltre una selezione di elementi d’arredo (Design Memorabilia, Danese, L’Abitare Milano, Seletti…) e accessori hi-tech (gli oggetti di design led di GING-KO Electronics, touch pen, power bank solari, etc. di XD Design).

L’offerta comprende, accanto a gioielli (tra cui i pezzi di Barbara Proverbio e di Art Pod), anche oggetti di cartotecnica selezionati tra i principali brand del design italiano (Moleskine, Fabriano, Martini 1866 e Nava).

Electa annuncia la mostra per il centenario dalla nascita di Italo Calvino, da ottobre alle Scuderie del Quirinale

Il progetto espositivo, curato da Electa e presentato al Salone del Libro di Torino, è volto a raccontare e omaggiare il lavoro e le opere del grande scrittore

È stata presentata alla XXXV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, in anteprima alla stampa e al pubblico, la grande mostra dedicata a Italo Calvino (Santiago de las Vegas, Cuba 1923 – Siena 1985) che sarà inaugurata a Roma presso le Scuderie del Quirinale a ottobre 2023. Curata da Mario Barenghi, organizzata da Ales SpA / Scuderie del Quirinale in collaborazione con la casa editrice Electa, è tra gli eventi principali del programma ufficiale delle celebrazioni in occasione del centenario della nascita dello scrittore.

Un progetto ‘visivo’, attraverso la figura e l’opera di Calvino, che si rivolgerà sia al pubblico degli estimatori sia ai lettori ‘nuovi’ e ai giovani, che solo ora si avvicinano ai suoi testi. Particolare attenzione sarà destinata al rapporto di Calvino con le arti, di cui hanno parlato oggi, in un dialogo pensato per il Salone, il curatore Mario Barenghi e Marco Belpoliti, introdotti da Rosanna Cappelli, amministratrice delegata di Electa e Matteo Lafranconi, direttore delle Scuderie.

La mostra sarà un viaggio attraverso la vita, le scelte, l’impegno politico e civile, i luoghi e soprattutto la produzione letteraria e il metodo di lavoro dello scrittore che si svolgerà diacronicamente lungo dieci sezioni sui due piani delle Scuderie del Quirinale.

Mostra Italo Calvino 2023

Le Scuderie del Quirinale, insieme a Electa, rinnovano inoltre la collaborazione con la Regione Liguria, con la città di Genova e con la Fondazione di Palazzo Ducale anche in occasione delle celebrazioni per il centenario di Calvino, nell’anno di Genova capitale del libro. Nel mese di ottobre prossimo, la città e Palazzo Ducale renderanno omaggio a Calvino, avviando un progetto site specific sul tema delle fiabe e del paesaggio, che si concluderà nella primavera del 2024 con il trasferimento a Genova della mostra romana.

Per la mostra Electa pubblicherà, disegnati dallo Studio Sonnoli, un catalogo-guida al percorso espositivo a cura di Mario Barenghi e un volume della collana delle enciclopedie dal titolo Calvino A-Z, con numerosissime voci affidate ai maggiori specialisti e a cura di Marco Belpoliti che ha recentemente curato per Mondadori Italo Calvino. Guardare.

Apre a Milano la mostra “Futurliberty. Avanguardia e stile”

A Milano dal 5 aprile al 3 settembre 2023 al Museo del Novecento e a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine

Il Museo del Novecento e Palazzo Morando | Costume Moda Immagine a Milano in collaborazione con Liberty e la nostra casa editrice Electa presentano, a partire dal 5 aprile 2023, la mostra FuturLiberty.

L’esposizione, con la curatela scientifica di Ester Coen e la direzione artistica di Federico Forquet per i tessuti, approfondisce le vicende del movimento futurista in un inedito raccordo tra pittura e arti applicate nelle due sedi dell’Area Musei d’Arte moderna e contemporanea del Comune di Milano. Le opere dei protagonisti del movimento futurista, Giacomo Balla, Gino Severini, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Fortunato Depero dialogano con i dipinti vorticisti degli inglesi coevi, come Percy Wyndham Lewis e Christopher Nevinson, partendo dal manifesto Vital English Art del 1914 firmato dalla “caffeina d’Europa”, Filippo Tommaso Marinetti. Questi artisti hanno rappresentano, a loro volta, la fonte di ispirazione che ha guidato Federico Forquet e il design team di Liberty nella creazione di due nuove collezioni.

Le avanguardie ispiratrici del Futurismo e Vorticismo esprimono la rottura con il passato attraverso uno sguardo acuto verso il futuro, influenzando la cultura che si esprime nel costume e in tutte le forme del quotidiano. Forza, energia, dinamismo sono elementi che rispecchiano la vitalità delle forme che in diverse epoche hanno accompagnato lo slancio creativo dei designer di Liberty.
Arte vita, spazio tempo, identità rimescolati in una estetica del futuro, in una visione che riplasma principi e tradizioni.

Il progetto conta oltre 200 opere in 2 sedi. Al Museo del Novecento la mostra si sofferma sull’interdisciplinarità dei movimenti d’avanguardia. Un viaggio inedito e affascinante in 8 sezioni, attraverso Futurismo e Vorticismo con opere fondamentali della collezione del Museo del Novecento, di cui 15 importanti autori come Boccioni, Balla, Severini e Carrà, insieme ad altri prestiti provenienti da prestigiose istituzioni italiane e internazionali tra le quali MART di Rovereto, GAM di Torino, Banca d’Italia, Tate, British Council, Estorick Collection, Ben Uri Gallery and Museum, William Morris Gallery di Londra, Sainsbury Centre di Norwich, messe a confronto con i design delle collezioni Liberty.

Inoltre, un approfondimento è dedicato alle architetture Liberty di Milano con la proiezione di immagini degli edifici ‘in stile’ della città. Un percorso che affianca le architetture e decorazioni con i disegni del prestigioso archivio londinese, sottolineando l’influenza stilistica dei motivi floreali e geometrici in uno stretto legame fra le due città.

 

Apre la mostra "Futurliberty. Avanguardia e stile"

A Palazzo Morando | Costume Moda Immagine l’accento è posto sulla straordinaria creatività che caratterizza la storia di Liberty e dei suoi designer di ieri e di oggi. Per la prima volta, dopo la mostra al V&A del 1975 che ne celebrava il centenario, saranno esposti in 8 sale dipinti, disegni, arazzi, stoffe, abiti, arredi, fotografie e un’ampia selezione di materiali inediti dall’archivio di Liberty, a partire dalla collaborazione con William Morris.
La mostra illustra le influenze che hanno caratterizzato il percorso di alcuni maestri, fra cui William Morris, Bernard Nevill e Federico Forquet, e le idee, che nelle diverse epoche hanno ridisegnato il futuro guardando al passato. Il tessuto collega l’inizio e la fine del viaggio attraverso forme, colori, pattern e rifrazioni di luce.

La mostra è accompagnata da una guida del percorso espositivo al Museo del Novecento e a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, pubblicata da Electa, a cura di Ester Coen.

Apre a Milano la mostra "Futurliberty. Avanguardia e stile"
Apre a Milano la mostra "Futurliberty. Avanguardia e stile"
Apre a Milano la mostra "Futurliberty. Avanguardia e stile"

Il Museo del Novecento ospita la più ampia collezione di opere del movimento futurista, grazie anche al recente comodato della Collezione Gianni Mattioli con cui sono giunti al museo alcuni preziosi capolavori di Boccioni, Balla, Severini, tra gli altri. La galleria del Futurismo offre al visitatore un’esperienza unica per conoscere il movimento artistico italiano più noto a livello internazionale, che proprio a Milano ha conosciuto le sue vicende principali. Una mostra dedicata al rapporto tra Futurismo e Vorticismo inglese, trova quindi la sua sede ideale presso l’istituzione milanese.

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine: ha il ruolo di presentare, conservare e produrre testimonianze dei cambiamenti che Milano ha accolto. La Pinacoteca ospita dipinti, disegni e sculture che raccontano l’evoluzione storico-urbanistica-sociale del capoluogo meneghino. La collezione di costume e moda del Comune di Milano viene esposta a rotazione secondo mostre tematiche e offre continuamente una riflessione sull’interdisciplinarietà delle arti decorative e del design. In questa cornice si inserisce perfettamente la partecipazione a Futurliberty, il cui focus qui è dedicato all’indagine del rapporto fra arte e moda, attraverso il lavoro di grandi maestri influenzati dal Futurismo e dal Vorticismo.

Liberty è all’avanguardia nel design e nelle arti decorative dal 1875. È rinomata a livello internazionale per i suoi tessuti, in particolare per i motivi floreali e anche per una lunga storia di sperimentazione di disegni audaci e geometrici che riprendono forme e colori dall’arte d’avanguardia del primo Novecento, in particolare dai futuristi italiani e dai vorticisti inglesi. Lo straordinario archivio di oltre 50.000 disegni e stampe dagli inizi a oggi è una fonte costante di ispirazione. Per i 150 anni di Liberty, lo stimato couturier e designer d’interni Federico Forquet ha curato una nuova sorprendente gamma di tessuti – la collezione FuturLiberty – che porta l’eredità creativa di Liberty nella nostra epoca. Le collezioni vengono prodotte nello stabilimento nel nord Italia, in Lombardia, che utilizza sia tecnologie digitali innovative che tecniche secolari.

Oilà, la nuova collana Electa in libreria dall’8 marzo

In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, Electa lancia Oilà. Curata da Chiara Alessi, la nuova collana presenta le storie di figure femminili che nel Novecento si sono distinte in un panorama creativo dominato dall'universo maschile.

Electa presenta Oilà, la nuova collana curata da Chiara Alessi che racconta le storie di protagoniste del Novecento, figure femminili che nel panorama ‘creativo’ italiano e internazionale (dal design alla moda, dall’architettura alla musica, dall’illustrazione alla grafica, dalla fotografia alla letteratura) si sono distinte in rapporto a discipline e mestieri ritenuti da sempre appannaggio dell’universo maschile. Il progetto grafico è a cura dello Studio Sonnoli.

L’evento di presentazione della collana avrà luogo l’8 marzo alle 18:30 allo spazioCinema Anteo di Milano, con ingresso libero fino a esaurimento posti.
Per partecipare è necessario prenotare il proprio posto qui
Per informazioni contattare Punto Einaudi: einaudi.milano@gmail.com – tel. 02/91320633

I primi tre titoli che escono in contemporanea l’8 marzo sono dedicati a Elsa Schiaparelli, Lisetta Carmi e Vanessa Bell: tre ‘progettiste’, tre caratteri, tre storie, tre maniere singolari, ciascuna diversa, che hanno trasformato il modo di intendere l’arte e il design, la fotografia e la moda e hanno contribuito all’emancipazione sociale e artistica femminile. Storie che si svolgono attraversando guerre, sfollamenti, rivoluzioni sociali e che si fanno spazio in un mondo e in un mestiere che non era considerato adatto alle donne.

collana oilà electa 8 marzo 2023

I libri

I libri, pensati per essere letti ad alta voce dall’inizio alla fine in quarantacinque minuti -un viaggio breve-, sono racconti di persone condotti attraverso una lente speciale sulle loro biografie, i lavori, i fatti privati e i risultati pubblici. Di piccolo formato, con una foliazione fissa e con copertine dedicate per ogni singolo titoloi testi sono stati affidati a studiosi, esperti, scrittori o professionisti. Ciascuno prende avvio da una vicenda o un aneddoto che incrocia la vita con la professione di queste donne, scavando nelle storie dell’infanzia, delle relazioni familiari o sentimentali, ricercando nei carteggi e nei diari conservati negli archivi, o tra i progetti inediti e sconosciuti, talvolta per liberare queste donne dalle narrazioni che le vogliono solo figlie, mogli o sorelle (come Vanessa per Virginia Woolf).

Nasce così una serie di letture monografiche da collezionare, nella forma di quaderni delle vicende personali delle protagoniste.

Il titolo

Il giocoso titolo della collana, Oilà, riprende una celebre strofa della canzone popolare socialista La legapoi entrata nel repertorio delle mondine. “Sebben che siamo donne paura non abbiamo, abbiamo delle belle e buone lingue e ben ci difendiamo. A oilì oilì oilà e la lega la crescerà”.

Ma Oilà è anche un modo di salutare qualcuno che non ci si aspettava, il suono che esprime una sorpresa. Questa collana è un’esclamazione alle donne e al loro lavoro.

il futuro qualunque fosse electa oilà

Rossella Locatelli

Il futuro, qualunque fosse. Elsa Schiaparelli
Gli esordi di Elsa Schiaparelli appaiono come una lotta incessante in nome di piccole libertà. Condotta con altre donne che condividono questo slancio. Alla moda ci arriva per istinto, rivalsa, necessità. La sua è una rivoluzione veloce e assolutamente spontanea. A volte in maniera ironica, a volte crudele, la visione dell’abito per Schiap incarna i fantasmi e le ossessioni del desiderio femminile, assecondandone il profondo senso di autonomia. E nel suo correre furioso non è mai sola.

con amore e con amicizia electa collana oilà

Anna Toscano

Con amore e con amicizia. Lisetta Carmi
Le mani, gli occhi e il cuore. Al principio sono le dita di Lisetta Carmi, che corrono, salgono e scendono tra il bianco e il nero dei tasti di un pianoforte, gli occhi luminosi che vanno da sinistra a destra lungo la tastiera, e un cuore, che batte un ritmo unico con il clavicembalo ben temperato. Poi sono le dita di Lisetta Carmi fotografa, dita che scrivono le vite degli altri con la fotografia. Fotografie di persone, di strada, di porto, di teatro, di ospedali e di cimiteri. Di morte e di sesso: di umanità. Gli occhi e il cuore, per capire gli altri e se stessa. Con amore e con amicizia.

Luca Scarlini

La vita è terribile e divertente. Vanessa Bell
Vanessa Bell è sempre a disposizione degli altri: del marito Clive Bell, nonostante i tradimenti e le sue prescrizioni critiche sulla vita dell’artista; dell’amore della sua vita e compagno di lavoro, Duncan Grant, che però è attratto dagli uomini; di Omega Workshop, che nella visione del suo fondatore e finanziatore, Roger Fry, vuole annullare il culto della personalità dei suoi rappresentanti; e della sorella Virginia Woolf, in relazione alla quale viene sempre letta la sua opera di artista, grafica, arredatrice e illustratrice. Vanessa Bell è per gli altri, ma gli affetti non hanno mai messo a repentaglio la sua arte, anzi l’hanno alimentata.

Electa alla Biennale di Venezia: tutti i record dell’edizione 2022

Si è conclusa domenica 27 novembre 2022 la 59° Esposizione Internazionale d’Arte. Una edizione di successo di pubblico (oltre 800.000 i visitatori) e di riconoscimenti straordinari, in occasione della quale Electa ha presentato le librerie rinnovate de La Biennale di Venezia alle Corderie dell’Arsenale, ai Giardini e nella sede di Ca’ Giustinian.

Il rinnovamento ha previsto un riallestimento dei bookshop di Ca’ Giustinian e delle Corderie, a cura di Migliore + Servetto, studio di progettazione, un intervento grafico di Leonardo Sonnoli nelle librerie dei Giardini e di Corderienuove linee di merchandising disegnate da studi internazionali (deValence, A Practice for Everyday Life) e soprattutto una accurata proposta editoriale studiata attorno ai temi e ai protagonisti della Biennale Arte 2022.

Il continuo flusso di presenze nelle librerie della Biennale ha dimostrato di apprezzare l’esperienza di visita nei nuovi spazi, – a Ca’ Giustinian è stata estesa la superficie espositiva, all’Arsenale sono stati ampliati gli arredi -, insieme alla grafica e ai visual che, tramite parole chiave e temi, hanno orientato e guidato il lettore attraverso un’offerta di oltre 2.000 titoli e di oltre 650 articoli di oggettistica, di cui 200 della linea a doppio marchio Electa – La Biennale di Venezia.

Oltre 80.000 i libri venduti, tra cui, al primo posto il catalogo ufficiale della 59° Esposizione (6.000 copie di cui circa il 78% in lingua inglese) e la guida (circa 50.000 copie, di cui il 73% in lingua inglese). Nella classifica degli altri titoli più richiesti: Il latte dei sogni di Leonora Carrington con 3.000 copie complessive vendute tra le edizioni italiana (Adelphi), inglese (New York Review Children’s Collection) e francese (Ypsilon Editeur); la nuova edizione della Guida ai padiglioni della Biennale di Venezia dal 1877 di Marco Mulazzani (Electa), long seller che continua a interessare i visitatori, seguita dalla monografia Francis Alÿs, The Nature Of The Game, (Dcv Books), catalogo del Padiglione del Belgio di Biennale Arte 2022.

Saggi, illustrati, racconti, testi storici, sono stati selezionati per approfondire i percorsi sviluppati intorno alle tematiche curatoriali della Biennale, quali il genere, l’identità, le trasformazioni e il linguaggio del corpo; i rapporti tra l’uomo e la tecnologia, la fantascienza, l’irreale; il femminismo e l’attivismo nella letteratura e nell’arte del 900, e ancora le alleanze tra l’essere umano e le altre, nuove e ibride, specie. Una proposta costruita per stimolare riflessioni, suggerire nuove narrazioni e per coinvolgere più fasce di pubblico in visita.

Con lo stesso obiettivo Electa ha aperto uno spazio esclusivo all’interno del nuovo canale instagram @electabookshop, oltre che su @electaeditore, dedicato a Il latte dei sogni e alla Biennale, dove periodicamente sono stati condivisi gli highlight editoriali e i consigli dei librai seguendo l’hashtag #Electabiennale.

Hanno riscontrato interesse anche i prodotti di cartolibreria e di oggettistica, per un totale di 150.000 pezzi acquistati, dalle 3 linee merchandising disponibili nei bookshop: quella ufficiale e oramai iconica de Il latte dei sogni disegnata dallo studio A Practice for Everyday Life, creatore della immagine coordinata dell’Esposizione, nella quale hanno trovato spazio le riproduzioni delle opere di Felipe Baeza, Phanthomgórico, 2018 e Cecilia Vicuña, Bendigame Mamita, 1977; l’apprezzatissima serie con il logo del Leone della Biennale di Venezia e infine quella dell’Archivio Storico, che rilegge immagini e manifesti delle Esposizioni Internazionali, entrambe firmate dallo studio parigino deValence.

Per tutti gli articoli è stata prestata grande attenzione alla riduzione del packaging e alla selezione, dove possibile, di materiali rispettosi dell’ambiente (plastiche altamente riciclabili, cartone, carta, cotone biologico). Oltre 35.000 shopper, 9.000 magliette, 800 bottiglie de Il latte dei sogni, 8.000 quaderni sono alcuni dei dati più significativi di vendita che ci raccontano le preferenze del visitatore in termini di oggetto-ricordo della Biennale Arte 2022.

L’oggettistica delle linee Electa per Biennale resta disponibili online sulla piattaforma https://gifts.labiennale.org/

Aperta a Roma la mostra “Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing life”

Dal 26 ottobre al 12 febbraio 2023 apre al Museo Nazionale Romano di Roma la mostra Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing Life.

Per la prima volta in Italia, a Palazzo Altemps si presenta una mostra che celebra lo spirito che animò Bloomsbury: il luogo dove si sono sperimentate forme di vita e di pensiero nuove che cambiarono i principi vittoriani e il forte spirito patriarcale di cui era ancora intriso il ventesimo secolo. Rimasti orfani nel 1904, Virginia Stephen, non ancora Woolf, e i fratelli Vanessa, Thoby e Adrian si trasferiscono dall’altolocato Kensington nel meno privilegiato quartiere di Bloomsbury. Dal 1905 un nutrito gruppo di giovani donne e uomini si incontra nella casa al 46 di Gordon Square per inventare una vita nuova e libera.

Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing Life è un progetto del Museo Nazionale Romano e della casa editrice Electa, realizzato in collaborazione con la National Portrait Gallery di Londra. La mostra porta in primo piano l’anima primigenia di Palazzo Altemps, nato come casa nobiliare nel cuore di Roma.

Ideata e curata da Nadia Fusini – profonda conoscitrice dell’autrice inglese della quale ha curato l’edizione in due volumi nei Meridiani – in collaborazione con Luca Scarlini – scrittore, drammaturgo, narratore, performance artist – l’esposizione racconta innanzi tutto la complessa esperienza di amicizia intellettuale del gruppo di Bloomsbury attraverso libri, parole, dipinti, fotografie e oggetti dei protagonisti di questa avventura dell’arte e del pensiero.

Nelle stanze di Palazzo Altemps, in cinque sezioni si svolge il racconto delle figure di Bloomsbury. I giovani intellettuali che si incontravano nelle stanze delle sorelle Stephen condividevano predilezioni artistiche, relazioni romantiche, esperienze lavorative innovative, motivazioni sociali. Questi individui dalla forte personalità diventeranno economisti, storici, scrittori, filosofi e artisti impegnati di sinistra: spesso saranno molto famosi. Speravano, come Leonard Woolf, in una società senza classi o, come Virginia, in un mondo senza torri d’avorio per i suoi artisti; John Maynard Keynes ha rivoluzionato il pensiero economico e ha posto le basi del welfare state, nonché della collaborazione dello stato alle arti; Lytton Strachey ha inventato un nuovo modo di scrivere la storia e Roger Fry, critico e pittore, un’altra maniera di guardare e creare opere d’arte. Al di là del valore indiscusso dell’uguaglianza, intanto e prima di tutto economica, altro valore irrinunciabile era il riconoscimento della singolarità di ciascuno.

La mostra non a caso è allestita negli ambienti di Palazzo Altemps, che nel passato hanno accolto una prestigiosa biblioteca – raccolta tra la fine del XVI e il XVII secolo dal cardinale Marco Sittico Altemps e dal nipote Giovanni Angelo, poi confluita nella Biblioteca Apostolica Vaticana -, e nell’Ottocento hanno ospitato prestigiosi salotti letterari. È qui, nella chiesa della Clemenza e di Sant’Aniceto custodita all’interno dell’edificio, che Gabriele D’Annunzio sposò nel 1883 Maria Hardouin di Gallese, famiglia che per ultima abitò Palazzo Altemps.

Curato da Nadia Fusini e Luca Scarlini, il catalogo della mostra edito da Electa è costruito come un diario intimo, un quaderno di appunti e ricordi, un racconto visivo che, anche attraverso autorevoli saggi, ripercorre i nuclei tematici dell’esposizione, ossia i protagonisti, le case, gli amori, la letteratura, il rapporto con le arti e l’editoria, tracciando il ritratto di una delle esperienze culturali più significative del Novecento.

Il Museo Nazionale Romano con la casa editrice Electa e con il sostegno dell’Italian Virginia Woolf Society propongono un articolato programma di appuntamenti legati alle tematiche dell’esposizione Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing Life. Nadia Fusini e Luca Scarlini incontreranno il pubblico in più occasioni per raccontare, approfondire e celebrare l’affascinante storia del gruppo di Bloomsbury.

La mostra resterà aperta fino al 12 febbraio 2023. Per info su orari e biglietti: museonazionaleromano.beniculturali.it/palazzo-altemps

Al Palazzo Ducale di Mantova la mostra “Pisanello. Il tumulto del mondo”

Apre a Mantova la mostra “Pisanello. Il tumulto del mondo“.  Un’esposizione pensata in occasione dei 50 anni da quella curata da Giovanni Paccagnini, con la quale fu presentata una delle più importanti acquisizioni nel campo della storia dell’arte nel XX secolo: la scoperta nelle sale di Palazzo Ducale di Mantova del ciclo decorativo di tema cavalleresco dipinto a tecnica mista intorno al 1430-1433 da Antonio Pisano, detto il Pisanello.

L’esposizione, prodotta e promossa da Palazzo Ducale di Mantova, fa parte di un programma di ampia visione e lungo periodo per la valorizzazione dell’opera e della Sala dedicata all’artista, insieme all’attigua Sala dei Papi. È stato infatti ripensato in maniera permanente l’allestimento dell’intero ambiente (9,50×17,50 m; 3 pareti su 4 hanno svelato anche le sinopie della composizione affrescata; 100 mq tra affreschi e sinopie) per la miglior fruizione di un ritrovamento eccezionale del patrimonio artistico italiano.

Il progetto restituisce una leggibilità completa delle pitture, strappate e ricollocate oltre cinquant’anni fa, grazie a un nuovo sistema di illuminazione. Una luce calda e rivolta sui dipinti murari di Pisanello – al posto della precedente luce diffusa naturale – esalta i riflessi degli inserti dorati e i magnifici dettagli del disegno. Inoltre, una pedana sopraelevata consente al visitatore di apprezzare le pitture alla corretta distanza calcolata dall’artista, dato che fino ad oggi il percorso di visita si trovava a una quota più bassa di ben 110 cm a causa delle successive trasformazioni della sala.

Un ‘nuovo’ percorso, dunque, arricchito da apparati di approfondimento, che permette al pubblico la riscoperta secondo un punto di vista ‘corretto’ della realtà ricca di particolari e dettagli descritta dal Pisanello, della sua linea sinuosa e della straordinaria minuzia di tocco dell’artista.

L’intervento permanente nella sala del Pisanello si avvale del supporto alla progettazione del Politecnico di Milano, polo territoriale di Mantova, con la supervisione di Eduardo Souto de Moura; la parte temporanea dell’allestimento è progettata da Archiplan Studio che si è occupato anche di fornire tutti gli esecutivi.

Pisanello. Il tumulto del mondo, curata da Stefano L’Occaso, è una mostra che coinvolge due ampie sale attigue e consecutive del piano nobile, la Sala del Pisanello e l’attigua Sala dei Papi, oltre agli ambienti al piano terreno, allestite per mostrare una panoramica della cultura tardo-gotica a Mantova, esponendo un’eccellente selezione di pitture, sculture e miniature.

La sala del Pisanello è dedicata al ciclo pittorico, in relazione ai disegni preparatori, le pitture murali e le sinopie a vista; la sala dei Papi viene invece allestita in maniera definitiva con le foto storiche, le tracce materiali di uno straordinario intervento di strappo, alcune sinopie attualmente non esposte e tutto ciò che permette di raccontare la tecnica esecutiva delle pitture di Pisanello, la loro scoperta, la citata mostra del 1972 e gli interventi di restauro dagli anni Sessanta a oggi.

Un apparato multimediale interattivo completa l’allestimento: attraverso monitor touch screen è possibile visionare tutti i dettagli del ciclo cavalleresco a un ingrandimento mai visto fin ad ora, e navigare in un’accurata ricostruzione tridimensionale – realizzata dal 3d designer Matteo Morelli – della Sala del Pisanello quando ancora si chiamava “Sala dei Principi”, ovvero a una soglia storica precedente agli interventi che hanno portato alla scoperta del ciclo.

Infine, nelle sale dell’Appartamento di Santa Croce al pian terreno, adeguatamente schermate dalla luce esterna, sono presentate opere che, dal 1400 circa alla metà del XV secolo, mostrano e sintetizzano il panorama della cultura artistica coeva a Mantova, attraverso le statue dei Dalle Masegne già a decoro della cattedrale; attraverso le opere di Stefano da Verona, altro protagonista dell’età di Pisanello; attraverso i codici miniati che raccontano l’evoluzione del gusto della famiglia Gonzaga, evoluzione resa esemplare dal messale di Barbara di Brandeburgo, iniziato da Belbello da Pavia e concluso da Girolamo da Cremona, in chiave oramai pienamente rinascimentale.

In questa sala trovano ospitalità anche le opere di Pisanello non strettamente legate al ciclo arturiano.

L’esposizione conta circa 30 opere tra cui prestiti internazionali quali i capolavori del Pisanello la Madonna col Bambino e i santi Antonio e Giorgio della National Gallery di Londra, per la prima volta in Italia dalla sua “partenza” nel 1862, e i disegni del Museo del Louvre di Parigi; ma anche l’Adorazione dei magi di Stefano da Verona dalla Pinacoteca di Brera di Milano e, non da ultimo, la preziosa Madonna della Quaglia, una tavola giovanile di Pisanello, considerata tra le opere simbolo del Museo di Castelvecchio di Verona, disponibile anche in virtù di un accordo di valorizzazione in essere tra i due Musei sui rapporti artistici tra Verona e Mantova.

Tra i contributi a sostegno della mostra, per continuità e impegno, si segnala quello di Fondazione Banca Agricola Mantovana che offre da molti anni il proprio sostegno alle iniziative promosse da Palazzo Ducale, concorrendo alla valorizzazione del patrimonio artistico nazionale e alla diffusione dell’arte e della cultura nella comunità mantovana.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa e sarà aperta fino all’8 gennaio 2023.

“Rubens a Genova”: aperta la grande mostra al Palazzo Ducale di Genova

Dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023 Palazzo Ducale di Genova presenta la grande mostra Rubens a Genova dedicata a Pietro Paolo Rubens (1577–1640) e al suo rapporto con la città. La mostra è prodotta dal Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura e la nostra casa editrice Electa, e grazie al supporto e alla partecipazione dello sponsor unico Rimorchiatori Riuniti S.p.A.

La curatela è di Nils Büttner, docente della Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart nonché Chairman del Centrum Rubenianum di Anversa, e di Anna Orlando, independent scholar genovese, co-curatrice della mostra L’Età di Rubens tenutasi a Palazzo Ducale nel 2004.

Sedici le sezioni della mostra allestita nelle sale dell’appartamento ducale al piano nobile del palazzo. Sono esposti insieme a dipinti anche disegni, arazzi, arredi, accessori preziosi e volumi antichi. Oltre cento opere a dimostrare la grandezza di una capitale artistica visitata da uno dei maggiori artisti di tutti i tempi. Una selezione che conferma quell’appellativo di Superba dato a Genova, dove Rubens ha soggiornato più volte tra il 1600 e il 1607. Una scelta che consente, inoltre, di ripercorrere e in molti casi di ricomporre i rapporti con il patriziato genovese, che si sono protratti anche dopo il ritorno ad Anversa del maestro.

Trenta le opere ascrivibili all’universo artistico rubensiano: ben diciotto gli autografi, insieme a dipinti certamente usciti dalla bottega del pittore sotto la sua supervisione e con interventi diretti, oltre a due preziose testimonianze di opere perdute e note attraverso esecuzioni successive. Un insieme mai così consistente a Genova dal Settecento, città che ancora oggi custodisce opere di Rubens tra chiese, musei e collezioni private. A corollario, una straordinaria selezione di 80 opere completa il racconto del contesto culturale e artistico della città ligure nell’epoca del suo maggiore splendore. Rubens durante il suo viaggio in Italia (1600–1608) ha certamente visto e studiato Tintoretto e Luca Cambiaso; ha incontrato, e in particolare a Genova durante il suo soggiorno, Sofonisba Anguissola, Giovanni Battista Paggi e Bernardo Castello; ha collaborato con Jan Wildens e Frans Snyders. Tutti questi artisti sono presenti in mostra.

Quindici le opere rubensiane mai esposte a Genova e dieci per la prima volta in Italia. Due esempi tra queste ultime. Il primo, un Autoritratto del 1604–1605, da collezione privata. Riscoperto solo di recente, è uno studio a olio in preparazione di un autoritratto che Rubens ha incluso in una pala d’altare mantovana oggi dispersa. Il secondo, San Sebastiano medicato dagli angeli, 1615 circa, da collezione privata, è adesso riferito alla committenza del celebre condottiero Ambrogio Spinola, grazie ad un recente e importante ritrovamento documentario. Mai esposto in assoluto Cristo risorto appare alla Madre (con una figura da una composizione sottostante), 1612–1616 circa. Questo dipinto, proveniente da una collezione privata, raffigura il Cristo risorto in piedi davanti a due donne inginocchiate. Entrambe le figure femminili rappresentano la Madre di Gesù. Una recente radiografia ha rilevato sotto la superficie pittorica la presenza di una seconda immagine femminile, simile dal punto di vista compositivo, ma iconograficamente diversa. Attualmente sono visibili entrambe le figure. In questa occasione vengono presentati gli studi e i confronti con l’iconografia rubensiana nota. Tra le novità anche due splendidi ritratti: Violante Maria Spinola Serra, 1607 circa, da Buscot Park (Oxfordshire-The Faringdon Trust) e Geronima Spinola Spinola con la nipote Maria Giovanna Serra, 1605–1606 circa, da Stoccarda, Staatsgalerie. Capolavori assoluti della ritrattistica del barocco europeo, sono entrambi esposti per la prima volta con la ritrovata identità.

Musei stranieri e italiani, così come collezionisti privati, hanno concesso prestiti eccezionali riconoscendo un progetto basato sul lungo percorso di studi e approfondimenti scientifici dei curatori, e motivato dal supporto di un prestigioso comitato scientifico onorario internazionale, composto dai massimi conoscitori della materia. Grazie alle ricerche legate alla preparazione della mostra, si deve anche la riscoperta di un dipinto di Rubens di cui si erano perse le tracce da due secoli, e certamente presente a Genova nel Seicento. In questa occasione viene sottoposto al vaglio degli studiosi internazionali che non lo hanno mai visto prima d’ora per dimostrarne l’attribuzione. Si tratta di uno studio per la pala d’altare I miracoli del Beato Ignazio di Loyola, ancora nella Chiesa del Gesù a Genova.

Queste e molte altre le novità presentate al pubblico in una mostra che nasce in occasione del quarto centenario dalla pubblicazione del libro Palazzi di Genova di Pietro Paolo Rubens, stampato ad Anversa nel 1622. Anniversario celebrato nella prima sala, dove sono esposte due copie originali, tra le quali un raro esemplare della prima edizione, senza aggiunte posteriori.

Tre i volumi pubblicati da Electa in occasione della mostra, con la curatela di Anna Orlando: il catalogo, anche a cura di Nils Büttner, presenta tutte le novità dovute alle nuove ricerche e gli importanti aggiornamenti frutto della preparazione dell’esposizione; la guida alla mostra, un agile strumento per seguire il percorso di visita; la guida A Genova con Rubens che accompagna nell’itinerario rubensiano alla scoperta dei capolavori nei palazzi genovesi e nelle chiese che certamente Rubens visitò. In questa circostanza Abscondita pubblica Palazzi di Genova, a cura di Anna Orlando. Nel volume riproposti prospetti, planimetrie e sezioni degli edifici selezionati da Rubens: un materiale copioso per dare conto della complessità, ma anche della funzionalità e comodità delle abitazioni genovesi.

L’appuntamento espositivo di Palazzo Ducale ha consentito di attivare un progetto di grande rilievo: Genova per Rubens. A Network ideato e curato da Anna Orlando; di fatto la più importante rete culturale mai attivata a Genova intorno a un singolo artista. All’insegna di Rubens e del suo speciale rapporto con la città, sono coinvolte oltre sessanta realtà pubbliche e private: una fitta rete di collaborazioni che ha consentito di comporre focus conoscitivi, appuntamenti culturali, aperture straordinarie, eventi collaterali e ulteriori progetti espositivi.

Rubens a Genova sarà visitabile fino al 22 gennaio 2023. Per info e biglietti: palazzoducale.genova.it e www.ticketone.it.

Al Palazzo Reale di Milano la prima retrospettiva in Italia su Max Ernst

Apre a Milano, il 4 ottobre 2022, la prima retrospettiva in Italia dedicata a Max Ernst (1891-1976), pittore, scultore, poeta e teorico dell’arte tedesco, poi naturalizzato americano e francese. La mostra, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura e da Palazzo Reale con Electa, in collaborazione con Madeinart, è curata da Martina Mazzotta e Jürgen Pech.

Oltre 400 sono le opere tra dipinti, sculture, disegni, collages, fotografie, gioielli e libri illustrati provenienti da musei, fondazioni e collezioni private, in Italia e all’estero. Tra questi: la GAM di Torino, la Peggy Guggenheim Collection e il Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Cantini di Marsiglia, i Musei Statali e la Fondazione Arp di Berlino, la Fondazione Beyeler di Basilea, il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Il lungo lavoro di studio e d’indagine compiuto dai curatori ha permesso di includere tra i prestiti, che vantano la presenza di un’ottantina di dipinti, anche opere e documenti che non venivano esposti al pubblico da parecchi decenni.

L’immensa vastità di temi e sperimentazioni dell’opera di Ernst si spalma su settant’anni di storia del XX secolo, tra Europa e Stati Uniti, sfuggendo costantemente a una qualsivoglia definizione. Pictor doctus, profondo conoscitore e visionario interprete della storia dell’arte, della filosofia, della scienza e dell’alchimia, Max Ernst viene presentato in questo contesto quale umanista in senso neorinascimentale. Se André Chastel affermava di rinvenire in Ernst una sorta di “reincarnazione di quegli autori renani di diavolerie tipo Bosch”, Marcel Duchamp vi aveva rintracciato “un inventario completo delle diverse epoche del Surrealismo”.

Al piano nobile di Palazzo Reale i visitatori potranno immergersi in un avvincente itinerario che ripercorre l’avventurosa parabola creativa dell’artista, segnata dai grandi avvenimenti storici del XX secolo e costellata di amori straordinari, nonché di amicizie illustri. Il percorso narra le vicende biografiche di Ernst raggruppandole in 4 grandi periodi, a loro volta suddivisi in 9 sale tematiche che dischiudono approcci interdisciplinari alla sua arte.

 

Un’ampia, ideale biblioteca, quella dell’artista, fatta di libri illustrati, manuali per lo studio, fotografie, oggetti e documenti, si snoda attraverso tutto il percorso della mostra, invitando i visitatori ad attivarsi in giochi di rimandi e corrispondenze tra le fonti d’ispirazione e le opere stesse.

Come in una grande Wunderkammer, e in analogia con l’universo di Max Ernst, la mostra e il volume che l’accompagna sfidano i visitatori a cimentarsi in affascinanti e intriganti giochi di percezione tra stupore e meraviglia, ove logica e armonia formale si accompagnano a enigmi impenetrabili, ove opere, tecniche e costellazioni di simboli conducono oltre la pittura.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Electa, da una guida e da una nuova edizione, sempre di Electa, di due opere fondamentali di Paola Dècina Lombardi sul movimento surrealista: Surrealismo 1919-1969. Ribellione e immaginazione e La donna, la libertà, l’amore. Un’antologia sul surrealismo.

“Max Ernst” sarà visitabile dal 4/10/2022 fino al 26/02/2023. Per info e biglietti: www.maxernstmilano.it, www.electa.it e www.palazzorealemilano.it

Apre a Mantova la mostra “Depero automatico acrobatico”

Dal 7 settembre 2022 a Palazzo della Ragione a Mantova, in concomitanza con il Festivaletteratura, apre al pubblico la mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960), intelligente creatore dell’estetica futurista teorizzata in Ricostruzione futurista dell’Universo, firmato con Giacomo Balla nel 1915. Depero automatico acrobatico porterà per la prima volta a Mantova circa 80 opere significative attraverso l’arco temporale 1917-1938, e resterà aperta al pubblico fino al 26 febbraio 2023.

La mostra è stata ideata da Electa in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto , in esclusiva per gli spazi di Palazzo della Ragione. La cura è di Nicoletta Boschiero, responsabile della Casa d’Arte Futurista Depero.

Depero nella sua lunga esperienza artistica ha costruito una forma d’arte totale che ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità divenendo uno dei protagonisti del movimento futurista. La rassegna è un viaggio attraverso questi molteplici ambiti creativi, scandita nelle tre tappe geografiche del suo percorso artistico.

A Capri prende il via una delle stagioni più creative che avrà il suo acme tra il 1916 e il 1918, quella legata all’avventura teatrale vissuta con lo svizzero Gilbert Clavel, suo sodale, ripercorsa attraverso alcuni disegni che appartennero a Clavel stesso. Esposto anche un importante capolavoro, come Meccanica di ballerina, del 1917, e alcune bellissime chine dedicate alla novella gotica Istituto per suicidi, preludio alla nascita dell’automa con lo spettacolo teatrale Balli plastici.

A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero dà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d’arte specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello delle tarsie in panno che avranno un grande successo a Parigi, all’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes del 1925, “aperta a tutti gli industriali i cui prodotti siano artistici nel carattere e mostrino chiaramente una tendenza moderna”

Infine, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e la moglie Rosetta si trasferiscono a New York nel 1928 aprendo la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto. L’impegno pubblicitario di Depero si concretizza con collaborazioni con marchi di spicco, e prepara numerosi progetti di copertine per American Printer, Vogue, Vanity Fair, oltre a realizzare le scenografie teatrali per New Babel. Un’ultima sezione della mostra è poi dedicata alla pluriennale collaborazione con il marchio Campari.

Il catalogo della mostra è edito da Electa

Per info e biglietti: https://www.deperomantova.it/mostra-depero-mantova-orari-e-biglietti.html