Palazzo Niemeyer

Nuovo concept per Palazzo Niemeyer: ridisegnati gli spazi della sede del Gruppo Mondadori

Obiettivo dell'intervento realizzato da Generali Real Estate e Gruppo Mondadori la valorizzazione di un’opera architettonica iconica nel segno dell’innovazione e della sostenibilità

Il progetto porta la firma dello studio internazionale CRA-Carlo Ratti Associati

Palazzo Niemeyer, capolavoro dell’architetto brasiliano Oscar Niemeyer (1907-2012), sede del Gruppo Mondadori dal 1975, è stato oggetto di un significativo progetto di rinnovamento, ristrutturazione interna e riqualificazione

Due le parole chiave che hanno guidato l’ideazione di questo intervento: identità e coerenza. L’obiettivo era valorizzare l’edificio, situato a Segrate, alle porte di Milano, nel rispetto del carattere distintivo dell’opera, reinterpretandolo in chiave contemporanea attraverso soluzioni innovative, funzionali e sostenibili, in grado di potenziare in chiave collaborativa gli spazi open space, parte del progetto originario.

«Il progetto di riqualificazione di Palazzo Niemeyer ha rappresentato un’importante occasione per dare nuova vita e celebrare – a cinquant’anni dalla sua inaugurazione – un luogo che è parte integrante della nostra identità e della nostra storia, oltre che un esempio di architettura di valore internazionale», ha dichiarato Antonio Porro, Amministratore delegato del Gruppo Mondadori. «Un intervento estremamente significativo che ci ha consentito di rendere la nostra sede ancora più efficiente, sostenibile e inclusiva. Un nuovo ambiente di lavoro capace di riflettere i valori a cui ci ispiriamo ogni giorno: apertura, innovazione e attenzione alle persone», ha concluso Porro.

I lavori, che hanno interessato una superficie complessiva di oltre 20.000 mq., sono stati realizzati da Generali Real Estate – proprietaria dell’immobile tramite il fondo Mascagni gestito da Generali Real Estate SGR – insieme a Gruppo Mondadori.

“Palazzo Niemeyer è uno degli edifici più conosciuti e iconici nel patrimonio immobiliare di Generali. Siamo orgogliosi di aver realizzato un intervento di altissima qualità, che ha saputo rinnovare la contemporaneità del palazzo rispetto ad una concezione più moderna e flessibile degli spazi di lavoro e a soluzioni tecnologiche ed energetiche, preservandone al contempo l’unicità storica ed architettonica. Ringrazio il nostro team che ha messo competenza e passione in questo importante progetto”, ha dichiarato Benedetto Giustiniani, Head of Southern Europe Region, Generali Real Estate.

Questo importante intervento porta la firma dello studio internazionale CRA-Carlo Ratti Associati, sotto la direzione creativa di Carlo Ratti, partner fondatore e curatore della Biennale Architettura 2025, con la collaborazione di Italo Rota (1953–2024), tra i più autorevoli interpreti dell’architettura italiana.

La loro visione progettuale ha condotto a una radicale reinterpretazione del layout degli uffici per rispondere alle esigenze, emerse negli ultimi anni, di coesistenza tra lavoro in presenza e flessibilità.
Gli spazi sono stati completamente ridisegnati con nuove postazioni open space in grado di incentivare ulteriormente la creatività e il confronto tra colleghe e colleghi, oltre a luoghi di condivisione, aree di concentrazione e di socializzazione. Il risultato è un ambiente aperto, fluido, ricco di verde e in dialogo costante con il paesaggio circostante.

«​Per uscire dalla comfort zone delle call su Zoom, dobbiamo ridisegnare l’ufficio come uno spazio che, per così dire, meriti il viaggio – ça vaut le voyage», afferma Carlo Ratti, partner fondatore di CRA-Carlo Ratti Associati. «Partendo dall’iconico progetto di Oscar Niemeyer e dagli arredi USM da lui scelti, abbiamo smontato e rimontato in nuove configurazioni ogni pezzo, integrando legno, materiali riciclati, natura e una selezione esclusiva di oggetti del design italiano. Il risultato? Un catalogo di ambienti – da aperti a più intimi – dove ciascuno possa trovare la sua comfort zone e dove la collaborazione e l’innovazione possano davvero fiorire.»

I PRINCIPI PROGETTUALI

Avviato nel gennaio 2023, il progetto di riqualificazione di Palazzo Niemeyer è frutto della collaborazione tra il team Real Estate del Gruppo Mondadori, guidato dall’Architetto Chiara Capuzzi, Generali Real Estate e lo studio internazionale CRA-Carlo Ratti Associati

Questi i focus dell’intervento:

  • la riprogettazione del layout degli interni dei cinque livelli dell’edificio con aree flessibili e multifunzionali, postazioni open space alternate ad ambienti per il lavoro individuale, sale riunioni e phone booth dotate delle più moderne tecnologie, agorà, spazi lounge, aree break e zone servizi;
  • il recupero e la valorizzazione degli arredi originali dell’opera, con la rigenerazione di più di 1.300 moduli del produttore svizzero USM Haller, smontati e riassemblati, integrando il legno e creando nuove tipologie di arredo;
  • particolare attenzione alla luce naturale, al comfort acustico e alla continuità visiva con il parco originariamente disegnato dal paesaggista Pietro Porcinai con soluzioni che contribuiscono alla riduzione dell’impatto ambientale; 
  • i lavori hanno previsto inoltre l’ammodernamento e l’efficientamento energetico degli impianti secondo criteri di ottimizzazione energetica, eliminando l’utilizzo di combustibili fossili, con l’obiettivo di conseguire le certificazioni LEED e WELL.

Sono inoltre stati riqualificati ulteriori spazi in continuità architettonica con l’edificio principale e parte del progetto di Niemeyer, tra cui la piazzetta del complesso, su cui si affaccia Palazzo Niemeyer, ed il Centro Servizi, lo spazio di forma circolare affacciato sul lago e sul parco, che ospita una caffetteria ed un ristorante aziendale. Quest’ultimo è stato reso accessibile in modo indipendente, permettendo un utilizzo più agevole e flessibile degli oltre 5.000 mq di area multifunzionale.

Oltre Palazzo Niemeyer: la riqualificazione dell’iconico complesso direzionale

I driver che hanno caratterizzato la riqualificazione di Palazzo Niemeyer – il benessere delle persone, la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica – rappresentano il punto di riferimento per gli ulteriori interventi che vedono protagonista il resto dell’iconico campus direzionale. L’obiettivo del progetto di rinnovamento avviato da Generali Real Estate è di valorizzare ulteriormente l’unicità di questo spazio immerso nel verde alle porte di Milano, rendendolo un ambiente di lavoro contemporaneo e sostenibile. 

Fra gli ultimi mesi del 2025 e l’inizio del 2026, gli interventi si concentreranno principalmente su Cascina Tregarezzo. Si tratta di una caratteristica cascina rurale lombarda ampliata e riqualificata in chiave moderna: l’integrazione dello storico immobile con volumi vetrati e un portico in acciaio ha creato un edificio unico, dove il fascino della tradizione è esaltato da architetture contemporanee. Gli interventi attualmente in corso, il cui completamento è previsto per i primi mesi del 2026, sono finalizzati all’efficientamento energetico e alla decarbonizzazione secondo i più alti standard (è in corso la certificazione LEED), e al miglioramento del benessere dei conduttori. Inoltre, gli spazi interni – circa 4.000 mq di uffici distribuiti su due piani – verranno resi più flessibili e fruibili.

Il Tricolore illumina Palazzo Mondadori

Illuminando Palazzo Mondadori con il Tricolore nazionale, vogliamo partecipare al sentimento di solidarietà e speranza per il mondo intero, e sostenere simbolicamente il nostro Paese in questo prolungato periodo di emergenza e isolamento sociale.
I colori della nostra bandiera rappresenteranno un metaforico abbraccio di ognuno di #NoiDellaMondadori a tutti coloro che sono in difficoltà, e il ringraziamento alle persone che in questo momento sono in prima linea con senso del dovere e spirito di abnegazione, che ci difendono, ci curano e si sacrificano per il bene comune.
Il nostro augurio è che la luce tricolore che avvolge la sede del nostro Gruppo, opera di Oscar Niemeyer, possa contribuire a infonderci nuova fiducia per vincere questa grande sfida tutti insieme. 

L’intervento sull’illuminazione è stato realizzato con il supporto di Mario Nanni, dei suoi collaboratori e di Viabizzuno.

La nuova illuminazione di palazzo Niemeyer per i 110 anni della Mondadori

  • Il restauro artistico è stato realizzato da Mario Nanni
  • Questa sera anteprima per dipendenti e collaboratori del Gruppo Mondadori con la poesia di luce “Sospeso, leggero ma non troppo”; l’evento in diretta sulla pagina Facebook del Gruppo
  • Francesco Dal Co presenta la nuova edizione del libro “Oscar Niemeyer. Il Palazzo Mondadori”

È il solstizio d’estate il giorno scelto dal Gruppo Mondadori per inaugurare l’intervento di restauro artistico permanente dell’illuminazione di Palazzo Mondadori, opera di Oscar Niemeyer.

Un progetto di rinnovamento importante su un edificio iconico dell’architettura contemporanea, a livello nazionale e internazionale, e con il quale il Gruppo Mondadori vuole celebrare 110 anni di storia.

«In questi anni il Gruppo Mondadori è mutato, approdando a una nuova solidità e prospettiva focalizzandosi sui suoi “fondamentali”, le attività legate ai libri e ai magazine, tradizionali e in digitale. E mi piace vedere in questa capacità di innovare, senza dimenticare le proprie radici,  una analogia con l’edificio che Niemeyer ha progettato per la Mondadori – sottolinea Ernesto Mauri, Amministratore delegato del Gruppo Mondadori – e che ogni giorno stupisce per la sua modernità visionaria, fatta di solidi elementi architettonici tradizionali in armonia con forme di straordinaria creatività: un’architettura che si offre sempre nuova al nostro sguardo; al tempo stesso storia e, con questo nuovo intervento, sempre più futuro».

LA NUOVA ILLUMINAZIONE PERMANENTE

L’edificio, di proprietà del Gruppo Generali e sede del Gruppo Mondadori dal 1975, fu costruito secondo i tre fondamentali principi vitruviani per rispondere alla necessità di avere grandi spazi di lavoro per un’impresa simbolo dell’eccellenza italiana, la Mondadori (utilitas): un palazzo costruito sull’acqua e sulla terra, con pilastri solidi e forti (firmitas) per il corpo sospeso delle aree di lavoro; ma soprattutto un edificio con la capacità di esprimere la bellezza che aspira al sublime (venustas).

Grazie all’opera luminosa permanente realizzata dal maestro della luce Mario Nanni, il Palazzo Mondadori verrà svelato attraverso una nuova luce, intesa come linguaggio narrativo capace di raccontare la vita dell’edificio, la struttura delle sue arcate.

Mario Nanni ha realizzato un’opera totale nella quale confluiscono luce, cinema, musica e editoria; un lavoro dedicato al giorno e alla notte, per rendere quotidianamente omaggio alla vita, al pensiero e alla bellezza. Un’opera per chi lavora nell’edificio e per chi lo vedrà solo da lontano: un’opera per tutti.

 

La nuova illuminazione di palazzo Niemeyer per i 110 anni della Mondadori

IL LIBRO PALAZZO MONDADORI

Il 110° anniversario della Mondadori e la realizzazione dell’intervento di restauro artistico dell’illuminazione di Palazzo Mondadori sono stati anche l’occasione per presentare – attraverso le parole del professore Francesco Dal Co, direttore di Casabella – la nuova edizione del libro Oscar Niemeyer. Il Palazzo Mondadori, di Roberto Dulio (Electa).

Il volume, che si presenta con una veste grafica rinnovata rispetto alla prima edizione del 2007 uscita in occasione dei 100 anni di Mondadori, ricostruisce la storia ideativa e costruttiva della sede realizzata tra il 1968 e il 1975: è uno studio accurato teso alla ricostruzione dell’attribuzione dell’opera all’architetto brasiliano che ha collocato l’edificio all’interno di un ampio contesto culturale.

«Il Palazzo Mondadori è figlio di Itamaraty, il Ministero degli Esteri completato da Niemeyer a Brasilia nel 1964, ammirato da Giorgio Mondadori. Le luci degli archi di Itamaraty sono uguali; nel Palazzo Mondadori variano: un monumento in un caso, una “sinfonia” nell’altro, dichiara il professore Francesco Dal Co, direttore di Casabella. «Inoltre, nel Palazzo Mondadori i piani sono appesi alla copertura e galleggiano su uno spazio vuoto. Ma se Niemeyer compì a Milano un exploit soltanto sfiorato a Brasilia, ciò si deve anche alle industrie che produssero i materiali speciali usati per la costruzione e agli ingegneri italiani che ne calcolarono la statica».

Oscar Niemeyer. Il Palazzo Mondadori contiene documenti, schizzi originali e inediti di Niemeyer, elaborati di progetto, fotografie del cantiere e dell’edificio concluso, oltre che una campagna fotografica di Gabriele Basilico e una più recente di Roland Halbe, realizzata dopo il restauro dell’edificio, che permettono di ripercorrere le tappe della realizzazione di questo Palazzo in maniera filologica, visivamente accattivante e avvincente non solo per il cultore di architettura contemporanea ma anche per il semplice lettore.

L’EVENTO DI INAUGURAZIONE

Il nuovo progetto della luce di Palazzo Mondadori andrà in scena questa sera dopo il tramonto con “Sospeso, leggero ma non troppo”, poesia di luce dedicata a tutti coloro, dipendenti e collaboratori, che vivono la propria attività lavorativa all’interno di una costruzione iconica.

Sarà un racconto di luce e musica che trasformerà Palazzo Mondadori in una tela sulla quale l’illuminazione dipingerà lo scorrere del tempo, offrendo una nuova lettura della sua architettura nelle ore notturne. Per non privare tutti gli appassionati di architettura – e non solo – dello spettacolo, l’evento sarà trasmesso questa sera anche in diretta sulla pagina Facebook del Gruppo Mondadori.

«Confrontarsi con un palazzo monumentale, fatto di materia imponente e con preesistenza storica prevede necessariamente studio, rispetto e ascolto del luogo. Un intervento sincretico di altissimo valore simbolico che, componendo polisticamente architettura e paesaggio, fasi solari e cronobiologia, si confronta con le infinite regole della luce naturale attraverso una scenografia che genera luce e ombra, celebrando la bellezza del complesso anche dopo il tramonto, rendendola eterna», ha dichiarato Mario Nanni.

Ai ventitré pilastri della facciata corrisponderanno altrettanti minuti, più uno, il ventiquattresimo elemento verticale che completa la ritmica composizione dell’edificio. La meridiana di luce accarezzerà l’edificio come la pagina di un libro, per una composizione che riunisce in sé saperi diversi e complementari, giungendo a superare i limiti del tempo, rendendo omaggio alla bellezza del palazzo Mondadori.

Il dialogo tra architettura, luce, acqua e fuoco durerà complessivamente trenta minuti: ventiquattro minuti di poesia seguiti da sei di pausa durante i quali luce rimarrà accesa per valorizzare l’architettura nella sua interezza, nella magia della notte.

«La scelta del solstizio d’estate per inaugurare il mio lavoro di luce è perché si tratta di una notte speciale – spiega Mario Nanni – la notte più corta dell’anno nella quale si entra nel segno del Cancro, la cui costellazione, durante la presentazione del progetto, diventerà un grande fuoco che rischiarerà la notte, con un’immagine del Palazzo unica e irripetibile», conclude Nanni.

Sospeso, leggero ma non troppo

Guarda il video dell'evento