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Interni rinnova la collaborazione con Italian Trade Agency (ICE) per “Italian Smart Living” in Etiopia ad Addis Abeba

Dopo New York e Londra, il magazine è protagonista della manifestazione dedicata al design, all'architettura e all'innovazione italiana con un talk internazionale sulla cultura del progetto

Forte del successo delle iniziative realizzate a New York in occasione di Italy on Madison e a Londra durante la Clerkenwell Design Week, INTERNI rinnova la collaborazione con Italian Trade Agency (ICE) e approda in Etiopia ad Addis Abeba per Italian Smart Living 2026, in programma dal 7 al 9 luglio presso l’Ethiopian Science Museum.

La manifestazione, dedicata al design, all’architettura e all’innovazione italiana, riunirà istituzioni, imprese, architetti, designer, investitori e stakeholder provenienti dall’Etiopia e dai Paesi dell’Africa orientale. L’obiettivo è promuovere il Made in Italy e creare nuove opportunità di dialogo e di partnership in un mercato in forte crescita, dove il settore delle costruzioni, dell’hospitality e del real estate sta vivendo una fase di profonda trasformazione.

«Dopo New York e Londra, Addis Abeba rappresenta una nuova tappa del nostro percorso internazionale», dichiara Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. «Essere partner di comunicazione di Italian Smart Living 2026 significa contribuire alla diffusione della cultura italiana del progetto in un contesto in grande fermento, dove architettura e design possono offrire un contributo concreto allo sviluppo delle città e alla qualità dell’abitare. Il confronto tra professionalità, culture e competenze diverse rappresenta da sempre uno dei valori fondanti della nostra rivista ed è un’opportunità preziosa per favorire nuove relazioni e valorizzare il saper fare italiano nei mercati mondiali».

Tra i momenti centrali della kermesse, martedì 7 luglio INTERNI curerà un talk che avrà come tema il ruolo del progetto come motore di sviluppo economico, sociale e culturale. Al dibattito prenderanno parte l’architetto Duccio Grassi, protagonista di numerosi progetti nei settori residenziale, retail e hospitality; il professor Fasil Giorghis, docente e responsabile della cattedra di Conservation of Urban & Architectural Heritage dell’Ethiopian Institute of Architecture; l’imprenditrice Kanessa Muluneh, alla guida della Coerman-Muluneh; e Debay Million, General Manager di Dar Al-Handasah (Shair and Partners) e Special Ambassador per l’Africa orientale dell’UNASDG. L’incontro, moderato da Carlo Biasia, riunirà esperti italiani ed etiopi per condividere esperienze e visioni sul futuro delle città, della progettazione sostenibile e dello sviluppo tecnologico, favorendo il dialogo tra il sistema produttivo italiano e gli interlocutori dell’Africa orientale.

Il calendario di Italian Smart Living comprende inoltre un’area espositiva dedicata alle aziende italiane del design, dell’arredo e delle finiture, incontri istituzionali, sessioni di matchmaking B2B con buyer e decision maker etiopi e approfondimenti su sostenibilità urbana, smart city, tecnologie per l’edilizia contemporanea, efficienza energetica e opportunità di investimento nel settore immobiliare.

Mercoledì 8 luglio l’architetto Duccio Grassi terrà una masterclass sul design italiano, rivolta a studenti, professionisti e imprese. Sarà inoltre lanciato un concorso internazionale di rigenerazione urbana incentrato su Merkato, il più grande mercato all’aperto dell’Africa, finalizzato a promuovere uno sviluppo urbano sostenibile e a coinvolgere le nuove generazioni nei processi di trasformazione della città.

Nell’ambito delle attività rivolte alla promozione del Made in Italy, la storica Residenza dell’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba ospiterà la mostra del Museo del Marchio Italiano, un racconto dell’evoluzione dei brand che hanno contribuito a costruire l’identità tricolore nel mondo, in una sede di grande valore storico e simbolico per le relazioni tra Italia ed Etiopia.

Con questo appuntamento il magazine INTERNI conferma il proprio impegno nella promozione della cultura del progetto come strumento di dialogo tra imprese, istituzioni e territori, rafforzando il ruolo di riferimento che da anni svolge a supporto delle attività di Italian Trade Agency (ICE) nella valorizzazione e promozione dell’eccellenza italiana nei mercati internazionali del design e dell’arredo.

INTERNI e Cersaie presentano “Architetture di scala. Due visioni per un progetto di città”

L’incontro vedrà la partecipazione di Michele De Lucchi e Dominique Perrault in un confronto sulle trasformazioni della città contemporanea e sul rapporto tra scala architettonica e spazio urbano

INTERNI, il magazine di interior e contemporary design diretto da Gilda Bojardi, e Cersaie, con il patrocinio della Città di Torino, presentano l’incontro Architetture di scala. Due visioni per un progetto di città. L’evento si terrà giovedì 18 giugno 2026 alle 18.00 a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, in Piazza Castello.

La serata si inserisce nel percorso Road to Cersaie, il ciclo di appuntamenti itineranti con il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno – in programma a Bologna dal 21 al 25 settembre 2026 – che porta il mondo della ceramica e del progetto in diverse località italiane, dando voce ai protagonisti dell’architettura tra visioni innovative e radici culturali. INTERNI – che da oltre settant’anni accompagna l’evoluzione del design italiano e internazionale e che nel FuoriSalone ha costruito uno dei più influenti laboratori urbani di cultura progettuale – affianca Cersaie come partner editoriale e curatoriale. 

“Architetture di scala. Due visioni per un progetto di città” si concentra sul ruolo dell’architettura nella costruzione della città contemporanea e nelle sue trasformazioni, con particolare attenzione alle relazioni tra scala del progetto, spazio pubblico e infrastrutture urbane. Nel 2026, l’assioma “dal cucchiaio alla città” evolve: la progettazione non è più una sequenza metrica, ma una rete di connessioni in cui architettura, infrastrutture e design dei servizi contribuiscono a ridefinire il rapporto tra individuo e ambiente urbano. In una Torino che si riscopre da ex capitale industriale a laboratorio di trasformazione, la visione progettuale diventa quindi strumento di rigenerazione e interpretazione dell’identità collettiva. L’appuntamento si configura come un’occasione di dialogo tra istituzioni, progettisti e cultura architettonica, con l’obiettivo di approfondire approcci differenti al tema della città moderna e delle sue evoluzioni.

I saluti istituzionali saranno affidati a Michela Favaro, Vice Sindaca della Città di Torino, Giovanni Carlo Federico Villa, Direttore di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’architettura di Torino, Gilda Bojardi, Direttore di INTERNI, e Filippo Manuzzi, Consigliere di Confindustria Ceramica, insieme alla rappresentanza di Cersaie.

I protagonisti del dibattito saranno due figure di riferimento della scena architettonica internazionale: Michele De Lucchi, Architetto e Designer e Fondatore di AMDL CIRCLE, e Dominique Perrault, Architetto e Urbanista, Fondatore di Perrault Architecture. Due punti di vista accomunati da una profonda riflessione sul rapporto tra materia, infrastruttura e dimensione pubblica: da un lato l’approccio di Dominique Perrault, che attraverso il progetto delle stazioni della nuova linea metropolitana di Torino interpreta l’architettura come dispositivo civile capace di governare i flussi della metropoli; dall’altro la ricerca di Michele De Lucchi, che unisce artigianalità e innovazione tecnica, dalla scala dell’oggetto fino agli interventi monumentali come Le Gallerie d’Italia a Torino.

I temi trattati saranno la materia come elemento di sintesi tra industria e artigianato, il dialogo tra tecnica e tecnologia nella progettazione dei nuovi spazi collettivi, la necessità di superare il concetto di sostenibilità come semplice risposta normativa, per orientarsi verso un’idea capace di incidere sulla qualità della vita, sulla durata estetica e sul valore culturale dell’ambiente costruito. Il talk si concluderà con un momento conviviale di networking tra relatori, istituzioni e partecipanti.

Realizzato in collaborazione con la Fondazione per l’Architettura/Torino e l’Ordine degli architetti, pianificatori e paesaggisti del capoluogo piemontese, l’evento è aperto al pubblico tramite registrazione o via mail (rsvp.interni@mondadori.it) fino ad esaurimento posti e accreditato all’Ordine degli Architetti con rilascio di 2 CPF

Per tutte le informazioni: www.internimagazine.it

Edizione record per la mostra-evento INTERNI MATERIAE

Con 542.000 presenze complessive e una crescita del +14%, INTERNI consolida il primato tra gli appuntamenti più seguiti del FuoriSalone

Con 542.000 presenze complessive, INTERNI MATERIAE si conferma l’appuntamento più seguito del FuoriSalone, segnando un incremento del +14% rispetto alla precedente edizione e rafforzando ulteriormente il proprio ruolo tra le manifestazioni di riferimento dedicate alla cultura del progetto contemporaneo.

Il risultato si articola in 305.000 visitatori all’Università degli Studi di Milano, 170.000 all’Audi X Zaha Hadid Architects a Portrait Milano e 67.000 all’Orto Botanico di Brera, evidenziando non solo la straordinaria partecipazione di pubblico, ma anche la capacità della mostra-evento di strutturare un sistema diffuso, integrato e altamente attrattivo su scala nazionale e internazionale.

Dal 20 al 30 aprile, Milano si è trasformata in un grande hub culturale e produttivo, una piattaforma aperta di ricerca e sperimentazione progettuale, in cui oltre 40 installazioni e più di 50 tra architetti, designer, artisti e aziende provenienti da oltre 10 Paesi hanno interpretato la materia come linguaggio fondativo del progetto contemporaneo. Un laboratorio urbano in cui architettura, arte, scienza, industria e innovazione tecnologica si sono intrecciate generando nuove visioni e contaminazioni di linguaggi per progetti concreti.

Attraverso una geografia diffusa, INTERNI MATERIAE ha costruito un racconto corale capace di andare oltre la dimensione espositiva per affermarsi come vero e proprio dispositivo culturale. Installazioni, micro-architetture e macro-oggetti site-specific, insieme a conferenze, talk, performance e momenti di confronto, hanno dato vita a un mosaico articolato di contenuti, confermando il ruolo centrale del progetto come strumento di interpretazione del presente e costruzione del futuro.

Il percorso ha coinvolto cinque poli simbolici della città: alle tre sedi istituzionali – l’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera e Audi X Zaha Hadid Architects a Portrait Milano – per il quarto anno consecutivo si sono aggiunti Eataly Milano Smeraldo e Urban Up | Unipol in De Castillia 23, costruendo una narrazione urbana integrata, fortemente relazionale e capace di attivare un dialogo continuo tra luoghi, persone e discipline.

“In occasione del FuoriSalone, Milano si conferma un grande hub culturale e produttivo per concretizzare progetti non realizzabili altrove”, afferma Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. “Anche quest’anno la città è diventata una palestra progettuale, dove architetti, designer e creativi da tutto il mondo hanno potuto confrontarsi, contaminare le proprie visione e contribuire, attraverso il progetto, alla costruzione di una visione condivisa orientata a un futuro più consapevole e sostenibile”.

La mostra-evento si conferma così l’evento simbolo del FuoriSalone, nato nel 1990 per iniziativa di Gilda Bojardi, grazie all’elevato livello culturale e progettuale delle installazioni, alla qualità dei brand coinvolti e a una straordinaria copertura mediatica che ha coinvolto stampa, radio, televisioni, testate specializzate, piattaforme digitali e social, consolidando la leadership assoluta di INTERNI nel sistema della comunicazione del design.

Si ringrazia il co-producer Audi con Zaha Hadid Architects, oltre a tutte le aziende, designer e architetti che hanno partecipato: Annabel Karim Kassar per Annaka Design, Rubner Haus, ABS Group e Valpaint, Irritec con Davision; BIG – Bjarke Ingels Group per Artemide; Snøhetta per VitrA; AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi per Zambon; Piero Lissoni per Sanlorenzo; Mutti con Mapei; Alessandro Scandurra per Holcim Italia; Wu Bin – W.Design con M77, MOORGEN, UMGG, YARDCOM; DAAA Haus Group per Recobel by Halmann Vella; MM Design insieme a Xlam Dolomiti; OTTO Studio – Paola Navone e Cristina Pettenuzzo con Studio Azzurro per Consorzio Parmigiano Reggiano; Simone Micheli Architectural Hero per Lumyra Energy, Pilosio e WorldHotels; Secco Sistemi; Meneghello Paolelli per Gibus; City of Busan con Migliore+Servetto; Marco Nereo Rotelli con Domyn e Veolia; Bertozzi & Casoni per Galleria Deambrogi; Silvio De Ponte per Idealverde; Sony Group Creative Center con Setsu & Shinobu Ito per Sony Group Corporation; MAD per Canva; Alexander Bellman per ILTI Luce; Q-Bic con gli studenti di POLI.Design e la Scuola di Design del Politecnico di Milano con Rubinetterie Treemme; Richard Orlinski per Fidenza Village; Thirtyone Design + Management per Uniqlo; Christoph Radl con Eugenia Bruni per Pasquale Bruni; Jan Puylaert per EcoPixel; Paola Sasplugas per PDPAOLA; Accademia IUAD; Genny Canton Studio e Operaventuno per MCZ Group; Marco Merendi e Diego Vencato per Stannah; Artset per Ever in Art; CODOO Studio per Tile of Spain; Navim Yacht Lab e Tecnimpianti; Rampello & Partners per First Italy; IED con il progetto VIVO; Studio Paolo Ferrari per A.A.T.C. and Co; Natascia Finocchiaro Maurino per Cristallina Design con Cristallina e Graniti Maurino; Alessandro Enriquez per Kartos; Dainelli Studio per Status Contract con Fratelli Damian; Giotto Calendoli per Eataly Milano Smeraldo; Studio Azzurro per Urban Up | Unipol.

“Interni” presenta il numero The Polyamorous Home curato da Carlo Ratti, primo Guest Editor della storia del Magazine, e la terza edizione di BIG ITALY NEW YORK

Un’edizione internazionale, in edicola e su app, con un ampio focus sulla ricerca progettuale contemporanea e un dossier dedicato agli oltre 50 showroom protagonisti del circuito BIG ITALY NEW YORK

Gli appuntamenti organizzati da INTERNI con NYCxDesign, ICFF e ITA – Italian Trade Agency si sviluppano tra l’11 e il 19 maggio tra talk, installazioni e incontri

In occasione del Festival NYCxDesign e di ICFF a New York, INTERNI presenta il numero di maggio, che segna una novità assoluta per la rivista: per la prima volta viene introdotta la figura di un Guest Editor a fianco della redazione nella costruzione del lavoro editoriale. 

L’ospite è l’architetto Carlo Ratti, fondatore di CRA-Carlo Ratti Associati, tra le figure più influenti nel dibattito contemporaneo su architettura, tecnologia e trasformazioni dell’abitare, curatore della scorsa Biennale Architettura Venezia 2025.

Come sottolinea Gilda Bojardi, direttore di INTERNI, “questa edizione rappresenta un passaggio rilevante perché introduce nella rivista una modalità inedita di costruzione del pensiero editoriale, capace di intrecciare differenti visioni internazionali e linguaggi del progetto. L’ingresso di un Guest Editor come Carlo Ratti rafforza la vocazione della rivista a leggere il presente attraverso le trasformazioni dell’abitare e della società contemporanea, con un approccio che supera i confini disciplinari. Ratti sviluppa un tema a lui particolarmente caro, che abbiamo accolto con entusiasmo: La Casa Poliamorosa. Si tratta di una riflessione sulla nostra vita quotidiana, costruita su una rete di relazioni affettive che, superando i legami familiari tradizionali, si estendono alle dimensioni sociali e amicali, fino a includere oggetti, animali e natura”.

Carlo Ratti interpreta la casa come ecosistema relazionale in continua trasformazione. “L’abitare contemporaneo non è più una condizione statica”, osserva Ratti, “ma un organismo dinamico in cui convivono dimensioni umane e non umane, biologiche e artificiali, materiali e digitali, ridefinendo continuamente i confini del domestico”.

La pubblicazione accoglie inoltre contributi di protagonisti del pensiero contemporaneo tra cui Carlo Antonelli, Patricia Urquiola, Beatriz Colomina, Mark Wigley, Aaron Betsky, Emanuele Coccia, insieme ad Antonio Marras – la cui ricerca si estende anche alla copertina manifesto del numero, risultato di uno speciale shooting fotografico realizzato con abiti “poliamorosi” disegnati appositamente per il numero – e a una rete internazionale di architetti, designer e studiosi che affrontano il tema dell’abitare come campo esteso di relazioni e contaminazioni.

Accanto alla parte tematica, un ampio dossier è dedicato alla terza edizione di BIG ITALY DESIGN NEW YORK, con oltre 50 showroom monomarca e flagship store italiani distribuiti tra Madison Avenue, NoMad e SoHo. Il racconto restituisce la presenza del design italiano nella città attraverso architetture, brand e progetti che contribuiscono a definire un sistema riconoscibile di relazioni tra Italia e Stati Uniti.

GLI EVENTI
INTERNI torna a New York con un calendario articolato di iniziative che rafforzano ulteriormente la relazione tra le imprese del design italiano e il mondo del progetto americano, consolidando una presenza ormai strutturale all’interno della design week newyorkese. L’intero programma si inserisce in una strategia condivisa con ITA – Italian Trade Agency, che trasforma la città in una piattaforma diffusa del Made in Italy, capace di attivare connessioni dirette tra aziende, progettisti e operatori di tutto il mondo. In questo quadro opera Erica Di Giovancarlo, direttrice dell’ICE – Agenzia per il Commercio Estero a New York, impegnata nel rafforzare la presenza delle imprese italiane negli Stati Uniti attraverso iniziative che integrano promozione culturale e sviluppo commerciale, tra cui il format Italy on Madison, concepito come piattaforma esperienziale e di networking capace di mettere in dialogo diretto brand italiani e pubblico americano. 

Il percorso si apre l’11 maggio alla storica Libreria Rizzoli di Broadway, con la presentazione del numero di maggio di INTERNI e il libro Milano Design Hub & Spoke in un incontro che riunisce progettisti, critici ed esponenti di primo piano del sistema creativo italiano e americano, dando avvio a una settimana che intreccia contenuti editoriali e presenza urbana. Tra gli ospiti: Morris Adjmi, fondatore di Morris Adjmi Architects e Rui Guan Project Manager e Javier Madero Architetto e curatore CRA-Carlo Ratti Associati.

Dal 12 maggio al 15 luglio la sede di ITA – Italian Trade Agency sulla 67ª strada accoglie Design, Theater of Excellence, ideato con INTERNI e progettato da Paola Navone e Cristina Pettenuzzo – OTTO Studio. L’intero edificio viene trasformato in un dispositivo scenico immersivo dedicato al Made in Italy. Il progetto di OTTO Studio si configura come un grande spettacolo teatrale in cui il visitatore è accolto da un vero e proprio sipario iniziale, che introduce a una sequenza di ambienti allestiti come scene successive. Ogni ambiente diventa una “cartolina” delle città iconiche italiane: Milano, Roma, Cortina, Venezia, Torino, Firenze, Rimini e Capri, rievocando lo spirito del Grand Tour e la sua dimensione di scoperta culturale e sensoriale. L’eccellenza manifatturiera italiana e l’industrial design sono così interpretati attraverso set scenografici ispirati ai linguaggi del teatro e della fotografia e costruiscono con oltre 180 pezzi provenienti da 50 marchi di arredamento italiani un viaggio visivo e narrativo che attraversa idealmente il Paese. Questo approccio restituisce il Made in Italy come racconto, capace di connettere identità, innovazione e mercato internazionale, in continuità con le progettualità sviluppate nell’ambito di Italy on Madison

All’interno di questa narrazione immersiva, arredo, oggettistica, moda, tessile, fragranze ed enogastronomia si intrecciano in un’unica costruzione scenica, dove il Made in Italy viene rappresentato come sistema culturale complesso, capace di unire produzione, immaginario e identità. L’allestimento restituisce così un’esperienza continua, in cui lo spazio espositivo si trasforma in racconto e la materia diventa linguaggio.

L’inaugurazione ufficiale, che si terrà il 13 maggio, prevede un talk che mette in dialogo architetti americani e imprenditori italiani, in una conversazione dedicata al ruolo del design come linguaggio condiviso e strumento di rigenerazione tra sistemi culturali e produttivi differenti. Tra i relatori: uno speech di apertura di Gilda Bojardi, Testimonial dell’Italian Design Day a New York che interverrà sul tema dell’IDD Re-Design. Regenerating Spaces, Objects, Ideas, Relations, e, a seguire sullo stesso argomento un confronto tra i progettisti statunitensi Marc Fornes Architetto, Hani Rashid Architetto, Nao Tamura Designer, e uomini d’impresa quali John Edelman Presidente di Haworth Lifestyle Nord e Sud America, Gabriele Salvatori CEO Salvatori, Andrea Sasso Presidente e CEO Dexelance. Modera Carlo Biasia, INTERNI Architetto

Il 15 e 16 maggio prende il via invece la 3a edizione di BIG ITALY DESIGN NEW YORK, realizzata in partnership con NYCxDesign e ICFF: un itinerario urbano che attraversa NoMad, Madison Avenue e SoHo, mettendo in rete oltre 50 showroom e flagship store italiani. Il circuito si sviluppa come una mappa diffusa della presenza del design italiano in città, con presentazioni, incontri e attivazioni che coinvolgono progettisti e professionisti internazionali, rafforzando il dialogo tra industria e cultura del progetto.

Dal 17 al 19 maggio, INTERNI è presente all’interno di ICFF – International Contemporary Furniture Fair, presso il Javits Center, con la INTERNI Lounge progettata da Francesca Portesine (SOM – Skidmore, Owings & Merrill). Lo spazio è concepito come ambiente di accoglienza e relazione per favorire incontri tra designer, aziende e operatori internazionali, offrendo una pausa all’interno della fiera e un punto di osservazione privilegiato sul design italiano contemporaneo.

A chiudere il programma, il 18 maggio INTERNI sarà partner di Istituto Marangoni per il talk presso la sede di la sede di ITA – Italian Trade Agency dal titolo Design as a bridge between memory and innovation the future role of education. In apertura Gilda Bojardi, direttore di INTERNI e Erica Di Giovancarlo direttrice dell’ICE – Agenzia per il Commercio Estero a New York, e tra i relatori Giulio Cappellini, Art Director & Brand Ambassador Istituto Marangoni Milano Design, Sergio Nava, Istituto Marangoni Global Scientific Director of Design, Josh Owen, Director Vignelli Center for Design Studies.

INTERNI di maggio ha, inoltre, una distribuzione eccezionale: nei più rappresentativi showroom e flagship store del circuito di NoMad, Madison Avenue e Soho; all’interno di ICFF; negli studi di progettazione più importanti di New York, nelle principali scuole di design e architettura, alla Libreria Rizzoli e in un numero selezionato di book and magazine stores.

Fuorisalone 2026: INTERNI presenta la mostra-evento MATERIAE

Dal 20 al 30 aprile, un racconto corale sulla materia come pratica progettuale: oltre 50 architetti, designer e aziende da 10 Paesi, più di 40 installazioni, in 5 location iconiche della città

Dall’Università degli Studi di Milano all’Orto Botanico di Brera, dall’Audi X Zaha Hadid Architects al Portrait Milano a Eataly Milano Smeraldo, fino a De Castillia 23 di Urban Up | Unipol

La materia è il primo gesto del progetto. È sostanza e visione, tecnica, memoria e possibilità. Attraverso la materia prendono forma gli spazi, si costruiscono relazioni, si anticipano futuri. Da questa consapevolezza nasce MATERIAE, la nuova edizione dell’attesissima mostra-evento di INTERNI, il magazine di interior e contemporary design del Gruppo Mondadori, diretto da Gilda Bojardi, che torna protagonista del FuoriSalone 2026 dal 20 al 30 aprile, trasformando Milano in una piattaforma internazionale di ricerca e sperimentazione progettuale.

Attraverso questa geografia diffusa, INTERNI MATERIAE costruisce un’esperienza che va oltre la dimensione espositiva per diventare un atto culturale condiviso, un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del progetto contemporaneo e sul ruolo della materia come strumento di connessione tra innovazione, responsabilità e immaginazione.

L’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera, Audi X Zaha Hadid Architects a Portrait Milano, Eataly Milano Smeraldo e Urban Up | Unipol in De Castillia 23 diventano così i poli di una narrazione che coinvolge oltre 50 architetti, designer e aziende nazionali e  internazionali, provenienti da più di 10 Paesi, chiamati a interpretare la materia non come semplice sostanza, ma come linguaggio del progetto e strumento di relazione tra spazio, corpo, tempo e società.

“La nostra mostra-evento esplora la materia non solo come elemento costruttivo, ma come principio creativo e culturale da cui tutto prende forma”, spiega Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. “Il significato latino di Materiae ispira un percorso multidisciplinare che riunisce architetti, designer e artisti, con progetti che fondono naturale e artificiale, tradizione e innovazione, tecnologia e intelligenza artificiale. Fondamentale è anche il sostegno delle aziende, del settore e non solo, che permettono di realizzare opere orientate alla ricerca, alla sperimentazione e a un futuro più sostenibile. I materiali diventano così strumenti di narrazione, memoria e innovazione, dando forma a progetti corali capaci di immaginare nuove possibilità per il mondo che verrà”.

Installazioni, mostre tematiche e microarchitetture firmate da alcuni tra i più importanti protagonisti della scena mondiale – tra cui Zaha Hadid Architects, BIG – Bjarke Ingels Group, Snøhetta, AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, Paola Navone, Alessandro Scandurra, MAD, Piero Lissoni, Wu Bin, accanto a nuove voci della ricerca progettuale – danno vita a un racconto corale che attraversa arte, architettura, design, tecnologia e scienza.

INTERNI MATERIAE è una delle principali iniziative che il Comune di Milano propone per la Design Week e per il FuoriSalone 2026, quest’ultimo nato nel 1990 per iniziativa di Gilda Bojardi e internazionalmente riconosciuto come l’evento di riferimento per il design e l’architettura internazionale.

INTERNI MATERIAE sarà presentata ufficialmente lunedì 20 aprile alle ore 14.30 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 7).  Alla conferenza stampa, oltre ai progettisti, partecipano: Marina Brambilla, Rettrice dell’Università degli Studi di Milano, Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, e Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano. Porteranno quindi il loro contributo Antonio Porro, Amministratore delegato del Gruppo Mondadori, e Timm Barlet, Direttore di Audi Italia, co-producer dell’evento. A dare l’inizio alla conferenza, Gilda Bojardi, Direttore di INTERNI, che presenterà il tema della Mostra. A moderare l’incontro la design curator Silvana Annicchiarico.

MATERIAE: la materia come esperienza, processo e relazione

La materia non è mai neutra. Conserva tracce, produce conseguenze, attiva relazioni. E la mostra-evento di INTERNI la osserva non come semplice supporto della forma, ma come fulcro di un racconto che unisce tecnologia e artigianato, natura e artificio, industria e visione poetica. Ogni installazione diventa un capitolo autonomo, ma parte di una narrazione più ampia, in cui il visitatore è chiamato a muoversi, sostare, partecipare.

Origin: luce, materia e percezione al Portrait Milano – Audi X Zaha Hadid Architects

Negli spazi di Portrait Milano, a fianco di INTERNI per il 13° anno consecutivo, Audi dà voce a tecnologie e visioni che definiscono il futuro, portando la mobilità al centro del dibattito sociale e raccontando la propria capacità di interpretare le esigenze di un mondo in continua trasformazione.

La visione di Audi incontra la cifra stilistica di Zaha Hadid Architects in Origin, un’installazione che agisce come manifesto di architettura contemporanea, in perfetta sintonia con i valori di avanguardia e progresso del brand. Collocata nel Cortile dell’ex Seminario Arcivescovile di Milano, che si conferma come uno dei luoghi cardine che animeranno la settimana del design milanese, l’opera instaura un rapporto di aderenza critica e innovazione nei confronti della storia, proponendosi come un dispositivo di lettura dei principi della nuova filosofia del design del brand. Il progetto testimonia una nuova narrazione: a poco più di sei mesi dal debutto della Concept C, la Casa dei quattro anelli sceglie di raccontarsi tramite i principi di chiarezza, tecnicità, intelligenza ed emozione.

In un’epoca dominata dal rumore visivo, Origin opera per sottrazione e sintesi. Un’architettura ‘al limite’, che distilla l’essenza del progresso eliminando il superfluo per rivelare la purezza nell’intenzione di costruire un nuovo paradigma figurativo. La pelle dell’oggetto – una superficie metallica opaca che richiama la freddezza emozionale e tecnica del titanio – è concepita per reagire. Non si impone sul contesto, ma ne assorbe i toni cromatici e le forme; applicando lo schema concettuale dello specchio, restituisce un riflesso mutato dell’edificio storico circostante. È qui che risiede il valore curatoriale del progetto: nella capacità di trasformare un materiale ad alta tecnologia in uno strumento sensibile, capace di mediare tra l’algoritmo del futuro e il calore della pietra barocca.

L’esperienza offerta al visitatore è volutamente antitetica alla velocità che pure appartiene al DNA del Brand – dai circuiti della Formula 1 alle performance della nuova RS 5, interpretazioni della tecnologia ibrida nella massima espressione del motorsport e su strada che incontrano il pubblico italiano in anteprima assoluta per raccontare come la performance possa evolvere e coinvolgere emotivamente senza rinunciare a un’efficienza responsabile. Origin invita al pensiero attivo. Attraversando il padiglione, lo spazio si ridisegna continuamente attraverso un progetto di luce che evolve dall’alba alla notte: l’architettura si fa organismo vivente. In questa prospettiva, l’installazione supera la funzione di semplice padiglione espositivo per farsi manifesto di una nuova filosofia del design. All’interno, esperienze multimediali di luce e suono raccontano i valori di progresso, consapevolezza etica e innovazione tecnologica della Casa tedesca. Non si celebra la tecnica fine a se stessa, ma si indaga sul portato emotivo della precisione e della qualità, dal micro al macro dettaglio. I materiali d’avanguardia servono qui a disegnare i comportamenti del futuro: non solo nell’ambito della mobilità, ma soprattutto nelle azioni consapevoli necessarie per abitare il mondo contemporaneo. Audi e Zaha Hadid Architects ci suggeriscono che il futuro non è un luogo lontano, ma un’origine che va costantemente scoperta per focalizzarsi sulla riflessione, attraverso la chiarezza dei gesti e la verità della materia. Un invito a rallentare in un mondo che va sempre più veloce, per abitare, finalmente, l’essenziale.

Università degli Studi di Milano: il cuore narrativo della mostra-evento di INTERNI

La sede storica dell’Università degli Studi si trasforma in un vero e proprio romanzo corale, in cui la materia si manifesta attraverso luce, architettura, tecnologia, gesto artistico e sperimentazione industriale. Cortili, portici, loggiati e spazi di attraversamento accolgono una costellazione di installazioni che dialogano tra loro in un flusso continuo, dando forma a un’esperienza multisensoriale.

Il percorso prende avvio dalla facciata, dove Luce Massiccia alla Statale, ideata da Alexander Maria Bellman del Gruppo C14 ARCHITECTURE & DESIGN STUDIO, esplora la compenetrazione tra luce e materia come elementi inscindibili. Realizzata con ILTI Luce, parte di Nemo Group, l’opera trae ispirazione dalle stelle massicce e dalle teorie quantistiche, trasformando l’energia cosmica in un linguaggio contemporaneo di design. Grazie agli elementi luminosi digitali Miniflux, la luce diventa materia modellante, scandendo e scolpendo lo spazio architettonico dell’università. Il risultato è un’installazione suggestiva e armoniosa, capace di valorizzare muri, volte e colonne, raccontando un’energia lontana che prende forma e diventa esperienza sensibile per chi la attraversa.

Subito dopo ci si imbatte in Regeneration, una scultura piramidale in ceramica policroma (2,1 × 1,9 × h 1,6 m), realizzata da Bertozzi & Casoni per Galleria Deambrogi Milano. Questa grande composizione monumentale, unica nel suo genere, simboleggia rinascita e cura. Al centro, un gorilla tiene in grembo un capriolo con le mani aperte verso chi osserva, in una sorta di pietà, evocando sentimenti di ascolto, compassione e accettazione simili a quelli suscitati dalle immagini sacre. Il gorilla rappresenta la forza e l’accoglienza, il capriolo bellezza e grazia, mentre i materassi sporchi alla base simboleggiano le contraddizioni umane. La scultura crea un cortocircuito estetico: pur trattando temi complessi, attira lo sguardo grazie alla composizione e ai colori armoniosi, arricchita da piccoli uccellini golden crest. I temi principali sono compassione, condivisione e bellezza, che legano lo spettatore all’opera.

Nel portale della Hall dell’Aula Magna, il visitatore incontra poi Innesti, installazione progettata da Silvio De Ponte per Idealverde, che riflette sulla trasformazione dalla materia inerte a quella viva. Costruita con listelli di legno di recupero intrecciati, forma una struttura porosa che ricorda nidi o sistemi radicali, in cui piante e rampicanti diventano componenti essenziali. L’opera esprime tre stati della materia: recuperata, organizzata e vivente. Luce calda e profumi completano l’esperienza sensoriale, creando un paesaggio percettivo in continua evoluzione.

All’interno, nella Hall dell’Aula Magna, la materia si presenta come processo consapevole. Sony Group Creative Center – Sony Group Corporation, in collaborazione con Setsu & Shinobu Ito, propongono Esquisse, una riflessione sul materiale allo stato grezzo attraverso una collezione di arredi modulari realizzati con materiali sviluppati da Sony – Original Blended Material e Triporous. Texture, imperfezioni e qualità tattili emergono senza mediazioni, restituendo un dialogo diretto tra progetto, materia e responsabilità ambientale. Kaleido di MAD (Ma Yansong e Andrea D’Antrassi) per Canva esplora il rapporto tra luce, colore e intelligenza artificiale. In uno spazio di frammenti luminosi e riflessi, l’AI funge da prisma che trasforma idee, collegando dimensione fisica e digitale e stimolando creatività in continuo mutamento. Superfici trasparenti, pannelli colorati e effetti di rifrazione creano un ambiente dinamico e imprevedibile, dove ogni azione produce molteplici esiti. Il percorso per i visitatori si articola in quattro momenti: Reconsider, Act, Realize e Share, guidando dall’esplorazione iniziale all’esperienza creativa condivisa. Attraverso questa progressione, Kaleido propone l’intelligenza artificiale non come elemento distante o complesso, ma come strumento accessibile capace di ampliare immaginazione, creatività e connessioni tra persone, idee e tecnologie.

Il Portico del Richini ospita invece House of Polpa, interamente costruita con ventimila lattine di Polpa di pomodoro Mutti. Prodotto iconico dell’azienda, è un’architettura rossa, compatta e attraversabile, che amplifica la luce e vibra dell’intensità del pomodoro fresco. L’esperienza è un viaggio sensoriale: il colore brillante cattura lo sguardo, il profumo richiama la freschezza del raccolto, la trama corposa racconta la naturalezza e la versatilità della Polpa Mutti, risultato di un processo brevettato. Un assaggio, reale e simbolico, dell’identità Mutti, da sempre attenta alla qualità della materia prima, e al tempo stesso un manifesto di circolarità e zero waste, dalla pavimentazione in bucce di pomodoro riutilizzate e fino alla donazione delle ventimila lattine, una volta concluso il FuoriSalone. Effimera per scelta, la struttura realizzata con il supporto di Mapei, invita a riflettere sull’importanza di un consumo e di una produzione consapevoli: ogni lattina è simbolo di una filiera che si impegna a ridurre l’impatto e trasformare ciò che nasce dalla terra in un bene condiviso. Unendo estetica, gusto e responsabilità, House of Polpa dimostra come il pomodoro possa essere molto più di un ingrediente: un simbolo di cura, creatività e sostenibilità, capace di ispirare nuove forme di nutrire il nostro futuro.

Nei cortili, la materia si espande nello spazio architettonico e paesaggistico. Nel Cortile del ’700, Piero Lissoni per Sanlorenzo presenta UN_Material, un’installazione sperimentale che interpreta l’imbarcazione heritage SHE nella sua dimensione più intangibile. Con un linguaggio essenziale e contemporaneo, indaga la spiritualità del design come equilibrio tra forma, visione e innovazione. L’immaterialità diventa così chiave di lettura di una bellezza radicata nella storia del brand ma espressa attraverso un’estetica tecnologica e attuale. In dialogo con INTERNI MATERIAE, il progetto riflette sulla materia come strumento narrativo capace di unire design, tecnologia e paesaggio. L’opera è composta da sezioni trasversali in scala 1:1 che ricostruiscono il volume della barca, rivestite in tessuto semitrasparente e definite da profili in metallo nero. Una pedana segna la linea d’acqua, mentre un ledwall di 12 metri in corrispondenza della poppa completa l’esperienza immersiva.

Nel Cortile della Farmacia, Infinity – Design della mente, ideata dall’artista Marco Nereo Rotelli, è un’installazione immersiva che unisce arte, scienza, musica e poesia per riflettere sul rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale. Qui lo spazio diventa un dispositivo interattivo in cui sensori scientifici rilevano la presenza dei visitatori e attivano suoni, luci e testi. La musica generativa Codice d’Acqua, creata dal compositore Alessio Bertallot con l’IA a partire da una poesia di Valerio Magrelli, accompagna l’esperienza. Il progetto affronta i temi della sostenibilità e della responsabilità tecnologica anche grazie alla collaborazione con Domyn, che indaga il rapporto tra uomo e artificiale, e Veolia, impegnata nella promozione di comportamenti virtuosi per l’ambiente. L’opera invita così a riflettere sulla dualità tra naturale e artificiale e sul ruolo insostituibile della coscienza umana.

Nel Cortile d’Onore, il percorso si arricchisce di innumerevoli opere che esplorano la materia come esperienza comune. Al centro, Mater, progettata da Alessandro Scandurra con Holcim Italia, che rigenera le macerie in un simbolo di memoria e rinascita. Ispirata alla ricostruzione delle scuole in Ucraina, l’opera interpreta la materia non solo come elemento fisico, ma come testimonianza viva del passato e base per il futuro. Le macerie si ricompongono in un anello circolare, arcaico simbolo di comunità e protezione, all’interno del quale sedute continue e strutture modulari creano uno spazio di incontro e condivisione. Una passerella conduce a una piattaforma centrale (Eterno Ivica) in legno, luogo di attraversamento e osservazione, che mantiene la continuità visiva con il chiostro e invita a riflettere sul valore della materia come origine, fondamento e principio generativo.

Con AO TING Court, Wu Bin – W.Design con M77, MOORGEN, UMGG, YARDCOM reinterpreta i principi della pittura paesaggistica cinese trasformandoli in esperienza immersiva. All’interno di una corte di 6×6 metri prende forma un “paesaggio interiore”: volumi sovrapposti, arretramenti e variazioni di quota disegnano un itinerario silenzioso, che invita a rallentare e a perdersi. Ne emerge uno scenario raccolto ma sconfinato nell’immaginazione, dove materia e ombra dialogano e ogni passo diventa un atto contemplativo.

Chronolith di DAAA Haus Group per Recobel by Halmann Vella è invece un’installazione architettonica astratta e abitabile, realizzata in lastre di pietra calcarea ricostituita, che indaga il legame tra materia, tempo, architettura e presenza umana. Il padiglione (di 4×5 metri e alto circa 3 metri) avvolge il pubblico in un’esperienza sensoriale in cui l’innovazione dei materiali diventa spazio vissuto. Concepita come uno strumento temporale, la pianta richiama il quadrante di un orologio e un palo centrale in legno proietta ombre in movimento che segnano il passare delle ore, affidando alla luce il ruolo di misura del tempo. Una telecamera a 360° osserva poi i gesti e le soste dei visitatori, mostrando come l’architettura si attivi attraverso un uso spontaneo.

Subito dopo, KIRI³ di Maria Elisabetta Ripamonti e Alex Terzariol dello MM Design per XLam Dolomiti, un cubo di 4 metri progettato per valorizzare il Supertimber, materiale innovativo per costruzioni sostenibili, ottenuto dalla densificazione della Paulownia. Al centro, una pianta stilizzata rappresenta il passaggio dalla natura all’opera dell’uomo. La struttura reticolare con elementi sottili dimostra un uso efficiente del materiale capace di sostenere carichi elevati. La Paulownia, a rapida crescita e con impronta carbonica negativa, rende il progetto un esempio concreto di economia circolare.

La materia assume una dimensione iconica e collettiva con I suoni della materia di OTTO Studio – Paola Navone e Cristina Pettenuzzo per il Consorzio Parmigiano Reggiano, che avvolge i visitatori in un’esperienza sensoriale unica. Lo spazio circolare, evocando l’iconica forma, unisce superfici riflettenti e pareti fonoassorbenti, creando un ambiente sospeso tra luce e silenzio. All’interno, materiali e strumenti del processo caseario formano un piccolo arcipelago sonoro creato da Studio Azzurro: ogni presenza genera un suono, trasformando il movimento dei visitatori in un’orchestra spontanea e in continua metamorfosi. L’udito si intreccia a tatto, gusto e olfatto, svelando la materia viva del formaggio che respira e vibra. La struttura esterna in PVC metallizzato punteggiato con la scritta “Parmigiano Reggiano” e le pareti interne gialle richiamano la pasta del formaggio, fondendo tradizione e design in un paesaggio poetico dove equilibrio, sensibilità e artigianalità dialogano in armonia.

Si prosegue con senzaFINE – beyond space limits di Simone Micheli Architectural Hero con Lumyra Energy, Pilosio, WorldHotels che interpreta Materiae come tensione emotiva e trasformazione continua, dove l’architettura temporanea diventa gesto, racconto e visione, liberandosi dalla funzione per farsi esperienza e sogno abitabile. La struttura circolare (Ø 6,50 m; h 10,50 m) crea uno spazio attraversabile e immersivo. Al centro si eleva un monolite che integra due videowall dedicati alla narrazione dei progetti Hubai Aparthotel e Sensoria Tower a Dubai. Luci, suoni e sfere in plexiglass verniciato amplificano l’esperienza, trasformando l’installazione in portale sensoriale e strumento di connessione globale. senzaFINE è invito e promessa: abitare il limite per scoprire che il limite non esiste.

Successivamente si entra ne Le stanze del Metallo di Alessandro Pandolfo per Secco Sistemi, un percorso immersivo che celebra l’essenza del metallo oltre il prodotto finito. Quattro stanze circolari, realizzate con Corten, Inox Brunito, Ottone e Acciaio Zincato, uniscono luce, suono e profumo per amplificare la percezione sensoriale delle superfici. Ogni ambiente invita a esplorare la materia con i sensi, rivelandone profondità espressiva e bellezza intrinseca. L’opera riflette la ricerca e la cura per i materiali che animano quotidianamente la produzione di Secco Sistemi. 365 di Meneghello Paolelli per Gibus trasforma invece l’outdoor in un’esperienza in continua metamorfosi, dove la materia diventa ritmo, stratificazione e luce che evolve lungo tutto l’anno. Protagonista è la pergola bioclimatica Velvet, elegante concentrato hi-tech con copertura retrattile a doppia libertà, capace di modulare la luce e creare scenari sempre nuovi. La pedana integrata e i cinque monoliti digitali dialogano con lo spazio, introducendo narrazione e dinamismo. Un invito a percepire l’outdoor non come un luogo fisso, ma come un ambiente vivo e in evoluzione.

Si passa poi a Ceramics forged in Light di Snøhetta, una microarchitettura contemplativa che esprime la vocazione innovativa di VitrA e i progressi nel riciclo della ceramica. La luce, filtrata dagli oculi superiori in evocazione dei bagni termali, diventa principio generativo e simbolo della trasformazione dell’argilla. Al centro, una piscina riflettente amplifica le forme circostanti, agendo come specchio e soglia. Il materiale si rivela così in continua evoluzione, tra tecnologia, estetica e rinascita, aprendo a nuove prospettive per un design sostenibile. L’interazione tra acqua, luce e superfici contribuisce a costruire un’atmosfera immersiva e silenziosa. L’installazione invita infine a una fruizione lenta, attenta alle qualità sensoriali e materiche dello spazio.

City of Busan su progetto di Migliore+Servetto realizza Busan Echoes un paesaggio risonante che si manifesta come un’onda viva di luce, suono ed eco. L’installazione, aperta e permeabile, si configura come una piazza conviviale in dialogo con il contesto urbano. Elementi sonori ispirati alla tradizione coreana degli ottoni creano un giardino acustico polifonico, attivato dal movimento e dal tocco delle persone. La presenza umana genera vibrazioni e connessioni “sinaptiche” tra individui e spazio. Veli tessili semitrasparenti, attraversati dalla luce e animati dall’aria, riportano parole in Hangul come segni identitari forti. Il progetto esprime così l’identità culturale e l’energia innovativa di Busan nel percorso verso World Design Capital 2028.

L’attenzione al benessere è espressa in Tracce di cura di AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi per Zambon, che trasforma il prospetto archetipico della casa in una pianta ramificata che invita a percorrere itinerari non convenzionali: ci si muove, ci si ferma, si scopre. Attraverso questo spazio si racconta l’impegno dell’azienda verso la cura e il benessere femminile. La struttura, concepita come una piccola architettura abitabile con ingresso, uscita e quattro snodi espositivi, nasce dall’incontro tra due nature opposte: la superficie tecnologica e precisa dell’alluminio composito e le sculture in gesso lavorate a mano che abitano le nicchie. Le opere raffigurano silhouette femminili ispirate ai bozzetti di Masahiko Cubo, visibile in video mentre disegna con tecniche giapponesi tradizionali: pochi segni che evocano il dialogo tra scienza e tocco umano, restituendo il senso della cura.

Nel corner del Cortile d’Onore, Rubinetterie Treemme, insieme allo Studio Q-Bic e agli studenti del POLI.design e della Scuola di Design del Politecnico di Milano, presenta Ad Aquam 2026 – Reflections che mette in luce il consumo idrico e le sue implicazioni ambientali, sociali e culturali. Caratterizzata da un involucro continuo in lamiera specchiata ondulata, richiama il movimento dell’acqua e dialoga con lo spazio circostante. La struttura a “L” comprende uno spazio immersivo con proiezioni di immagini e dati sul consumo globale e un’area espositiva con rubinetterie e docce collegate a contatori in tempo reale. Riflessi, immagini e numeri creano un ambiente in continuo mutamento, in cui chi osserva diventa parte attiva, convertendo la consapevolezza sull’acqua in un’esperienza sensoriale e culturale condivisa.

La dimensione monumentale emerge con Wild Kong di Richard Orlinski per Fidenza Village – The Bicester Collection, una scultura rossa alta tre metri che cattura immediatamente lo sguardo. Con la sua potenza primordiale e le superfici vibranti, l’opera esplora il delicato equilibrio tra istinto e coscienza, forza e vulnerabilità, diventando un vero specchio della natura umana. Wild Kong dialoga con il tema della sperimentazione dei materiali, offrendo un’esperienza immersiva in cui arte, design e moda dialogano tra loro, suscitando emozione, stupore e riflessione.

Goodbye discomfort firmata dallo studio Thirtyone Design + Management by Claudia Campone per Uniqlo prende forma come un respiro leggero nello spazio: un cubo di tessuto morbido e traspirante realizzato grazie alla tecnologia AIRism. Il visitatore può attraversarlo e abitarlo, entrando in relazione diretta con una materia che reagisce all’aria e ai movimenti del corpo, generando una sensazione diffusa di freschezza e leggerezza. Ne emerge un ambiente immersivo e sensoriale, fatto di trasparenze e vibrazioni sottili, che traduce la filosofia LifeWear in un’esperienza concreta di comfort quotidiano.

Nel Loggiato Est, Light Knot Progression prende forma come un filo luminoso che si intreccia nello spazio. Ideata da BIG – Bjarke Ingels Group per Artemide, l’installazione scorre leggera trasformandosi in una sequenza di nodi, ciascuno diverso, ciascuno più complesso del precedente. Sospesa come un disegno nell’aria, la luce diventa racconto: un segno continuo che cresce, si intreccia, si evolve. Ogni nodo è un pensiero che nasce, incontra altri pensieri e si sviluppa, dando vita a un paesaggio vibrante che rende visibile il fluire stesso della creatività.

Nel Loggiato Ovest, il giardino segreto di Pasquale Bruni, ideato da Christoph Radl con Eugenia Bruni per Pasquale Bruni, celebrano il 65° anniversario della Maison attraverso un’interpretazione poetica della materia come origine e trasformazione. Nella loggia si sviluppa un giardino segreto immersivo, dove gemme, metalli e luce si fondono in un paesaggio sospeso tra natura e creazione umana. La materia emerge dalla terra, si trasforma attraverso cura e amore e si sublima nella luce, rendendo i gioielli manifestazioni tangibili di energia e memoria. L’esperienza invita il visitatore a una metamorfosi sensoriale, in cui anima e corpo partecipano alla narrazione di un’eleganza in continua evoluzione.

Nel Sottoportico, la materia assume una pluralità di forme, voci e significati, restituendo una visione sfaccettata del progetto contemporaneo. Qui Jan Puylaert per EcoPixel con Rings – An open surface for light and form  esplora il potenziale espressivo di un materiale riciclato che da semplice rivestimento diventa struttura generativa di spazio. Protagonista è RINGS di Ecopixel®, una superficie aperta realizzata al 100% in PERT riciclato proveniente da scarti industriali di tubazioni per il riscaldamento a pavimento, trasformato in anelli interconnessi che creano una trama porosa, leggera e flessibile.

Paola Sasplugas per PDPAOLA propone Crafted to Transcend, un’installazione organica in gesso ispirata alla forma fluida dell’orecchino Glacier. L’opera presenta superfici lisce, metalliche e grezze e invita il pubblico a intervenire incidendo e scolpendo le parti ruvide con strumenti messi a disposizione. Nel tempo, il materiale si trasforma, registrando la presenza e l’azione collettiva dei visitatori. Il progetto celebra l’artigianalità come gesto umano e vivo, in contrasto con l’automazione. Il gioiello supera così la sua funzione per diventare un’esperienza partecipativa ed emozionale, in continua evoluzione.

Lo stesso spazio accoglie Metropac del Corso Triennale in Design e Architettura degli Interni dell’Accademia IUAD, racconta un viaggio nel mondo del gaming attraverso la figura iconica di Pac-Man, immersa in uno scenario metropolitano. Articolata in tre aree, il visitatore è guidato in un percorso urbano tra ceramica, stampa 3D, ledwall e neon, trasformando l’immaginario digitale in architettura tangibile. Il primo ambiente rievoca il labirinto del gioco, richiamando anche il segno di Franco Albini; il secondo, ispirato all’approccio provocatorio di Marcel Duchamp, reinterpreta in chiave dissacrante lo spazio bagno. Il terzo si conclude con nicchie luminose ispirate ai fantasmi del gioco, invitando a riflettere sul rapporto tra dimensione ludica e realtà urbana.

Comfort Inside, ideata da GCS Genny Canton Studio con Operaventuno per MCZ Group  invita a vivere il comfort come esperienza totale. Un volume rosso intenso, segno potente e riconoscibile, accoglie i visitatori in un percorso multisensoriale che attraversa estremi climatici: dal calore avvolgente del sole e delle luci soffuse, al freddo cristallino e silenzioso, fino a un ambiente domestico armonioso dove luce, temperatura e fragranze artistiche si fondono in un equilibrio perfetto.

Break Down the Boundaries (9 × 2 × h 3,2 m) di Marco Merendi e Diego Vencato per Stannah, con vasi di Paolelli Outdoor, traduce già nel titolo l’idea di superare confini fisici, culturali e sociali. La poltroncina montascale Joya, ripensata oltre il suo linguaggio funzionale, è inserita in un giardino incantato dove il design dialoga con la natura. Qui l’oggetto si trasforma in parte del paesaggio, dando forma a una visione poetica che unisce uomo, architettura e ambiente, nel segno di una mobilità inclusiva e sostenibile.

Trasporta il pubblico in un’atmosfera sospesa e intima, Chiedi alla Luna di Artset per Ever in Art con LiveHelp. Al centro, una luna fluttuante dialoga con i visitatori tramite la live chat dell’intelligenza artificiale GeniusAgents, capace di cogliere contesto e tono delle domande. La pedana circolare in moquette blu e il fondale in velluto creano un cielo notturno raccolto, mentre un cerchio di ferro evoca la luna piena. L’opera celebra il diritto di chiedere e sognare, fondendo materia, luce e riflessi, tra realtà e immaginazione.

Spanish Design as a Souvenir è una natura morta contemporanea in scala architettonica composta da dieci oggetti-souvenir reinterpretati in ceramica ideata da CODOO Studio per Tile of Spain. Il design spagnolo e l’immaginario collettivo vengono tradotti in volumi scultorei che trasformano la ceramica da semplice rivestimento a oggetto, materia identitaria e pezzo di design autonomo.

Proseguendo il percorso espositivo, racconti d’aMare propone un viaggio immersivo tra arte, fotografia, scienza e ingegneria. Realizzato da Navim Yacht Lab e Tecnimpianti, il progetto trasforma oggetti navali e materiali di recupero in narrazione artistica: i partecipanti attraversano simbolicamente il percorso dal porto alla tempesta del mare aperto e al ritorno della calma, accompagnati da suoni, voci e suggestioni visive che creano uno spazio onirico in cui perdersi e ritrovarsi. Continuando troviamo La man che ubbidisce all’intelletto (19,2 x 0,4 x h 2,3 m), a cura di Rampello & Partners e promosso da First Italy e Unicorn Creates Together Brand Organization con Qwen, Treezo Group e Metz. Si configura come un’installazione en plein air che trasforma il cortile dell’Università degli Studi di Milano in un itinerario scandito da una sequenza di “quadri” viventi. Non immagini statiche, ma “tele” dinamiche su cui prende forma, con un linguaggio mutuato dal cinema, la sapienza artistica e tecnica dell’alto artigianato cinese.

Nel Cortile d’Onore trova spazio anche il teaser di Origin di Zaha Hadid Architects per Audi, un elemento architettonico che rimanda all’installazione principale al Portrait Milano, creando un filo diretto tra le diverse sedi della mostra.

A completare la mostra-evento, VIVO – Abitare l’emergenza, di T. Cavalli, C. Gorni Silvestrini, S. Lipoli, e Andrea Lombardi, con la curatela di Davide Angeli per IED, propone una soluzione abitativa temporanea post-disastro naturale, uno spazio di resilienza progettato per essere allestito rapidamente nelle palestre italiane e offrire una risposta concreta alle emergenze. La struttura, composta da tubi innocenti scelti per facilità e rapidità di montaggio, si sviluppa su due livelli: uno dedicato alla dimensione privata, l’altro pubblico, concepito come piazza condivisa e luogo di ricostruzione sociale. Materiali facilmente reperibili, elementi riutilizzabili, arredi trasformabili e sistemi di aggancio rendono lo spazio adattabile nel tempo. VIVO invita a guardare l’emergenza non come una parentesi sospesa, ma come l’inizio di un nuovo equilibrio possibile, un sistema aperto che mette al centro la vita che continua e la possibilità di ricostruire e rinascere.

Superata la sequenza delle installazioni che animano il Cortile d’Onore, l’itinerario si apre verso una dimensione più distesa nelle Outdoor lounge, concepite come spazi di pausa e relazione. Qui la materia non è più soltanto oggetto da osservare, ma diventa ambiente da abitare con TIBUR / CONTINUUM dello Studio Paolo Ferrari per AATC and Co e Corals – Origin of Matter, curato da Natascia Finocchiaro Maurino per Cristallina Design con Cristallina e Graniti Maurino.

Arrivando alla scalinata monumentale, il Portale accoglie Sorpresa di Alessandro Enriquez per Kartos mentre nella Sala Stampa, Dainelli Studio per Status Contract con Fratelli Damian firma Materia in due atti: due ambienti in cui superfici imperfette mostrano come lo stesso colore cambi voce a seconda del materiale, in una composizione in cui il verde cresce, ingloba lo spazio e trasforma la materia in forza narrativa.

Aziende, istituzioni, scuole e progettisti internazionali contribuiscono a una visione plurale della materia come comportamento, processo produttivo, responsabilità etica e linguaggio culturale, rafforzando il carattere corale di MATERIAE e la sua capacità di restituire la complessità del progetto contemporaneo.

Il giardino ritrovato: mito e materia all’Orto Botanico di Brera

Nel cuore verde della città, l’Orto Botanico di Brera diventa un luogo di ascolto e contemplazione, dove la materia si manifesta come ciclo vitale, crescita e trasformazione. Due opere dialogano con la natura esistente, intrecciando progetto e paesaggio in un equilibrio delicato tra intervento umano e processi naturali.

Garden of the Esperides

L’architetto franco-libanese Annabel Karim Kassar, per Rubner Haus, ABS Group e Valpaint, porta all’Orto Botanico di Brera una visione sospesa tra memoria e invenzione, in cui il mito delle Esperidi riaffiora come traccia discreta, affidata a una struttura leggera che invita a essere attraversata e scoperta piuttosto che raccontata.

Un portico ligneo percorre il viale principale e orienta lo sguardo verso la meridiana, simbolo dello scorrere del tempo, mentre lungo i vialetti le icone femminili dipinte a mano dalla progettista si dispongono in cerchi geometrici, trasformando il giardino in un teatro di presenze sospese. Ogni figura dialoga con la natura circostante: alberi, fiori, vuoti e pieni diventano parte di un racconto che unisce il mito all’esperienza concreta del visitatore.

Il progetto reinventa lo spazio dell’Orto come luogo di contemplazione, in cui architettura, arte e paesaggio si intrecciano in sequenze visive e poetiche. Il portico e le figure dipinte diventano punti di riferimento, custodi di un racconto antico che emerge tra le ombre e la luce, tra il movimento delle stagioni e il ritmo dei passi. Qui il mito non è più lontano: si percepisce, si attraversa, si vive.

L’Armonia è qui

L’Armonia è qui è un’installazione che nasce dalla visione di Irritec e Davision Creative Design Team di un’innovazione responsabile, in cui irrigazione, design e sostenibilità si fondono in un unico linguaggio. Il progetto immagina un giardino fiabesco dove efficienza e bellezza convivono, e i sistemi irrigui si integrano con discrezione nello spazio, riducendo l’impatto visivo e valorizzando l’ambiente. Qui il design non è un elemento accessorio, ma parte integrante della sostenibilità. L’opera invita a ripensare l’irrigazione come gesto consapevole e armonico, capace di rispettare e valorizzare il paesaggio.

Eataly Milano Smeraldo e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol

Per il quarto anno consecutivo Eataly Milano Smeraldo (piazza XXV Aprile, 10) e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol (via De Castillia, 23) entrano nel circuito della mostra-evento di INTERNI.

La materia del quotidiano e della condivisione da Eataly Milano Smeraldo

Con CASA, Giotto Calendoli per Eataly riporta il progetto alla dimensione domestica e affettiva del cibo. Vetrofanie, immagini e oggetti della tavola costruiscono un racconto fatto di gesti, frasi e rituali condivisi, in cui la materia alimentare diventa memoria, relazione e cultura del vivere insieme.

“Amore, hai mangiato?” è la domanda semplice e universale che dà origine al nuovo progetto artistico di Giotto Calendoli realizzato insieme a Eataly Milano Smeraldo. Non un’opera “ospitata”, ma un percorso costruito a quattro mani: Eataly offre la sua materia prima – il cibo, la cultura gastronomica, le storie che abitano le nostre tavole – e Giotto la trasforma in una casa di ricordi, tradizioni e gesti condivisi.

L’installazione, sviluppata negli spazi del punto vendita e sulla facciata dell’edificio, sarà presente all’interno di Eataly Milano Smeraldo a partire dal 20 aprile 2026, e con con “Amore, hai mangiato?” esprime una domanda semplice e universale, una frase quotidiana che si fa carezza verbale attraversando generazioni e trasformandosi in una dichiarazione collettiva di cura e intimità che rivela una forte sintonia valoriale tra Giotto e Eataly: l’idea di italianità come cura quotidiana, la bellezza dei rituali che si tramandano, il cibo come linguaggio che unisce generazioni.  CASA non è solo un progetto artistico, ma un invito a riconoscersi in ciò che ci rende comunità: la condivisione, l’accoglienza, il tempo dedicato agli altri. Il progetto racconta, senza nostalgia né retorica, il tempo che scorre, le abitudini che si tramandano e le parole che custodiscono un senso di appartenenza condivisa. In questo contesto il cibo diventa linguaggio visivo, materia simbolica e strumento narrativo. Gli spaghetti Eataly Icons partecipano al racconto trasformandosi in un oggetto di design firmato da Giotto Calendoli in edizione limitata: un contenitore di storie, pensieri ed emozioni.

Fuoco, Energia e trasformazione urbana  sulla facciata di De Castillia 23 di Urban Up | Unipol

L’opera cinetica LIGHT OUR FIRE di Studio Azzurro per Urban Up| Unipol evoca sulla facciata di De Castillia 23 il Fuoco, Energia primordiale, forza generatrice, nucleo incandescente della Terra e chiude la quadrilogia degli elementi dopo l’Acqua nel 2023, l’Aria nel 2024 e la Terra nel 2025. Il Fuoco ha accompagnato l’umanità per millenni: ha scaldato, trasformato i metalli, reso possibili le prime tecnologie e illuminato il cammino del progresso. Nel mito di Prometeo, che ruba il Fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, questa fiamma diventa conoscenza e passione, scintilla di evoluzione ma anche responsabilità: il potere che eleva comporta sempre conseguenze e rischi. LIGHT OUR FIRE nasce da questa consapevolezza. Dall’immagine del nucleo ardente della Terra prende dunque forma un invito – mai così attuale come in questo momento storico – a riflettere su energia, futuro e responsabilità verso il Pianeta, ma anche ad ascoltare e custodire quel fuoco interiore che ci muove ogni giorno. LIGHT OUR FIRE non è dunque solo un’opera estetica fine a sé stessa ma diviene dispositivo di pensiero, appello a una riflessione collettiva che non può e non deve essere statica ma cinetica così come i pannelli che la compongono, in linea con l’impegno di Urban Up | Unipol di questi ultimi 11 anni.

LIGHT OUR FIRE è una monumentale scultura modulare di 37 metri di diametro, 492 pannelli, per una superficie totale di più 1100 mq. Realizzata in un innovativo policarbonato proveniente da una filiera di riciclo continuo che ne consente il riuso al 100%, LIGHT OUR FIRE è sostenuta da cavi d’acciaio che permettono ai pannelli di ruotare e vibrare con aria e luce. Il tessuto cromatico circolare richiama il fuoco, nucleo terrestre: al centro brillano gli aranci circondati da intense tonalità di rosso, come un cuore incandescente che pulsa nello spazio urbano.

Il sistema INTERNI

Il sistema integrato di comunicazione di INTERNI conferma il proprio ruolo di punto di riferimento per il mondo del progetto attraverso un ecosistema articolato che, per il FuoriSalone, comprende le due storiche pubblicazioni cartacee, INTERNI e la Guida FuoriSalone, e un grande evento INTERNI MATERIAE. L’offerta si estende al comparto digitale, guidato dal sito web e dai canali social ufficiali, a cui si affiancano la Guida FuoriSalone online e la versione digitale di INTERNI King Size. Il tutto è arricchito da approfondimenti editoriali e contenuti video, distribuiti anche tramite un sistema di newsletter, offrendo così strumenti completi e aggiornamenti in tempo reale su tendenze, novità e anticipazioni nel campo del design.

Giunta alla 36ª edizione, la Guida FuoriSalone si conferma come il vademecum indispensabile per orientarsi nel panorama sempre più articolato degli appuntamenti della Design Week milanese. La guida propone una selezione ragionata di circa 350 eventi che coinvolgono aziende, designer e architetti partecipanti al FuoriSalone, organizzati sia in ordine cronologico day by day sia alfabeticamente. Distribuita gratuitamente con il numero di INTERNI in edicola ad aprile, la Guida sarà disponibile anche presso showroom, istituzioni, musei e tutte le principali location coinvolte nel FuoriSalone 2026, oltre che in fiera. Sarà inoltre consultabile online, ottimizzata per tablet e smartphone, con mappa interattiva.

La forza del brand INTERNI si esprime in modo significativo anche sul territorio. In occasione di MATERIAE, è prevista un’ampia campagna di street advertising che include: la personalizzazione di 10 punti vendita all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa (Terminal 1) e di 4 punti vendita a Linate; la presenza su 150 schermi digitali nelle edicole cittadine, di cui 50 selezionate e personalizzate per garantire una copertura strategica nelle aree centrali e nei principali punti di passaggio; l’allestimento delle vetrine delle librerie Mondadori Duomo, in piazza Duomo, e Rizzoli Milano, in Galleria Vittorio Emanuele,, con relativo circuito di Ledwall; 20 impianti FSU Digital nel centro di Milano; 20 impianti di pensiline digitali, 15 schermi in Corso Vittorio Emanuele e 15 striscioni stradali selezionati sempre in area centrale; 10 maxi retro media su shuttle e bus; 57 schermi digitali all’interno della Stazione Centrale e 17 nelle stazioni di Cadorna, Bovisa e Domodossola; 2 Ledcube in Piazza Meda e in via Mascagni; 81 schermi del circuito Subway Vision sulle linee M1, M2, M3 e M5, in corrispondenza di fermate strategiche quali Duomo, Garibaldi, Isola, Loreto, San Babila e Zara; 16 stazioni della linea M4; e infine la presenza DOOH nell’area Gae Aulenti Domination, con installazioni presso Vele, Capelli, Castiglioni A/B, Viganò e Avar Aalto.

Per tutte le informazioni www.internimagazine.it

INTERNI: il 2026 si apre con il numero internazionale “Sport&Design”

e il volume “Milano Design Hub&Spoke”

Presentazione in anteprima il 14 gennaio all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi in collaborazione con Italian Trade Agency

INTERNI inizia il 2026 celebrando l’eccellenza del progetto italiano nel mondo e il grande appuntamento delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 (6–22 febbraio e 6–15 marzo), con un doppio lancio editoriale: il numero internazionale Sport&Design e il nuovo volume della Serie Oro Milano Design Hub&Spoke.

Due pubblicazioni speciali che raccontano il dialogo tra sport, cultura e design e che saranno presentate in anteprima il 14 gennaio all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, in collaborazione con ITA (Italian Trade Agency), in un talk con progettisti francesi e imprese italiane. E, a seguire, il 28 gennaio, alla Triennale Milano insieme al presidente Stefano Boeri e a coloro che, in diversi ruoli, hanno accolto la sfida di confrontarsi con un tema complesso e cruciale: ripensare il futuro del pianeta con uno sguardo lucido, responsabile, facendo del design una bussola per immaginare nuovi modi di vivere, praticare e proteggere la montagna.

Cosa ne sarà degli sport invernali quando non ci sarà più neve? Scieremo sulla sabbia, o inseguiremo a quote proibitive gli ultimi ghiacciai sopravvissuti? Mentre la crisi climatica ridisegna i paesaggi alpini, cambia anche il modo in cui li viviamo: attrezzature, impianti, architetture e interi comprensori devono essere ripensati, sospesi tra scenari utopici e distopici.

“Il nostro numero di gennaio-febbraio, per tradizione in inglese, fornisce queste risposte”, spiega Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. “Partendo dall’attualità di Milano Cortina 2026 e dalla mostra White Out. The Future of Winter Sports (28 gennaio – 29 marzo), curata da Konstantin Grcic e Marco Sammicheli alla Triennale Milano. L’esposizione, di cui INTERNI è media partner, esplora il ruolo del design nelle condizioni estreme della montagna e racconta come, nel pieno della transizione climatica, l’intelligenza progettuale sia chiamata a ridefinire pratiche, attrezzature e immaginari”.

Nel magazine verrà poi analizzato il turismo invernale; lo sport come laboratorio avanzato di ricerca su materiali e funzioni; l’architettura come una nuova ‘pelle climatica’ capace di avvolgere il corpo e generare comfort, qualità, risparmio energetico. Una prospettiva che si estende anche ai progetti di rigenerazione urbana, dove l’innovazione diventa valore culturale e sociale oltre che tecnico.

Il numero di INTERNI Sport&Design (gennaio-febbraio) è arricchito di due importanti allegati: il volume Milano Design Hub & Spoke e la Guida Design Index 2026. Disponibile in versione cartacea e digitale, quest’ultima presenta oltre 8.000 indirizzi del mondo del design: chi produce e cosa produce, dove si acquista e cosa si acquista, chi disegna, chi fotografa, chi pubblicizza, chi pubblica, chi insegna, chi organizza e chi espone. Sarà scaricabile in formato digitale anche l’elenco completo degli showroom e dei punti vendita delle aziende presenti nella Guida con il proprio marchio.

Il magazine, in edicola e su app dal 22 gennaio, è completamente in lingua inglese, con traduzione in italiano alla fine del giornale.

La distribuzione di questa edizione straordinaria e dei suoi allegati è prevista a Parigi presso hotel, Art Gallery, design e fashion boutique, in tutti i più importanti showroom e studi di architettura, nell’area hospitality e nel kiosque di Maison&Objet, nelle principali edicole del centro città.

Il volume “Milano Design Hub&Spoke”

Milano Design Hub&Spoke è il sesto capitolo della Serie Oro di INTERNI che celebra i grandi protagonisti del progetto del nostro Paese e le aziende che hanno contribuito in modo determinante a rendere il Design Italiano una realtà di riferimento globale per qualità, visione e capacità produttiva. In questa nuova edizione, il focus si sposta sul territorio e precisamente su Milano, la città diventata un sistema, fulcro internazionale del Design, della Comunicazione e più in generale della cultura del Progetto.

Negli ultimi decenni, il capoluogo lombardo ha assunto infatti il ruolo di piattaforma dove si incontrano competenze, linguaggi e discipline, e dove la progettualità trova il suo terreno più fertile. Questa centralità si manifesta attraverso una rete sempre più articolata di luoghi dedicati: non semplici spazi commerciali, ma ambienti che diventano punti di incontro, di confronto e di scambio. Flagship store, showroom e negozi si trasformano in spazi culturali, riconosciuti dal pubblico internazionale come snodi fondamentali della filiera del design. Qui il prodotto non è solo esposto ma anche interpretato, raccontato e collocato all’interno di un’esperienza immersiva capace di rendere consapevole il visitatore.

Il volume nasce con l’obiettivo di leggere Milano proprio come cuore pulsante di questo ecosistema articolato. La città viene descritta attraverso una mappa di luoghi fisici che incarnano il progetto contemporaneo in tutte le sue declinazioni: spazi espositivi sempre più grandi, ricchi di contenuti e contraddistinti da una qualità estetica e museografica in costante crescita. In questa prospettiva Milano Design Hub&Spoke diventa uno strumento prezioso per orientarsi tra le eccellenze del Made in Italy e sapere dove incontrarle, conoscerle e acquistarle.

“Se Milano rappresenta l’Hub, il nucleo che concentra e amplifica il racconto del design italiano, gli Spoke sono le molteplici realtà produttive che alimentano questo sistema”, sottolinea Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. “È nel dialogo tra città e territorio che si sviluppa la forza del progetto italiano: un patrimonio diffuso, fatto di aziende, distretti e filiere che custodiscono tradizioni manifatturiere secolari e, allo stesso tempo, abbracciano l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. Si tratta di un mosaico di competenze complementari che riflette il pregio del Made in Italy e alimenta un flusso continuo tra creatività, tecnica, ricerca e produzione”.

La narrazione del volume è accompagnata da una ricca galleria fotografica che mette in relazione le icone architettoniche della Milano storica con gli edifici che, negli ultimi anni, ne hanno trasformato lo skyline. Le immagini raccontano una città in evoluzione: luoghi simbolo della tradizione convivono con i nuovi quartieri, frutto di interventi urbanistici che hanno proiettato Milano nel panorama delle più dinamiche metropoli internazionali.

L’introduzione accoglie gli interventi delle principali istituzioni del Sistema Progetto – Salone del Mobile.Milano, Triennale Milano, ADI e Politecnico di Milano-Scuola del Design – che offrono un punto di vista autorevole sull’evoluzione del settore. Il focus si concentra in particolare sul tema della distribuzione, analizzando come il luogo fisico in cui il prodotto incontra il consumatore stia cambiando in risposta ai nuovi bisogni, ai nuovi contesti d’uso e alle trasformazioni dei mercati globali. Emergono così le sfide che il comparto si trova ad affrontare: la necessità di ripensare il rapporto con il pubblico, di valorizzare l’esperienza, di incorporare strumenti digitali e allo stesso tempo di mantenere un forte legame con l’identità materiale del prodotto.

Ogni azienda coinvolta nel volume racconta il proprio percorso, le proprie visioni e i luoghi che meglio la rappresentano all’interno dell’ecosistema Milano: flagship store, showroom urbani, headquarters, musei e spazi espositivi. Sono ambienti in cui si costruiscono relazioni, si sviluppano idee e si immaginano progetti futuri. Da tutto questo emergono realtà che custodiscono il grande patrimonio artigianale italiano, capaci di integrarlo con processi industriali avanzati e con i più innovativi strumenti digitali, senza rinunciare all’attenzione per la sostenibilità.

La pubblicazione ambisce a essere un Who’s Who del Made in Italy: una guida autorevole e completa per gli operatori italiani e internazionali interessati a scoprire da vicino le migliori aziende manifatturiere, le loro competenze e i luoghi in cui è possibile incontrarle. Il libro include inoltre dati e approfondimenti che ne illustrano la capacità produttiva e l’evoluzione, offrendo uno strumento aggiornato e immediato per comprendere la complessità del settore.

Il volume è distribuito non solo a Milano – nelle librerie, nelle edicole e nei principali centri del progetto – ma anche nelle capitali più attive nel dibattito internazionale sul design: Parigi, New York, Copenhagen, Londra, Dubai, Riyadh, Shanghai e Miami. Città dove creatività, produzione, distribuzione e comunicazione dialogano per portare il Design nel mondo e renderlo sempre più accessibile, riconoscibile e condiviso.

L’evento a Parigi

In collaborazione con ITA (Italian Trade Agency Parigi) e Istituto Italiano di Cultura di Parigi, INTERNI presenterà il numero di gennaio-febbraio Sport&Design e il libro Milano Design Hub&Spoke mercoledì 14 gennaio alle 17.30 nella capitale francese (in rue de Varenne, 50)

Dopo il benvenuto di Antonio Calbi (direttore Istituto Italiano di Cultura di Parigi) e Luigi Ferrelli (direttore dell’ufficio di Parigi dell’Agenzia Italiana per il Commercio Estero), nel corso di un talk esclusivo, dialogheranno sulle affinità tra Sport&Design, pratiche, comportamenti, discipline Giovanni del Vecchio (Ceo Gruppo Giorgetti), Giulia Molteni (direttore marketing Molteni Group), Mathieu Lehanneur (designer e founder di Mathieu Lehanneur), Dominique Perrault (founder DPA Architecture), Carlo Ratti (direttore MIT Senseable City Lab e co-founder CRA-Carlo Ratti Associati). A introdurre e moderare l’incontro Gilda Bojardi (direttore INTERNI).

Le Olimpiadi più recenti hanno rafforzato il legame tra sport e design, coinvolgendo grandi firme nella progettazione di stadi, spazi per atleti e persino delle torce olimpiche: da quella di Parigi 2024 firmata Mathieu Lehanneur a quella di Milano-Cortina 2026 di Carlo Ratti. Dominique Perrault racconterà i principi chiave dell’architettura sportiva, mentre Giorgio del Vecchio e Giulia Molteni esploreranno agonismo e disciplina come valori condivisi tra sport e impresa nel mondo del design.

A chiusura della serata, un ricevimento permetterà ai partecipanti di discutere e approfondire i temi affrontati.
Si ringrazia Agence 14 Septembre, Villa Marquis – Meliá Collection, Masciarelli Tenute Agricole, Eataly.

“Roma, eternal change” INTERNI dedica un numero speciale alla capitale

Questa edizione straordinaria verrà presentata venerdì 7 novembre alle ore 17.30 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Nell’ambito dell’evento è prevista l’inaugurazione dell’installazione “TAM TAM. Tempio, Azione, Movimento” dello Studio Alvisi Kirimoto che, realizzata per la prima volta in occasione di INTERNI CRE-ACTION durante il FuoriSalone a Milano, sarà esposta fino all’8 dicembre

INTERNI, il magazine di interiors e contemporary design del Gruppo Mondadori, dedica il numero speciale di novembre 2025 a Roma: una monografia, dal titolo Roma, eternal change, che identifica la Capitale come laboratorio di architettura, design, arte e cultura e che racconta come la Città Eterna sia un palinsesto vivo in continua trasformazione.

“Roma non smette mai di sorprendere”, spiega il direttore di INTERNI Gilda Bojardi. “Ogni epoca l’ha riscritta, stratificandone le forme, sovrapponendo memorie e visioni. L’Urbe rivela un volto in continuo mutamento: è un luogo in cui archeologia e contemporaneità si intrecciano in un dialogo sospeso tra identità e mutazione. È questa la narrazione che abbiamo fatto sulle pagine del nostro giornale di Roma, interpretata come un mosaico di linguaggi e contaminazioni, come una città aperta a innesti creativi internazionali, sempre in grado di stupirci e sorprenderci”.

Questa edizione straordinaria di INTERNI sarà presentata venerdì 7 novembre 2025 alle ore 17.30 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, alla presenza del Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, della Direttrice della Galleria Renata Cristina Mazzantini, del Direttore di INTERNI Gilda Bojardi, dell’architetto e Direttore Laboratorio Roma050 Stefano Boeri, della Storica e Curatrice di Design Domitilla Dardi, degli architetti Massimo Alvisi e Junko Kirimoto cofondatori dello studio Alvisi Kirimoto, del Presidente COREPLA Giovanni Cassuti e del giornalista Roberto D’Agostino.

L’incontro sarà occasione per riflettere su una nuova identità di Roma – che intreccia architettura, design, arte e società – capace di racchiudere più anime in un’unica immagine potente, evocativa e di grande fascino nel panorama internazionale.

Durante l’evento verrà inoltre inaugurata TAM TAM. Tempio, Azione, Movimento, l’installazione dello studio Alvisi Kirimoto realizzata lo scorso aprile nell’ambito di INTERNI CRE-ACTION durante il FuoriSalone 2025 presso l’Università degli Studi di Milano. Un tempio di colonne bianche realizzate in plastica riciclata diventa un organismo trasformabile e dinamico grazie all’azione dei visitatori, stimolando sia la riflessione personale che la condivisione collettiva.

L’opera – che fino all’8 dicembre sarà allestita presso il Cortile Centrale della Galleria Nazionale  – incarna il dialogo tra arte, design e architettura e conferma la vocazione di Roma come città aperta a contaminazioni creative internazionali.

Partner dell’installazione, COREPLA, Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica. Communication partner dell’iniziativa, Comin & Partners.

TAM TAM. Tempio, Azione, Movimento è inclusa nel percorso espositivo della Galleria Nazionale e, pertanto, per la sua visita sarà necessario essere in possesso del biglietto d’ingresso.

I contenuti del numero speciale

INTERNI si apre con una riflessione sulla forma del tempo e sull’identità di Roma, capace di racchiudere più anime in un’unica immagine potente ed evocativa ovvero quella della visione di Laboratorio Roma050, il progetto diretto da Stefano Boeri e promosso da Roma Capitale e dall’Assessorato all’Urbanistica con Risorse S.p.A per Roma: una ricerca che immagina la Capitale proiettata nel 2050.

Viene poi trattato il tema dell’archeologia che entra nel contemporaneo, con progetti che trasformano i luoghi simbolo del passato in occasioni di sperimentazione architettonica e urbanistica: dal Parco Archeologico del Colosseo alla nuova piazza Augusto Imperatore, dalla stazione Metro Colosseo al progetto Forof – lo spazio culturale di Giovanna Caruso Fendi in affaccio sul Foro di Traiano che ha già restituito identità allo spazio ipogeo della Basilica Ulpia del II secolo dopo Cristo – fino alla Nuova Passeggiata Archeologica che collegherà l’intera area archeologica centrale della città.

Il racconto prosegue con un logbook sulle architetture della politica e della diplomazia, che mette in luce il ruolo delle istituzioni come ambasciatrici di valori politici, culturali e sociali. Si esplorano edifici come il Palazzo della FAO, la grande Moschea di Roma, la chiesa di Tor Tre Teste, l’Accademia di Danimarca, l’Istituto Giapponese di Cultura, Villa Medici e progetti meno noti come Notre Dame de Sion, riscoperta come architettura di Gio Ponti.

Il cuore della sezione Architetture è dedicato – con Studio Visit e racconti in prima persona – ai protagonisti della scena contemporanea romana, che vivono e lavorano sul territorio e stanno ridefinendo il volto della capitale, tra ricerca progettuale, attenzione al contesto e innovazione creativa. Tra questi: Massimiliano e Doriana Fuksas, Alvisi Kirimoto, Labics, IT’S, Andrea D’Antrassi/MAD, Westway Architects, Lazzarini Pickering, Claudia Campone/Thirtyone e Dario Curatolo.

Ampio spazio anche agli interni domestici e storici: dalle residenze di design contemporanee (tra cui una nuovissima firmata Studio Strato) alle case di personalità che hanno intrecciato arte e collezionismo, fino alla rievocazione di ambienti iconici come quello progettato da Ettore Sottsass per Franco Debenedetti nel 1994.

La cover story è invece dedicata a Bulgari, emblema del lusso romano e brand globale che affonda le sue radici nella città eterna. E non solo. A Milano l’inaugurazione recente del flagship store in via Montenapoleone è un tributo tangibile all’incontro tra l’anima della maison e l’energia creativa meneghina.

La sezione Interviste ospita conversazioni con protagonisti della cultura e della creatività: Roberto D’Agostino racconta la Roma della Grande Bellezza e le trasformazioni che ha vissuto negli ultimi anni, mentre la Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Renata Cristina Mazzantini, descrive la sua visione interdisciplinare dell’arte del Novecento e svela la nuova collezione del Museo.

Con questo numero speciale, INTERNI rinnova la sua missione di osservatorio e promotore della cultura del progetto, offrendo uno sguardo a 360 gradi su Roma, città che è al tempo stesso patrimonio del passato e laboratorio del futuro. La narrazione intreccia architettura, design, arte e società per restituire la complessità di una Capitale che continua a generare immaginari e visioni condivise a livello globale.

Inoltre il 7 novembre, INTERNI sarà distribuito anche in abbinamento con Il Messaggero in tutte le edicole di Roma.

 

INTERNI

Magazine mensile distribuito in 50.000 copie, pubblicato a partire dal 1954 come primo periodico italiano dedicato all’interior decoration, INTERNI è oggi uno dei principali strumenti di comunicazione nel campo del design contemporaneo italiano e internazionale, essenziale per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di design. Nel 2024 compie i suoi primi settant’anni, durante i quali ha avuto la fortuna di condividere la fantastica e avventurosa storia del mobile e dell’arredamento italiano. Ha seguito da vicino la crescita che il design ha saputo esprimere grazie alle intuizioni e all’opera di geniali uomini di cultura, di architetti, designer e imprenditori capaci e coraggiosi. A partire dalla prima metà degli anni Novanta il mensile è entrato a far parte del Gruppo Mondadori, principale gruppo editoriale italiano,, e ha sviluppato nel tempo, con la direzione di Gilda Bojardi, un sistema di pubblicazioni parallele che ha trasformato la rivista da élite media a mass-media. Nell’attività di INTERNI rientrano anche l’ideazione e il coordinamento di eventi e mostre, organizzati con lo scopo di favorire un incontro tra chi progetta, chi produce e chi distribuisce. Il celebre FuoriSalone, fenomeno urbano che anima la città di Milano nella settimana del Salone del Mobile, è nato nel 1990 per iniziativa di INTERNI, che nel 2021 ne ha celebrato la trentesima edizione con la pubblicazione del Volume XXX-Y 30 anni di FuoriSalone | 1990-2020 Milano Design Stories (Electa). Dopo l’avvio delle pubblicazioni di INTERNI in Cina (2015), sono in programma ampliamenti delle edizioni internazionali. INTERNI è partner di comunicazione del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka | La città ideale.

INTERNI al Cersaie di Bologna 2025

Martedì 23 settembre 2025, alle ore 12, il magazine di interiors e contemporary design partecipa ai Cafè della Stampa con l’incontro “IN CERAMICA. Spazi, progetti, visioni”

Protagonisti Marco Piva Co-Founder Studio Marco Piva, Davide Viganò Project Director Park Associati, e Mario Bisson Professore Associato POLIMI, POLI.design

INTERNI anche quest’anno partecipa ai Café della Stampa organizzati nell’ambito del Cersaie 2025 di Bologna (22-26 settembre), il salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno. Per questa occasione il magazine di interiors e contemporary design del Gruppo Mondadori presenta l’incontro IN CERAMICA. Spazi, progetti, visioni che avrà come protagonisti Marco Piva Co-Founder Studio Marco Piva, Davide Viganò Project Director Park Associati, e Mario Bisson Professore Associato POLIMI, POLI.design.

Duttilità, bellezza e benessere saranno i punti cardine di questo racconto dedicato ad un futuro IN CERAMICA. Nel dialogo con la giornalista di INTERNI Patrizia Catalano, gli ospiti discuteranno infatti di come nel mondo contemporaneo l’architettura sia sotto il segno della versatilità ed eserciti un costante dialogo tra tradizione e innovazione. La riscoperta di certe pratiche del fare, di materiali intramontabili perfettamente idonei all’oggi, porta una linfa nuova nel dibattito architettonico: il superamento del concetto di moderno e postmoderno a favore di una temporalità atemporale, ovvero che l’oggi deve essere permanente. La ceramica è forse il materiale più performativo di questo periodo storico, rivestimento ideale per molteplici tipologie di superfici, dagli interni pubblici e residenziali, alle facciate ventilate degli edifici urbani. Materiale dalle molteplici declinazioni: decorativo, a partire dalle meravigliose testimonianze delle maioliche mediterranee, ideale per le grandi superfici, con le proposte dei grandi formati, innovativo, con le texture tridimensionali, igienico, grazie alle ceramiche che sono in grado di sanificare gli ambienti.

IN CERAMICA. Spazi, progetti, visioni si terrà martedì 23 settembre, dalle ore 12 presso i Café della Stampa (Agorà dei Media – Mall 29/30). Ad aprire l’appuntamento Gilda Bojardi, direttore del sistema INTERNI.

Si potrà seguire l’incontro anche in diretta streaming sul sito di Cersaie.

 

INTERNI

Magazine mensile distribuito in 50.000 copie, pubblicato a partire dal 1954 come primo periodico italiano dedicato all’interior decoration, INTERNI è oggi uno dei principali strumenti di comunicazione nel campo del design contemporaneo italiano e internazionale, essenziale per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di design. Nel 2024 compie i suoi primi settant’anni, durante i quali ha avuto la fortuna di condividere la fantastica e avventurosa storia del mobile e dell’arredamento italiano. Ha seguito da vicino la crescita che il design ha saputo esprimere grazie alle intuizioni e all’opera di geniali uomini di cultura, di architetti, designer e imprenditori capaci e coraggiosi. A partire dalla prima metà degli anni Novanta il mensile è entrato a far parte del Gruppo Mondadori, principale gruppo editoriale italiano,, e ha sviluppato nel tempo, con la direzione di Gilda Bojardi, un sistema di pubblicazioni parallele che ha trasformato la rivista da élite media a mass-media. Nell’attività di INTERNI rientrano anche l’ideazione e il coordinamento di eventi e mostre, organizzati con lo scopo di favorire un incontro tra chi progetta, chi produce e chi distribuisce. Il celebre FuoriSalone, fenomeno urbano che anima la città di Milano nella settimana del Salone del Mobile, è nato nel 1990 per iniziativa di INTERNI, che nel 2021 ne ha celebrato la trentesima edizione con la pubblicazione del Volume XXX-Y 30 anni di FuoriSalone | 1990-2020 Milano Design Stories (Electa). Dopo l’avvio delle pubblicazioni di INTERNI in Cina (2015), sono in programma ampliamenti delle edizioni internazionali. INTERNI è partner di comunicazione del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka | La città ideale

INTERNI presenta un numero internazionale e la seconda edizione di “Big Italy New York”

in occasione del Festival NYCxDesign

Sul magazine, in edicola e su app, ci sarà un Dossier dedicato agli eventi degli oltre 50 showroom monomarca che partecipano all’iniziativa e che raccontano l’eccellenza del design made in Italy nella Grande Mela

Gli appuntamenti organizzati da INTERNI con NYCxDesign, ICFF e ITA – Italian Trade Agency, si terranno il 14, il 16 e il 18 maggio, e vedranno la partecipazione di architetti e imprenditori delle aziende italiane del Design

In occasione del Festival NYCxDesign (15-21 maggio 2025), INTERNI presenta un numero internazionale e porta nella Grande Mela la seconda edizione di Big Italy New York: un  circuito di appuntamenti ideato, curato e organizzato dal magazine diretto da Gilda Bojardi, in partnership con NYCxDesign, ICFF (International Contemporary Furniture Faire) e ITA (Italian Trade Agency) che avrò luogo dal 13 al 21 maggio.

Il numero di maggio di INTERNI, in inglese/italiano, contiene un dossier di 30 pagine dedicato agli eventi che vedono protagonisti gli oltre 50 showroom, flagship store e monomarca che partecipano all’iniziativa e che raccontano l’eccellenza del Design italiano nel mondo, lungo il percorso NoMad via Madison fino a SoHo.

Nelle pagine della rivista si parla inoltre delle virtuose relazioni che storicamente legano l’Italia a New York – e agli Usa più in generale – attraverso luoghi, progetti e personaggi che in questi ultimi decenni hanno tracciato una storia di reciprocità culturale tra i due Paesi. Riferimento d’eccellenza sono Gaetano Pesce e la coppia Lella e Massimo Vignelli: se gli americani conoscono e apprezzano il design italiano è infatti in gran parte merito di questi maestri nostrani trapiantati a New York. Altri progettisti italiani hanno scelto di stabilirsi Oltreoceano dove hanno avuto modo di affermare la loro professionalità. Due testimonianze tra tutte l’architetto e urbanista Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab presso il MIT di Boston, che in questo mese inaugura la 19a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia di cui è curatore, e Giorgia Lupi, pluripremiata information designer e partner dello studio di design interdisciplinare Pentagram che firma l’identità visiva della XXIV Triennale di Milano.

Lo skyline di New York è raccontato sul magazine attraverso una selezione di progetti che vanno dal social housing alle residenze esclusive, dagli uffici agli spazi per eventi, nati da interventi mirati di rigenerazione urbana. Dietro queste opere, firme di spicco dell’architettura internazionale – da Steven Holl a Daniel Libeskind, da Bonetti/Kozerski a Gabellini Sheppard, da LOT-EK a SOM, fino a Tihany Design e Fuller/Overby. E il distinguo di una forte identità linguistica, che intreccia in modo sorprendente temi di memoria storica, design contemporaneo, sperimentazione materica, sostenibilità ambientale e un tocco inconfondibile di Made in Italy.

Gli eventi

Big Italy New York verrà inaugurato mercoledì 14 maggio alle ore 18 presso la sede di ITA (33 E 67th St, New York) con un incontro speciale che ruoterà attorno al progetto Casa Italiana x Italy on Madison, curato e ideato da Paola Navone (Studio Otto), regista di una narrazione che intreccia imprenditoria, artigianato e design. Dopo i saluti di Erica di Giovancarlo (direttrice di ITA New York) e di Gilda Bojardi (direttore di INTERNI),  prenderà il via il talk dal titolo Where Design Meets History che si svilupperà come uno sparring culturale tra Paola Navone, un panel di interior designer internazionali, tra cui Duccio Grassi, Yabu Pushelberg, Enrico Bonetti, Gabriele Chiave, e gli imprenditori italiani Rossella Bisazza, Giulio Cappellini, Bendis Ronchetti Illulian, Daniele Busca/Scavolini USA. Un confronto aperto tra visioni e competenze che restituisce l’immagine di una Casa Italiana capace di valorizzare la tradizione proiettandola nel contemporaneo. Declinata nei colori della bandiera, la casa prende vita nella sede ICE attraverso oggetti uniti non solo da una coerenza cromatica, ma da un intento condiviso: migliorare la qualità della vita quotidiana attraverso il progetto.

Si proseguirà poi venerdì 16 maggio con la ICFF Night Out, una serie di eventi diffusi e presentazioni che avranno come focus design, cultura e innovazione. Infine, domenica 18 maggio alle ore 12 nella sede ICFF al Javits Center (429 11th Ave), si terrà il dibattito INTERNI Cre-Action Big Italy in New York con Francesca Portesine, SOM (Skidmore, Owings & Merrill), in dialogo con Massimo Iosa Ghini. Due visioni progettuali a confronto, due percorsi diversi, ma con un obiettivo comune: creare spazi e oggetti che migliorano la vita delle persone. Dal concept alla scelta dei materiali, ogni gesto progettuale vuole migliorare la qualità dell’abitare il mondo. Architettura, design e arte diventano strumenti per leggere il presente e immaginare nuove prospettive, lavorando su diverse scale e contesti: dal costruire all’esporre, dal promuovere al reinterpretare.

INTERNI di maggio avrà, inoltre, una distribuzione speciale: nei più rappresentativi showroom e flagship store del circuito di NoMad, Madison Avenue e Soho; all’interno di ICFF; negli studi di progettazione più importanti di New York, nelle principali scuole di design e architettura, alla Libreria Rizzoli e in un numero selezionato di book and magazine stores.

 

Grande successo per la Mostra-Evento Interni Cre-Action

Con 475.000 visitatori complessivi è stato l’evento più seguito del FuoriSalone 2025

Con questo appuntamento INTERNI conferma la leadership assoluta nel segmento living professionale e nella comunicazione del design system

Superate le aspettative per INTERNI CRE-ACTION al FuoriSalone 2025 che ha regalato al popolo del design progetti con una forte connotazione in termini di ricerca, sostenibilità e futuro.

Dal 7 al 17 aprile, l’evento ideato e coordinato dal magazine del Gruppo Mondadori diretto da Gilda Bojardi è stato il più seguito della Design Week, con numeri straordinari per adesioni e pubblico. Sono infatti 475.000 le persone che hanno visitato l’Università degli Studi di Milano, lo Strettone della Pinacoteca di Brera, l’Orto Botanico e l’Audi House of Progress presso il Portrait Milano. Per il terzo anno consecutivo, grande successo anche nelle due sedi satellite: Eataly Milano Smeraldo e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol.

Questa edizione della mostra ha proposto una riflessione sul tema della CRE-ACTION, attraverso una grande evento che si è manifestato come esposizione corale e diffusa in città, concepita come un laboratorio di idee, un luogo di confronto, in cui la creatività è diventata sintesi tra creazione e azione. Allo stesso tempo, ha portato alla luce i più profondi  significati del progetto ed evidenziato come Architettura, Design e Arte siano discipline sempre più connesse e in costante dialogo con Ecologia, Economia, Botanica, Cambiamento Climatico e Filosofia.

“In occasione del FuoriSalone, Milano diventa un grande hub culturale e produttivo per concretizzare progetti non realizzabili in altri luoghi”, spiega Gilda Bojardi. “Anche quest’anno infatti la città si è trasformata in una palestra progettuale per architetti, designer e creativi provenienti da ogni parte del globo, che qui hanno trovato la possibilità di mettere a confronto le proprie visioni e di contaminare i loro saperi, nello sforzo comune di costruire un mondo più bello e sostenibile”.

Con il contributo di due co-producer (Audi e Padiglione Italia Expo 2025 Osaka) e in collaborazione con aziende e istituzioni, INTERNI ha chiamato oltre 50 tra famosi e giovani designer e architetti provenienti da 10 paesi del mondo e alcuni artisti, a esplorare come il design e l’architettura possano tradurre il presente, utilizzando materiali sia concreti che metaforici con l’obiettivo di far emergere il ruolo del progetto come mezzo di espressione dell’identità e della rappresentazione individuale. Per la mostra sono state realizzate installazioni, micro-architetture e macro-oggetti, tutti site-specific che – insieme a conferenze, talk, performance live e showcase – hanno creato un mosaico variegato di stili e visioni, ma anche di momenti di confronto, richiamando migliaia di persone. Tra questi anche tantissimi giornalisti italiani e stranieri che hanno dato a INTERNI CRE-ACTION una copertura mediatica eccezionale – dai quotidiani nazionali alle radio e alle televisioni, alla stampa specializzata, alle testate a grande diffusione – oltre ad assicurare una presenza continua sui principali canali social e web.

La mostra di INTERNI si conferma pertanto l’evento simbolo del FuoriSalone, nato nel 1990 per iniziativa di Gilda Bojardi, direttore del magazine. Alla base di questo successo l’alto livello progettuale e culturale delle installazioni, i brand coinvolti, noti a livello italiano e internazionale, così come le realtà più piccole, che ugualmente hanno saputo veicolare contenuti di grande valore. Questo riscontro eccezionale, sia di pubblico sia di visibilità mediatica, testimonia quindi la leadership assoluta di INTERNI nel segmento living professionale e nella comunicazione del design system.

Si ringraziano i co-producer Audi con DRIFT e Padiglione Italia Expo 2025 Osaka, oltre a tutte le aziende, designer e architetti che hanno partecipato: Philippe Starck con ABS GROUP, Marco Balich con Pasquale Bruni, Chen Yaoguang con Kuka Home, BIG – João Albuquerque con Roca, One Works – Francesco Vitetta con Atlas Concorde, Mapei, Ricci, Celia Centonze per GO! 2025 Capitale Europea della Cultura e PromoTurismo FVG, AMDL Circle – Michele De Lucchi con Rubner Haus, Annabel Karim Kassar con Annaka, M. Alvisi e J. Kirimoto con Corepla, Francesco Librizzi con Dameda, Piero Lissoni con Sanlorenzo, MAD – Ma Yansong e Andrea D’Antrassi con Amazon, Simone Micheli con Be Up, Pangea – Colombine Jubert e Laëtitia Rouge con Fidenza Village, ZHA – Michele Pasca di Magliano con A.A.T.C. and Co. e Carpenterie Pezzetti, Marco Piva con Saint-Gobain, Bruno Simões e Lorenza Brandão per ApexBrasil, SOM con Artemide, M.Design – Wu Bin con Empire, Antonio Mastrorilli con Disney+, Beko Design Studio con Whirlpool – Beko Europe, Salvatore Colasanto con IUAD, Christian Grande con Besenzoni, Dainelli Studio con B.I.CI / Status Contract, Gruppo Bonomi Pattini, Silvio De Ponte con Espositiva, Idealverde, Living Surfaces – Claudio Uberti, Ludovica Diligu con Labo.Art, Pablo Dorigo Degan e Genny Canton con MCZ Group, Dario Ghibaudo con Galleria Deambrogi, Federica Marangoni con cle contemporary, Marco Merendi & Diego Vencato con Gypsum, Simona Ottieri con Fondazione Ronald McDonald Italia, Claudio Larcher e Astorre Collective con NABA con ASU, David Lopez Quincoces e Francesco Meda con HD Surface, Glauco Ramazzotti e Livia Balossini con Danilo Ramazzotti per NovaBell, Repubblica Argentina con Design Argentino, Marco Nereo Rotelli con Ever in Art ed Elital, Viruta Lab con Tile of Spain, Elisa Bizzotto con Quarella, Elena Salmistraro con Eataly, Felice Limosani con Urban Up | Unipol.