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Fuorisalone 2026: INTERNI presenta la mostra-evento MATERIAE

Dal 20 al 30 aprile, un racconto corale sulla materia come pratica progettuale: oltre 50 architetti, designer e aziende da 10 Paesi, più di 40 installazioni, in 5 location iconiche della città

Dall’Università degli Studi di Milano all’Orto Botanico di Brera, dall’Audi X Zaha Hadid Architects al Portrait Milano a Eataly Milano Smeraldo, fino a De Castillia 23 di Urban Up | Unipol

La materia è il primo gesto del progetto. È sostanza e visione, tecnica, memoria e possibilità. Attraverso la materia prendono forma gli spazi, si costruiscono relazioni, si anticipano futuri. Da questa consapevolezza nasce MATERIAE, la nuova edizione dell’attesissima mostra-evento di INTERNI, il magazine di interior e contemporary design del Gruppo Mondadori, diretto da Gilda Bojardi, che torna protagonista del FuoriSalone 2026 dal 20 al 30 aprile, trasformando Milano in una piattaforma internazionale di ricerca e sperimentazione progettuale.

Attraverso questa geografia diffusa, INTERNI MATERIAE costruisce un’esperienza che va oltre la dimensione espositiva per diventare un atto culturale condiviso, un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del progetto contemporaneo e sul ruolo della materia come strumento di connessione tra innovazione, responsabilità e immaginazione.

L’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera, Audi X Zaha Hadid Architects a Portrait Milano, Eataly Milano Smeraldo e Urban Up | Unipol in De Castillia 23 diventano così i poli di una narrazione che coinvolge oltre 50 architetti, designer e aziende nazionali e  internazionali, provenienti da più di 10 Paesi, chiamati a interpretare la materia non come semplice sostanza, ma come linguaggio del progetto e strumento di relazione tra spazio, corpo, tempo e società.

“La nostra mostra-evento esplora la materia non solo come elemento costruttivo, ma come principio creativo e culturale da cui tutto prende forma”, spiega Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. “Il significato latino di Materiae ispira un percorso multidisciplinare che riunisce architetti, designer e artisti, con progetti che fondono naturale e artificiale, tradizione e innovazione, tecnologia e intelligenza artificiale. Fondamentale è anche il sostegno delle aziende, del settore e non solo, che permettono di realizzare opere orientate alla ricerca, alla sperimentazione e a un futuro più sostenibile. I materiali diventano così strumenti di narrazione, memoria e innovazione, dando forma a progetti corali capaci di immaginare nuove possibilità per il mondo che verrà”.

Installazioni, mostre tematiche e microarchitetture firmate da alcuni tra i più importanti protagonisti della scena mondiale – tra cui Zaha Hadid Architects, BIG – Bjarke Ingels Group, Snøhetta, AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, Paola Navone, Alessandro Scandurra, MAD, Piero Lissoni, Wu Bin, accanto a nuove voci della ricerca progettuale – danno vita a un racconto corale che attraversa arte, architettura, design, tecnologia e scienza.

INTERNI MATERIAE è una delle principali iniziative che il Comune di Milano propone per la Design Week e per il FuoriSalone 2026, quest’ultimo nato nel 1990 per iniziativa di Gilda Bojardi e internazionalmente riconosciuto come l’evento di riferimento per il design e l’architettura internazionale.

INTERNI MATERIAE sarà presentata ufficialmente lunedì 20 aprile alle ore 14.30 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 7).  Alla conferenza stampa, oltre ai progettisti, partecipano: Marina Brambilla, Rettrice dell’Università degli Studi di Milano, Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, e Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano. Porteranno quindi il loro contributo Antonio Porro, Amministratore delegato del Gruppo Mondadori, e Timm Barlet, Direttore di Audi Italia, co-producer dell’evento. A dare l’inizio alla conferenza, Gilda Bojardi, Direttore di INTERNI, che presenterà il tema della Mostra. A moderare l’incontro la design curator Silvana Annicchiarico.

MATERIAE: la materia come esperienza, processo e relazione

La materia non è mai neutra. Conserva tracce, produce conseguenze, attiva relazioni. E la mostra-evento di INTERNI la osserva non come semplice supporto della forma, ma come fulcro di un racconto che unisce tecnologia e artigianato, natura e artificio, industria e visione poetica. Ogni installazione diventa un capitolo autonomo, ma parte di una narrazione più ampia, in cui il visitatore è chiamato a muoversi, sostare, partecipare.

Origin: luce, materia e percezione al Portrait Milano – Audi X Zaha Hadid Architects

Negli spazi di Portrait Milano, a fianco di INTERNI per il 13° anno consecutivo, Audi dà voce a tecnologie e visioni che definiscono il futuro, portando la mobilità al centro del dibattito sociale e raccontando la propria capacità di interpretare le esigenze di un mondo in continua trasformazione.

La visione di Audi incontra la cifra stilistica di Zaha Hadid Architects in Origin, un’installazione che agisce come manifesto di architettura contemporanea, in perfetta sintonia con i valori di avanguardia e progresso del brand. Collocata nel Cortile dell’ex Seminario Arcivescovile di Milano, che si conferma come uno dei luoghi cardine che animeranno la settimana del design milanese, l’opera instaura un rapporto di aderenza critica e innovazione nei confronti della storia, proponendosi come un dispositivo di lettura dei principi della nuova filosofia del design del brand. Il progetto testimonia una nuova narrazione: a poco più di sei mesi dal debutto della Concept C, la Casa dei quattro anelli sceglie di raccontarsi tramite i principi di chiarezza, tecnicità, intelligenza ed emozione.

In un’epoca dominata dal rumore visivo, Origin opera per sottrazione e sintesi. Un’architettura ‘al limite’, che distilla l’essenza del progresso eliminando il superfluo per rivelare la purezza nell’intenzione di costruire un nuovo paradigma figurativo. La pelle dell’oggetto – una superficie metallica opaca che richiama la freddezza emozionale e tecnica del titanio – è concepita per reagire. Non si impone sul contesto, ma ne assorbe i toni cromatici e le forme; applicando lo schema concettuale dello specchio, restituisce un riflesso mutato dell’edificio storico circostante. È qui che risiede il valore curatoriale del progetto: nella capacità di trasformare un materiale ad alta tecnologia in uno strumento sensibile, capace di mediare tra l’algoritmo del futuro e il calore della pietra barocca.

L’esperienza offerta al visitatore è volutamente antitetica alla velocità che pure appartiene al DNA del Brand – dai circuiti della Formula 1 alle performance della nuova RS 5, interpretazioni della tecnologia ibrida nella massima espressione del motorsport e su strada che incontrano il pubblico italiano in anteprima assoluta per raccontare come la performance possa evolvere e coinvolgere emotivamente senza rinunciare a un’efficienza responsabile. Origin invita al pensiero attivo. Attraversando il padiglione, lo spazio si ridisegna continuamente attraverso un progetto di luce che evolve dall’alba alla notte: l’architettura si fa organismo vivente. In questa prospettiva, l’installazione supera la funzione di semplice padiglione espositivo per farsi manifesto di una nuova filosofia del design. All’interno, esperienze multimediali di luce e suono raccontano i valori di progresso, consapevolezza etica e innovazione tecnologica della Casa tedesca. Non si celebra la tecnica fine a se stessa, ma si indaga sul portato emotivo della precisione e della qualità, dal micro al macro dettaglio. I materiali d’avanguardia servono qui a disegnare i comportamenti del futuro: non solo nell’ambito della mobilità, ma soprattutto nelle azioni consapevoli necessarie per abitare il mondo contemporaneo. Audi e Zaha Hadid Architects ci suggeriscono che il futuro non è un luogo lontano, ma un’origine che va costantemente scoperta per focalizzarsi sulla riflessione, attraverso la chiarezza dei gesti e la verità della materia. Un invito a rallentare in un mondo che va sempre più veloce, per abitare, finalmente, l’essenziale.

Università degli Studi di Milano: il cuore narrativo della mostra-evento di INTERNI

La sede storica dell’Università degli Studi si trasforma in un vero e proprio romanzo corale, in cui la materia si manifesta attraverso luce, architettura, tecnologia, gesto artistico e sperimentazione industriale. Cortili, portici, loggiati e spazi di attraversamento accolgono una costellazione di installazioni che dialogano tra loro in un flusso continuo, dando forma a un’esperienza multisensoriale.

Il percorso prende avvio dalla facciata, dove Luce Massiccia alla Statale, ideata da Alexander Maria Bellman del Gruppo C14 ARCHITECTURE & DESIGN STUDIO, esplora la compenetrazione tra luce e materia come elementi inscindibili. Realizzata con ILTI Luce, parte di Nemo Group, l’opera trae ispirazione dalle stelle massicce e dalle teorie quantistiche, trasformando l’energia cosmica in un linguaggio contemporaneo di design. Grazie agli elementi luminosi digitali Miniflux, la luce diventa materia modellante, scandendo e scolpendo lo spazio architettonico dell’università. Il risultato è un’installazione suggestiva e armoniosa, capace di valorizzare muri, volte e colonne, raccontando un’energia lontana che prende forma e diventa esperienza sensibile per chi la attraversa.

Subito dopo ci si imbatte in Regeneration, una scultura piramidale in ceramica policroma (2,1 × 1,9 × h 1,6 m), realizzata da Bertozzi & Casoni per Galleria Deambrogi Milano. Questa grande composizione monumentale, unica nel suo genere, simboleggia rinascita e cura. Al centro, un gorilla tiene in grembo un capriolo con le mani aperte verso chi osserva, in una sorta di pietà, evocando sentimenti di ascolto, compassione e accettazione simili a quelli suscitati dalle immagini sacre. Il gorilla rappresenta la forza e l’accoglienza, il capriolo bellezza e grazia, mentre i materassi sporchi alla base simboleggiano le contraddizioni umane. La scultura crea un cortocircuito estetico: pur trattando temi complessi, attira lo sguardo grazie alla composizione e ai colori armoniosi, arricchita da piccoli uccellini golden crest. I temi principali sono compassione, condivisione e bellezza, che legano lo spettatore all’opera.

Nel portale della Hall dell’Aula Magna, il visitatore incontra poi Innesti, installazione progettata da Silvio De Ponte per Idealverde, che riflette sulla trasformazione dalla materia inerte a quella viva. Costruita con listelli di legno di recupero intrecciati, forma una struttura porosa che ricorda nidi o sistemi radicali, in cui piante e rampicanti diventano componenti essenziali. L’opera esprime tre stati della materia: recuperata, organizzata e vivente. Luce calda e profumi completano l’esperienza sensoriale, creando un paesaggio percettivo in continua evoluzione.

All’interno, nella Hall dell’Aula Magna, la materia si presenta come processo consapevole. Sony Group Creative Center – Sony Group Corporation, in collaborazione con Setsu & Shinobu Ito, propongono Esquisse, una riflessione sul materiale allo stato grezzo attraverso una collezione di arredi modulari realizzati con materiali sviluppati da Sony – Original Blended Material e Triporous. Texture, imperfezioni e qualità tattili emergono senza mediazioni, restituendo un dialogo diretto tra progetto, materia e responsabilità ambientale. Kaleido di MAD (Ma Yansong e Andrea D’Antrassi) per Canva esplora il rapporto tra luce, colore e intelligenza artificiale. In uno spazio di frammenti luminosi e riflessi, l’AI funge da prisma che trasforma idee, collegando dimensione fisica e digitale e stimolando creatività in continuo mutamento. Superfici trasparenti, pannelli colorati e effetti di rifrazione creano un ambiente dinamico e imprevedibile, dove ogni azione produce molteplici esiti. Il percorso per i visitatori si articola in quattro momenti: Reconsider, Act, Realize e Share, guidando dall’esplorazione iniziale all’esperienza creativa condivisa. Attraverso questa progressione, Kaleido propone l’intelligenza artificiale non come elemento distante o complesso, ma come strumento accessibile capace di ampliare immaginazione, creatività e connessioni tra persone, idee e tecnologie.

Il Portico del Richini ospita invece House of Polpa, interamente costruita con ventimila lattine di Polpa di pomodoro Mutti. Prodotto iconico dell’azienda, è un’architettura rossa, compatta e attraversabile, che amplifica la luce e vibra dell’intensità del pomodoro fresco. L’esperienza è un viaggio sensoriale: il colore brillante cattura lo sguardo, il profumo richiama la freschezza del raccolto, la trama corposa racconta la naturalezza e la versatilità della Polpa Mutti, risultato di un processo brevettato. Un assaggio, reale e simbolico, dell’identità Mutti, da sempre attenta alla qualità della materia prima, e al tempo stesso un manifesto di circolarità e zero waste, dalla pavimentazione in bucce di pomodoro riutilizzate e fino alla donazione delle ventimila lattine, una volta concluso il FuoriSalone. Effimera per scelta, la struttura realizzata con il supporto di Mapei, invita a riflettere sull’importanza di un consumo e di una produzione consapevoli: ogni lattina è simbolo di una filiera che si impegna a ridurre l’impatto e trasformare ciò che nasce dalla terra in un bene condiviso. Unendo estetica, gusto e responsabilità, House of Polpa dimostra come il pomodoro possa essere molto più di un ingrediente: un simbolo di cura, creatività e sostenibilità, capace di ispirare nuove forme di nutrire il nostro futuro.

Nei cortili, la materia si espande nello spazio architettonico e paesaggistico. Nel Cortile del ’700, Piero Lissoni per Sanlorenzo presenta UN_Material, un’installazione sperimentale che interpreta l’imbarcazione heritage SHE nella sua dimensione più intangibile. Con un linguaggio essenziale e contemporaneo, indaga la spiritualità del design come equilibrio tra forma, visione e innovazione. L’immaterialità diventa così chiave di lettura di una bellezza radicata nella storia del brand ma espressa attraverso un’estetica tecnologica e attuale. In dialogo con INTERNI MATERIAE, il progetto riflette sulla materia come strumento narrativo capace di unire design, tecnologia e paesaggio. L’opera è composta da sezioni trasversali in scala 1:1 che ricostruiscono il volume della barca, rivestite in tessuto semitrasparente e definite da profili in metallo nero. Una pedana segna la linea d’acqua, mentre un ledwall di 12 metri in corrispondenza della poppa completa l’esperienza immersiva.

Nel Cortile della Farmacia, Infinity – Design della mente, ideata dall’artista Marco Nereo Rotelli, è un’installazione immersiva che unisce arte, scienza, musica e poesia per riflettere sul rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale. Qui lo spazio diventa un dispositivo interattivo in cui sensori scientifici rilevano la presenza dei visitatori e attivano suoni, luci e testi. La musica generativa Codice d’Acqua, creata dal compositore Alessio Bertallot con l’IA a partire da una poesia di Valerio Magrelli, accompagna l’esperienza. Il progetto affronta i temi della sostenibilità e della responsabilità tecnologica anche grazie alla collaborazione con Domyn, che indaga il rapporto tra uomo e artificiale, e Veolia, impegnata nella promozione di comportamenti virtuosi per l’ambiente. L’opera invita così a riflettere sulla dualità tra naturale e artificiale e sul ruolo insostituibile della coscienza umana.

Nel Cortile d’Onore, il percorso si arricchisce di innumerevoli opere che esplorano la materia come esperienza comune. Al centro, Mater, progettata da Alessandro Scandurra con Holcim Italia, che rigenera le macerie in un simbolo di memoria e rinascita. Ispirata alla ricostruzione delle scuole in Ucraina, l’opera interpreta la materia non solo come elemento fisico, ma come testimonianza viva del passato e base per il futuro. Le macerie si ricompongono in un anello circolare, arcaico simbolo di comunità e protezione, all’interno del quale sedute continue e strutture modulari creano uno spazio di incontro e condivisione. Una passerella conduce a una piattaforma centrale (Eterno Ivica) in legno, luogo di attraversamento e osservazione, che mantiene la continuità visiva con il chiostro e invita a riflettere sul valore della materia come origine, fondamento e principio generativo.

Con AO TING Court, Wu Bin – W.Design con M77, MOORGEN, UMGG, YARDCOM reinterpreta i principi della pittura paesaggistica cinese trasformandoli in esperienza immersiva. All’interno di una corte di 6×6 metri prende forma un “paesaggio interiore”: volumi sovrapposti, arretramenti e variazioni di quota disegnano un itinerario silenzioso, che invita a rallentare e a perdersi. Ne emerge uno scenario raccolto ma sconfinato nell’immaginazione, dove materia e ombra dialogano e ogni passo diventa un atto contemplativo.

Chronolith di DAAA Haus Group per Recobel by Halmann Vella è invece un’installazione architettonica astratta e abitabile, realizzata in lastre di pietra calcarea ricostituita, che indaga il legame tra materia, tempo, architettura e presenza umana. Il padiglione (di 4×5 metri e alto circa 3 metri) avvolge il pubblico in un’esperienza sensoriale in cui l’innovazione dei materiali diventa spazio vissuto. Concepita come uno strumento temporale, la pianta richiama il quadrante di un orologio e un palo centrale in legno proietta ombre in movimento che segnano il passare delle ore, affidando alla luce il ruolo di misura del tempo. Una telecamera a 360° osserva poi i gesti e le soste dei visitatori, mostrando come l’architettura si attivi attraverso un uso spontaneo.

Subito dopo, KIRI³ di Maria Elisabetta Ripamonti e Alex Terzariol dello MM Design per XLam Dolomiti, un cubo di 4 metri progettato per valorizzare il Supertimber, materiale innovativo per costruzioni sostenibili, ottenuto dalla densificazione della Paulownia. Al centro, una pianta stilizzata rappresenta il passaggio dalla natura all’opera dell’uomo. La struttura reticolare con elementi sottili dimostra un uso efficiente del materiale capace di sostenere carichi elevati. La Paulownia, a rapida crescita e con impronta carbonica negativa, rende il progetto un esempio concreto di economia circolare.

La materia assume una dimensione iconica e collettiva con I suoni della materia di OTTO Studio – Paola Navone e Cristina Pettenuzzo per il Consorzio Parmigiano Reggiano, che avvolge i visitatori in un’esperienza sensoriale unica. Lo spazio circolare, evocando l’iconica forma, unisce superfici riflettenti e pareti fonoassorbenti, creando un ambiente sospeso tra luce e silenzio. All’interno, materiali e strumenti del processo caseario formano un piccolo arcipelago sonoro creato da Studio Azzurro: ogni presenza genera un suono, trasformando il movimento dei visitatori in un’orchestra spontanea e in continua metamorfosi. L’udito si intreccia a tatto, gusto e olfatto, svelando la materia viva del formaggio che respira e vibra. La struttura esterna in PVC metallizzato punteggiato con la scritta “Parmigiano Reggiano” e le pareti interne gialle richiamano la pasta del formaggio, fondendo tradizione e design in un paesaggio poetico dove equilibrio, sensibilità e artigianalità dialogano in armonia.

Si prosegue con senzaFINE – beyond space limits di Simone Micheli Architectural Hero con Lumyra Energy, Pilosio, WorldHotels che interpreta Materiae come tensione emotiva e trasformazione continua, dove l’architettura temporanea diventa gesto, racconto e visione, liberandosi dalla funzione per farsi esperienza e sogno abitabile. La struttura circolare (Ø 6,50 m; h 10,50 m) crea uno spazio attraversabile e immersivo. Al centro si eleva un monolite che integra due videowall dedicati alla narrazione dei progetti Hubai Aparthotel e Sensoria Tower a Dubai. Luci, suoni e sfere in plexiglass verniciato amplificano l’esperienza, trasformando l’installazione in portale sensoriale e strumento di connessione globale. senzaFINE è invito e promessa: abitare il limite per scoprire che il limite non esiste.

Successivamente si entra ne Le stanze del Metallo di Alessandro Pandolfo per Secco Sistemi, un percorso immersivo che celebra l’essenza del metallo oltre il prodotto finito. Quattro stanze circolari, realizzate con Corten, Inox Brunito, Ottone e Acciaio Zincato, uniscono luce, suono e profumo per amplificare la percezione sensoriale delle superfici. Ogni ambiente invita a esplorare la materia con i sensi, rivelandone profondità espressiva e bellezza intrinseca. L’opera riflette la ricerca e la cura per i materiali che animano quotidianamente la produzione di Secco Sistemi. 365 di Meneghello Paolelli per Gibus trasforma invece l’outdoor in un’esperienza in continua metamorfosi, dove la materia diventa ritmo, stratificazione e luce che evolve lungo tutto l’anno. Protagonista è la pergola bioclimatica Velvet, elegante concentrato hi-tech con copertura retrattile a doppia libertà, capace di modulare la luce e creare scenari sempre nuovi. La pedana integrata e i cinque monoliti digitali dialogano con lo spazio, introducendo narrazione e dinamismo. Un invito a percepire l’outdoor non come un luogo fisso, ma come un ambiente vivo e in evoluzione.

Si passa poi a Ceramics forged in Light di Snøhetta, una microarchitettura contemplativa che esprime la vocazione innovativa di VitrA e i progressi nel riciclo della ceramica. La luce, filtrata dagli oculi superiori in evocazione dei bagni termali, diventa principio generativo e simbolo della trasformazione dell’argilla. Al centro, una piscina riflettente amplifica le forme circostanti, agendo come specchio e soglia. Il materiale si rivela così in continua evoluzione, tra tecnologia, estetica e rinascita, aprendo a nuove prospettive per un design sostenibile. L’interazione tra acqua, luce e superfici contribuisce a costruire un’atmosfera immersiva e silenziosa. L’installazione invita infine a una fruizione lenta, attenta alle qualità sensoriali e materiche dello spazio.

City of Busan su progetto di Migliore+Servetto realizza Busan Echoes un paesaggio risonante che si manifesta come un’onda viva di luce, suono ed eco. L’installazione, aperta e permeabile, si configura come una piazza conviviale in dialogo con il contesto urbano. Elementi sonori ispirati alla tradizione coreana degli ottoni creano un giardino acustico polifonico, attivato dal movimento e dal tocco delle persone. La presenza umana genera vibrazioni e connessioni “sinaptiche” tra individui e spazio. Veli tessili semitrasparenti, attraversati dalla luce e animati dall’aria, riportano parole in Hangul come segni identitari forti. Il progetto esprime così l’identità culturale e l’energia innovativa di Busan nel percorso verso World Design Capital 2028.

L’attenzione al benessere è espressa in Tracce di cura di AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi per Zambon, che trasforma il prospetto archetipico della casa in una pianta ramificata che invita a percorrere itinerari non convenzionali: ci si muove, ci si ferma, si scopre. Attraverso questo spazio si racconta l’impegno dell’azienda verso la cura e il benessere femminile. La struttura, concepita come una piccola architettura abitabile con ingresso, uscita e quattro snodi espositivi, nasce dall’incontro tra due nature opposte: la superficie tecnologica e precisa dell’alluminio composito e le sculture in gesso lavorate a mano che abitano le nicchie. Le opere raffigurano silhouette femminili ispirate ai bozzetti di Masahiko Cubo, visibile in video mentre disegna con tecniche giapponesi tradizionali: pochi segni che evocano il dialogo tra scienza e tocco umano, restituendo il senso della cura.

Nel corner del Cortile d’Onore, Rubinetterie Treemme, insieme allo Studio Q-Bic e agli studenti del POLI.design e della Scuola di Design del Politecnico di Milano, presenta Ad Aquam 2026 – Reflections che mette in luce il consumo idrico e le sue implicazioni ambientali, sociali e culturali. Caratterizzata da un involucro continuo in lamiera specchiata ondulata, richiama il movimento dell’acqua e dialoga con lo spazio circostante. La struttura a “L” comprende uno spazio immersivo con proiezioni di immagini e dati sul consumo globale e un’area espositiva con rubinetterie e docce collegate a contatori in tempo reale. Riflessi, immagini e numeri creano un ambiente in continuo mutamento, in cui chi osserva diventa parte attiva, convertendo la consapevolezza sull’acqua in un’esperienza sensoriale e culturale condivisa.

La dimensione monumentale emerge con Wild Kong di Richard Orlinski per Fidenza Village – The Bicester Collection, una scultura rossa alta tre metri che cattura immediatamente lo sguardo. Con la sua potenza primordiale e le superfici vibranti, l’opera esplora il delicato equilibrio tra istinto e coscienza, forza e vulnerabilità, diventando un vero specchio della natura umana. Wild Kong dialoga con il tema della sperimentazione dei materiali, offrendo un’esperienza immersiva in cui arte, design e moda dialogano tra loro, suscitando emozione, stupore e riflessione.

Goodbye discomfort firmata dallo studio Thirtyone Design + Management by Claudia Campone per Uniqlo prende forma come un respiro leggero nello spazio: un cubo di tessuto morbido e traspirante realizzato grazie alla tecnologia AIRism. Il visitatore può attraversarlo e abitarlo, entrando in relazione diretta con una materia che reagisce all’aria e ai movimenti del corpo, generando una sensazione diffusa di freschezza e leggerezza. Ne emerge un ambiente immersivo e sensoriale, fatto di trasparenze e vibrazioni sottili, che traduce la filosofia LifeWear in un’esperienza concreta di comfort quotidiano.

Nel Loggiato Est, Light Knot Progression prende forma come un filo luminoso che si intreccia nello spazio. Ideata da BIG – Bjarke Ingels Group per Artemide, l’installazione scorre leggera trasformandosi in una sequenza di nodi, ciascuno diverso, ciascuno più complesso del precedente. Sospesa come un disegno nell’aria, la luce diventa racconto: un segno continuo che cresce, si intreccia, si evolve. Ogni nodo è un pensiero che nasce, incontra altri pensieri e si sviluppa, dando vita a un paesaggio vibrante che rende visibile il fluire stesso della creatività.

Nel Loggiato Ovest, il giardino segreto di Pasquale Bruni, ideato da Christoph Radl con Eugenia Bruni per Pasquale Bruni, celebrano il 65° anniversario della Maison attraverso un’interpretazione poetica della materia come origine e trasformazione. Nella loggia si sviluppa un giardino segreto immersivo, dove gemme, metalli e luce si fondono in un paesaggio sospeso tra natura e creazione umana. La materia emerge dalla terra, si trasforma attraverso cura e amore e si sublima nella luce, rendendo i gioielli manifestazioni tangibili di energia e memoria. L’esperienza invita il visitatore a una metamorfosi sensoriale, in cui anima e corpo partecipano alla narrazione di un’eleganza in continua evoluzione.

Nel Sottoportico, la materia assume una pluralità di forme, voci e significati, restituendo una visione sfaccettata del progetto contemporaneo. Qui Jan Puylaert per EcoPixel con Rings – An open surface for light and form  esplora il potenziale espressivo di un materiale riciclato che da semplice rivestimento diventa struttura generativa di spazio. Protagonista è RINGS di Ecopixel®, una superficie aperta realizzata al 100% in PERT riciclato proveniente da scarti industriali di tubazioni per il riscaldamento a pavimento, trasformato in anelli interconnessi che creano una trama porosa, leggera e flessibile.

Paola Sasplugas per PDPAOLA propone Crafted to Transcend, un’installazione organica in gesso ispirata alla forma fluida dell’orecchino Glacier. L’opera presenta superfici lisce, metalliche e grezze e invita il pubblico a intervenire incidendo e scolpendo le parti ruvide con strumenti messi a disposizione. Nel tempo, il materiale si trasforma, registrando la presenza e l’azione collettiva dei visitatori. Il progetto celebra l’artigianalità come gesto umano e vivo, in contrasto con l’automazione. Il gioiello supera così la sua funzione per diventare un’esperienza partecipativa ed emozionale, in continua evoluzione.

Lo stesso spazio accoglie Metropac del Corso Triennale in Design e Architettura degli Interni dell’Accademia IUAD, racconta un viaggio nel mondo del gaming attraverso la figura iconica di Pac-Man, immersa in uno scenario metropolitano. Articolata in tre aree, il visitatore è guidato in un percorso urbano tra ceramica, stampa 3D, ledwall e neon, trasformando l’immaginario digitale in architettura tangibile. Il primo ambiente rievoca il labirinto del gioco, richiamando anche il segno di Franco Albini; il secondo, ispirato all’approccio provocatorio di Marcel Duchamp, reinterpreta in chiave dissacrante lo spazio bagno. Il terzo si conclude con nicchie luminose ispirate ai fantasmi del gioco, invitando a riflettere sul rapporto tra dimensione ludica e realtà urbana.

Comfort Inside, ideata da GCS Genny Canton Studio con Operaventuno per MCZ Group  invita a vivere il comfort come esperienza totale. Un volume rosso intenso, segno potente e riconoscibile, accoglie i visitatori in un percorso multisensoriale che attraversa estremi climatici: dal calore avvolgente del sole e delle luci soffuse, al freddo cristallino e silenzioso, fino a un ambiente domestico armonioso dove luce, temperatura e fragranze artistiche si fondono in un equilibrio perfetto.

Break Down the Boundaries (9 × 2 × h 3,2 m) di Marco Merendi e Diego Vencato per Stannah, con vasi di Paolelli Outdoor, traduce già nel titolo l’idea di superare confini fisici, culturali e sociali. La poltroncina montascale Joya, ripensata oltre il suo linguaggio funzionale, è inserita in un giardino incantato dove il design dialoga con la natura. Qui l’oggetto si trasforma in parte del paesaggio, dando forma a una visione poetica che unisce uomo, architettura e ambiente, nel segno di una mobilità inclusiva e sostenibile.

Trasporta il pubblico in un’atmosfera sospesa e intima, Chiedi alla Luna di Artset per Ever in Art con LiveHelp. Al centro, una luna fluttuante dialoga con i visitatori tramite la live chat dell’intelligenza artificiale GeniusAgents, capace di cogliere contesto e tono delle domande. La pedana circolare in moquette blu e il fondale in velluto creano un cielo notturno raccolto, mentre un cerchio di ferro evoca la luna piena. L’opera celebra il diritto di chiedere e sognare, fondendo materia, luce e riflessi, tra realtà e immaginazione.

Spanish Design as a Souvenir è una natura morta contemporanea in scala architettonica composta da dieci oggetti-souvenir reinterpretati in ceramica ideata da CODOO Studio per Tile of Spain. Il design spagnolo e l’immaginario collettivo vengono tradotti in volumi scultorei che trasformano la ceramica da semplice rivestimento a oggetto, materia identitaria e pezzo di design autonomo.

Proseguendo il percorso espositivo, racconti d’aMare propone un viaggio immersivo tra arte, fotografia, scienza e ingegneria. Realizzato da Navim Yacht Lab e Tecnimpianti, il progetto trasforma oggetti navali e materiali di recupero in narrazione artistica: i partecipanti attraversano simbolicamente il percorso dal porto alla tempesta del mare aperto e al ritorno della calma, accompagnati da suoni, voci e suggestioni visive che creano uno spazio onirico in cui perdersi e ritrovarsi. Continuando troviamo La man che ubbidisce all’intelletto (19,2 x 0,4 x h 2,3 m), a cura di Rampello & Partners e promosso da First Italy e Unicorn Creates Together Brand Organization con Qwen, Treezo Group e Metz. Si configura come un’installazione en plein air che trasforma il cortile dell’Università degli Studi di Milano in un itinerario scandito da una sequenza di “quadri” viventi. Non immagini statiche, ma “tele” dinamiche su cui prende forma, con un linguaggio mutuato dal cinema, la sapienza artistica e tecnica dell’alto artigianato cinese.

Nel Cortile d’Onore trova spazio anche il teaser di Origin di Zaha Hadid Architects per Audi, un elemento architettonico che rimanda all’installazione principale al Portrait Milano, creando un filo diretto tra le diverse sedi della mostra.

A completare la mostra-evento, VIVO – Abitare l’emergenza, di T. Cavalli, C. Gorni Silvestrini, S. Lipoli, e Andrea Lombardi, con la curatela di Davide Angeli per IED, propone una soluzione abitativa temporanea post-disastro naturale, uno spazio di resilienza progettato per essere allestito rapidamente nelle palestre italiane e offrire una risposta concreta alle emergenze. La struttura, composta da tubi innocenti scelti per facilità e rapidità di montaggio, si sviluppa su due livelli: uno dedicato alla dimensione privata, l’altro pubblico, concepito come piazza condivisa e luogo di ricostruzione sociale. Materiali facilmente reperibili, elementi riutilizzabili, arredi trasformabili e sistemi di aggancio rendono lo spazio adattabile nel tempo. VIVO invita a guardare l’emergenza non come una parentesi sospesa, ma come l’inizio di un nuovo equilibrio possibile, un sistema aperto che mette al centro la vita che continua e la possibilità di ricostruire e rinascere.

Superata la sequenza delle installazioni che animano il Cortile d’Onore, l’itinerario si apre verso una dimensione più distesa nelle Outdoor lounge, concepite come spazi di pausa e relazione. Qui la materia non è più soltanto oggetto da osservare, ma diventa ambiente da abitare con TIBUR / CONTINUUM dello Studio Paolo Ferrari per AATC and Co e Corals – Origin of Matter, curato da Natascia Finocchiaro Maurino per Cristallina Design con Cristallina e Graniti Maurino.

Arrivando alla scalinata monumentale, il Portale accoglie Sorpresa di Alessandro Enriquez per Kartos mentre nella Sala Stampa, Dainelli Studio per Status Contract con Fratelli Damian firma Materia in due atti: due ambienti in cui superfici imperfette mostrano come lo stesso colore cambi voce a seconda del materiale, in una composizione in cui il verde cresce, ingloba lo spazio e trasforma la materia in forza narrativa.

Aziende, istituzioni, scuole e progettisti internazionali contribuiscono a una visione plurale della materia come comportamento, processo produttivo, responsabilità etica e linguaggio culturale, rafforzando il carattere corale di MATERIAE e la sua capacità di restituire la complessità del progetto contemporaneo.

Il giardino ritrovato: mito e materia all’Orto Botanico di Brera

Nel cuore verde della città, l’Orto Botanico di Brera diventa un luogo di ascolto e contemplazione, dove la materia si manifesta come ciclo vitale, crescita e trasformazione. Due opere dialogano con la natura esistente, intrecciando progetto e paesaggio in un equilibrio delicato tra intervento umano e processi naturali.

Garden of the Esperides

L’architetto franco-libanese Annabel Karim Kassar, per Rubner Haus, ABS Group e Valpaint, porta all’Orto Botanico di Brera una visione sospesa tra memoria e invenzione, in cui il mito delle Esperidi riaffiora come traccia discreta, affidata a una struttura leggera che invita a essere attraversata e scoperta piuttosto che raccontata.

Un portico ligneo percorre il viale principale e orienta lo sguardo verso la meridiana, simbolo dello scorrere del tempo, mentre lungo i vialetti le icone femminili dipinte a mano dalla progettista si dispongono in cerchi geometrici, trasformando il giardino in un teatro di presenze sospese. Ogni figura dialoga con la natura circostante: alberi, fiori, vuoti e pieni diventano parte di un racconto che unisce il mito all’esperienza concreta del visitatore.

Il progetto reinventa lo spazio dell’Orto come luogo di contemplazione, in cui architettura, arte e paesaggio si intrecciano in sequenze visive e poetiche. Il portico e le figure dipinte diventano punti di riferimento, custodi di un racconto antico che emerge tra le ombre e la luce, tra il movimento delle stagioni e il ritmo dei passi. Qui il mito non è più lontano: si percepisce, si attraversa, si vive.

L’Armonia è qui

L’Armonia è qui è un’installazione che nasce dalla visione di Irritec e Davision Creative Design Team di un’innovazione responsabile, in cui irrigazione, design e sostenibilità si fondono in un unico linguaggio. Il progetto immagina un giardino fiabesco dove efficienza e bellezza convivono, e i sistemi irrigui si integrano con discrezione nello spazio, riducendo l’impatto visivo e valorizzando l’ambiente. Qui il design non è un elemento accessorio, ma parte integrante della sostenibilità. L’opera invita a ripensare l’irrigazione come gesto consapevole e armonico, capace di rispettare e valorizzare il paesaggio.

Eataly Milano Smeraldo e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol

Per il quarto anno consecutivo Eataly Milano Smeraldo (piazza XXV Aprile, 10) e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol (via De Castillia, 23) entrano nel circuito della mostra-evento di INTERNI.

La materia del quotidiano e della condivisione da Eataly Milano Smeraldo

Con CASA, Giotto Calendoli per Eataly riporta il progetto alla dimensione domestica e affettiva del cibo. Vetrofanie, immagini e oggetti della tavola costruiscono un racconto fatto di gesti, frasi e rituali condivisi, in cui la materia alimentare diventa memoria, relazione e cultura del vivere insieme.

“Amore, hai mangiato?” è la domanda semplice e universale che dà origine al nuovo progetto artistico di Giotto Calendoli realizzato insieme a Eataly Milano Smeraldo. Non un’opera “ospitata”, ma un percorso costruito a quattro mani: Eataly offre la sua materia prima – il cibo, la cultura gastronomica, le storie che abitano le nostre tavole – e Giotto la trasforma in una casa di ricordi, tradizioni e gesti condivisi.

L’installazione, sviluppata negli spazi del punto vendita e sulla facciata dell’edificio, sarà presente all’interno di Eataly Milano Smeraldo a partire dal 20 aprile 2026, e con con “Amore, hai mangiato?” esprime una domanda semplice e universale, una frase quotidiana che si fa carezza verbale attraversando generazioni e trasformandosi in una dichiarazione collettiva di cura e intimità che rivela una forte sintonia valoriale tra Giotto e Eataly: l’idea di italianità come cura quotidiana, la bellezza dei rituali che si tramandano, il cibo come linguaggio che unisce generazioni.  CASA non è solo un progetto artistico, ma un invito a riconoscersi in ciò che ci rende comunità: la condivisione, l’accoglienza, il tempo dedicato agli altri. Il progetto racconta, senza nostalgia né retorica, il tempo che scorre, le abitudini che si tramandano e le parole che custodiscono un senso di appartenenza condivisa. In questo contesto il cibo diventa linguaggio visivo, materia simbolica e strumento narrativo. Gli spaghetti Eataly Icons partecipano al racconto trasformandosi in un oggetto di design firmato da Giotto Calendoli in edizione limitata: un contenitore di storie, pensieri ed emozioni.

Fuoco, Energia e trasformazione urbana  sulla facciata di De Castillia 23 di Urban Up | Unipol

L’opera cinetica LIGHT OUR FIRE di Studio Azzurro per Urban Up| Unipol evoca sulla facciata di De Castillia 23 il Fuoco, Energia primordiale, forza generatrice, nucleo incandescente della Terra e chiude la quadrilogia degli elementi dopo l’Acqua nel 2023, l’Aria nel 2024 e la Terra nel 2025. Il Fuoco ha accompagnato l’umanità per millenni: ha scaldato, trasformato i metalli, reso possibili le prime tecnologie e illuminato il cammino del progresso. Nel mito di Prometeo, che ruba il Fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, questa fiamma diventa conoscenza e passione, scintilla di evoluzione ma anche responsabilità: il potere che eleva comporta sempre conseguenze e rischi. LIGHT OUR FIRE nasce da questa consapevolezza. Dall’immagine del nucleo ardente della Terra prende dunque forma un invito – mai così attuale come in questo momento storico – a riflettere su energia, futuro e responsabilità verso il Pianeta, ma anche ad ascoltare e custodire quel fuoco interiore che ci muove ogni giorno. LIGHT OUR FIRE non è dunque solo un’opera estetica fine a sé stessa ma diviene dispositivo di pensiero, appello a una riflessione collettiva che non può e non deve essere statica ma cinetica così come i pannelli che la compongono, in linea con l’impegno di Urban Up | Unipol di questi ultimi 11 anni.

LIGHT OUR FIRE è una monumentale scultura modulare di 37 metri di diametro, 492 pannelli, per una superficie totale di più 1100 mq. Realizzata in un innovativo policarbonato proveniente da una filiera di riciclo continuo che ne consente il riuso al 100%, LIGHT OUR FIRE è sostenuta da cavi d’acciaio che permettono ai pannelli di ruotare e vibrare con aria e luce. Il tessuto cromatico circolare richiama il fuoco, nucleo terrestre: al centro brillano gli aranci circondati da intense tonalità di rosso, come un cuore incandescente che pulsa nello spazio urbano.

Il sistema INTERNI

Il sistema integrato di comunicazione di INTERNI conferma il proprio ruolo di punto di riferimento per il mondo del progetto attraverso un ecosistema articolato che, per il FuoriSalone, comprende le due storiche pubblicazioni cartacee, INTERNI e la Guida FuoriSalone, e un grande evento INTERNI MATERIAE. L’offerta si estende al comparto digitale, guidato dal sito web e dai canali social ufficiali, a cui si affiancano la Guida FuoriSalone online e la versione digitale di INTERNI King Size. Il tutto è arricchito da approfondimenti editoriali e contenuti video, distribuiti anche tramite un sistema di newsletter, offrendo così strumenti completi e aggiornamenti in tempo reale su tendenze, novità e anticipazioni nel campo del design.

Giunta alla 36ª edizione, la Guida FuoriSalone si conferma come il vademecum indispensabile per orientarsi nel panorama sempre più articolato degli appuntamenti della Design Week milanese. La guida propone una selezione ragionata di circa 350 eventi che coinvolgono aziende, designer e architetti partecipanti al FuoriSalone, organizzati sia in ordine cronologico day by day sia alfabeticamente. Distribuita gratuitamente con il numero di INTERNI in edicola ad aprile, la Guida sarà disponibile anche presso showroom, istituzioni, musei e tutte le principali location coinvolte nel FuoriSalone 2026, oltre che in fiera. Sarà inoltre consultabile online, ottimizzata per tablet e smartphone, con mappa interattiva.

La forza del brand INTERNI si esprime in modo significativo anche sul territorio. In occasione di MATERIAE, è prevista un’ampia campagna di street advertising che include: la personalizzazione di 10 punti vendita all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa (Terminal 1) e di 4 punti vendita a Linate; la presenza su 150 schermi digitali nelle edicole cittadine, di cui 50 selezionate e personalizzate per garantire una copertura strategica nelle aree centrali e nei principali punti di passaggio; l’allestimento delle vetrine delle librerie Mondadori Duomo, in piazza Duomo, e Rizzoli Milano, in Galleria Vittorio Emanuele,, con relativo circuito di Ledwall; 20 impianti FSU Digital nel centro di Milano; 20 impianti di pensiline digitali, 15 schermi in Corso Vittorio Emanuele e 15 striscioni stradali selezionati sempre in area centrale; 10 maxi retro media su shuttle e bus; 57 schermi digitali all’interno della Stazione Centrale e 17 nelle stazioni di Cadorna, Bovisa e Domodossola; 2 Ledcube in Piazza Meda e in via Mascagni; 81 schermi del circuito Subway Vision sulle linee M1, M2, M3 e M5, in corrispondenza di fermate strategiche quali Duomo, Garibaldi, Isola, Loreto, San Babila e Zara; 16 stazioni della linea M4; e infine la presenza DOOH nell’area Gae Aulenti Domination, con installazioni presso Vele, Capelli, Castiglioni A/B, Viganò e Avar Aalto.

Per tutte le informazioni www.internimagazine.it

INTERNI: il 2026 si apre con il numero internazionale “Sport&Design”

e il volume “Milano Design Hub&Spoke”

Presentazione in anteprima il 14 gennaio all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi in collaborazione con Italian Trade Agency

INTERNI inizia il 2026 celebrando l’eccellenza del progetto italiano nel mondo e il grande appuntamento delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 (6–22 febbraio e 6–15 marzo), con un doppio lancio editoriale: il numero internazionale Sport&Design e il nuovo volume della Serie Oro Milano Design Hub&Spoke.

Due pubblicazioni speciali che raccontano il dialogo tra sport, cultura e design e che saranno presentate in anteprima il 14 gennaio all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, in collaborazione con ITA (Italian Trade Agency), in un talk con progettisti francesi e imprese italiane. E, a seguire, il 28 gennaio, alla Triennale Milano insieme al presidente Stefano Boeri e a coloro che, in diversi ruoli, hanno accolto la sfida di confrontarsi con un tema complesso e cruciale: ripensare il futuro del pianeta con uno sguardo lucido, responsabile, facendo del design una bussola per immaginare nuovi modi di vivere, praticare e proteggere la montagna.

Cosa ne sarà degli sport invernali quando non ci sarà più neve? Scieremo sulla sabbia, o inseguiremo a quote proibitive gli ultimi ghiacciai sopravvissuti? Mentre la crisi climatica ridisegna i paesaggi alpini, cambia anche il modo in cui li viviamo: attrezzature, impianti, architetture e interi comprensori devono essere ripensati, sospesi tra scenari utopici e distopici.

“Il nostro numero di gennaio-febbraio, per tradizione in inglese, fornisce queste risposte”, spiega Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. “Partendo dall’attualità di Milano Cortina 2026 e dalla mostra White Out. The Future of Winter Sports (28 gennaio – 29 marzo), curata da Konstantin Grcic e Marco Sammicheli alla Triennale Milano. L’esposizione, di cui INTERNI è media partner, esplora il ruolo del design nelle condizioni estreme della montagna e racconta come, nel pieno della transizione climatica, l’intelligenza progettuale sia chiamata a ridefinire pratiche, attrezzature e immaginari”.

Nel magazine verrà poi analizzato il turismo invernale; lo sport come laboratorio avanzato di ricerca su materiali e funzioni; l’architettura come una nuova ‘pelle climatica’ capace di avvolgere il corpo e generare comfort, qualità, risparmio energetico. Una prospettiva che si estende anche ai progetti di rigenerazione urbana, dove l’innovazione diventa valore culturale e sociale oltre che tecnico.

Il numero di INTERNI Sport&Design (gennaio-febbraio) è arricchito di due importanti allegati: il volume Milano Design Hub & Spoke e la Guida Design Index 2026. Disponibile in versione cartacea e digitale, quest’ultima presenta oltre 8.000 indirizzi del mondo del design: chi produce e cosa produce, dove si acquista e cosa si acquista, chi disegna, chi fotografa, chi pubblicizza, chi pubblica, chi insegna, chi organizza e chi espone. Sarà scaricabile in formato digitale anche l’elenco completo degli showroom e dei punti vendita delle aziende presenti nella Guida con il proprio marchio.

Il magazine, in edicola e su app dal 22 gennaio, è completamente in lingua inglese, con traduzione in italiano alla fine del giornale.

La distribuzione di questa edizione straordinaria e dei suoi allegati è prevista a Parigi presso hotel, Art Gallery, design e fashion boutique, in tutti i più importanti showroom e studi di architettura, nell’area hospitality e nel kiosque di Maison&Objet, nelle principali edicole del centro città.

Il volume “Milano Design Hub&Spoke”

Milano Design Hub&Spoke è il sesto capitolo della Serie Oro di INTERNI che celebra i grandi protagonisti del progetto del nostro Paese e le aziende che hanno contribuito in modo determinante a rendere il Design Italiano una realtà di riferimento globale per qualità, visione e capacità produttiva. In questa nuova edizione, il focus si sposta sul territorio e precisamente su Milano, la città diventata un sistema, fulcro internazionale del Design, della Comunicazione e più in generale della cultura del Progetto.

Negli ultimi decenni, il capoluogo lombardo ha assunto infatti il ruolo di piattaforma dove si incontrano competenze, linguaggi e discipline, e dove la progettualità trova il suo terreno più fertile. Questa centralità si manifesta attraverso una rete sempre più articolata di luoghi dedicati: non semplici spazi commerciali, ma ambienti che diventano punti di incontro, di confronto e di scambio. Flagship store, showroom e negozi si trasformano in spazi culturali, riconosciuti dal pubblico internazionale come snodi fondamentali della filiera del design. Qui il prodotto non è solo esposto ma anche interpretato, raccontato e collocato all’interno di un’esperienza immersiva capace di rendere consapevole il visitatore.

Il volume nasce con l’obiettivo di leggere Milano proprio come cuore pulsante di questo ecosistema articolato. La città viene descritta attraverso una mappa di luoghi fisici che incarnano il progetto contemporaneo in tutte le sue declinazioni: spazi espositivi sempre più grandi, ricchi di contenuti e contraddistinti da una qualità estetica e museografica in costante crescita. In questa prospettiva Milano Design Hub&Spoke diventa uno strumento prezioso per orientarsi tra le eccellenze del Made in Italy e sapere dove incontrarle, conoscerle e acquistarle.

“Se Milano rappresenta l’Hub, il nucleo che concentra e amplifica il racconto del design italiano, gli Spoke sono le molteplici realtà produttive che alimentano questo sistema”, sottolinea Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. “È nel dialogo tra città e territorio che si sviluppa la forza del progetto italiano: un patrimonio diffuso, fatto di aziende, distretti e filiere che custodiscono tradizioni manifatturiere secolari e, allo stesso tempo, abbracciano l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. Si tratta di un mosaico di competenze complementari che riflette il pregio del Made in Italy e alimenta un flusso continuo tra creatività, tecnica, ricerca e produzione”.

La narrazione del volume è accompagnata da una ricca galleria fotografica che mette in relazione le icone architettoniche della Milano storica con gli edifici che, negli ultimi anni, ne hanno trasformato lo skyline. Le immagini raccontano una città in evoluzione: luoghi simbolo della tradizione convivono con i nuovi quartieri, frutto di interventi urbanistici che hanno proiettato Milano nel panorama delle più dinamiche metropoli internazionali.

L’introduzione accoglie gli interventi delle principali istituzioni del Sistema Progetto – Salone del Mobile.Milano, Triennale Milano, ADI e Politecnico di Milano-Scuola del Design – che offrono un punto di vista autorevole sull’evoluzione del settore. Il focus si concentra in particolare sul tema della distribuzione, analizzando come il luogo fisico in cui il prodotto incontra il consumatore stia cambiando in risposta ai nuovi bisogni, ai nuovi contesti d’uso e alle trasformazioni dei mercati globali. Emergono così le sfide che il comparto si trova ad affrontare: la necessità di ripensare il rapporto con il pubblico, di valorizzare l’esperienza, di incorporare strumenti digitali e allo stesso tempo di mantenere un forte legame con l’identità materiale del prodotto.

Ogni azienda coinvolta nel volume racconta il proprio percorso, le proprie visioni e i luoghi che meglio la rappresentano all’interno dell’ecosistema Milano: flagship store, showroom urbani, headquarters, musei e spazi espositivi. Sono ambienti in cui si costruiscono relazioni, si sviluppano idee e si immaginano progetti futuri. Da tutto questo emergono realtà che custodiscono il grande patrimonio artigianale italiano, capaci di integrarlo con processi industriali avanzati e con i più innovativi strumenti digitali, senza rinunciare all’attenzione per la sostenibilità.

La pubblicazione ambisce a essere un Who’s Who del Made in Italy: una guida autorevole e completa per gli operatori italiani e internazionali interessati a scoprire da vicino le migliori aziende manifatturiere, le loro competenze e i luoghi in cui è possibile incontrarle. Il libro include inoltre dati e approfondimenti che ne illustrano la capacità produttiva e l’evoluzione, offrendo uno strumento aggiornato e immediato per comprendere la complessità del settore.

Il volume è distribuito non solo a Milano – nelle librerie, nelle edicole e nei principali centri del progetto – ma anche nelle capitali più attive nel dibattito internazionale sul design: Parigi, New York, Copenhagen, Londra, Dubai, Riyadh, Shanghai e Miami. Città dove creatività, produzione, distribuzione e comunicazione dialogano per portare il Design nel mondo e renderlo sempre più accessibile, riconoscibile e condiviso.

L’evento a Parigi

In collaborazione con ITA (Italian Trade Agency Parigi) e Istituto Italiano di Cultura di Parigi, INTERNI presenterà il numero di gennaio-febbraio Sport&Design e il libro Milano Design Hub&Spoke mercoledì 14 gennaio alle 17.30 nella capitale francese (in rue de Varenne, 50)

Dopo il benvenuto di Antonio Calbi (direttore Istituto Italiano di Cultura di Parigi) e Luigi Ferrelli (direttore dell’ufficio di Parigi dell’Agenzia Italiana per il Commercio Estero), nel corso di un talk esclusivo, dialogheranno sulle affinità tra Sport&Design, pratiche, comportamenti, discipline Giovanni del Vecchio (Ceo Gruppo Giorgetti), Giulia Molteni (direttore marketing Molteni Group), Mathieu Lehanneur (designer e founder di Mathieu Lehanneur), Dominique Perrault (founder DPA Architecture), Carlo Ratti (direttore MIT Senseable City Lab e co-founder CRA-Carlo Ratti Associati). A introdurre e moderare l’incontro Gilda Bojardi (direttore INTERNI).

Le Olimpiadi più recenti hanno rafforzato il legame tra sport e design, coinvolgendo grandi firme nella progettazione di stadi, spazi per atleti e persino delle torce olimpiche: da quella di Parigi 2024 firmata Mathieu Lehanneur a quella di Milano-Cortina 2026 di Carlo Ratti. Dominique Perrault racconterà i principi chiave dell’architettura sportiva, mentre Giorgio del Vecchio e Giulia Molteni esploreranno agonismo e disciplina come valori condivisi tra sport e impresa nel mondo del design.

A chiusura della serata, un ricevimento permetterà ai partecipanti di discutere e approfondire i temi affrontati.
Si ringrazia Agence 14 Septembre, Villa Marquis – Meliá Collection, Masciarelli Tenute Agricole, Eataly.

“Roma, eternal change” INTERNI dedica un numero speciale alla capitale

Questa edizione straordinaria verrà presentata venerdì 7 novembre alle ore 17.30 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Nell’ambito dell’evento è prevista l’inaugurazione dell’installazione “TAM TAM. Tempio, Azione, Movimento” dello Studio Alvisi Kirimoto che, realizzata per la prima volta in occasione di INTERNI CRE-ACTION durante il FuoriSalone a Milano, sarà esposta fino all’8 dicembre

INTERNI, il magazine di interiors e contemporary design del Gruppo Mondadori, dedica il numero speciale di novembre 2025 a Roma: una monografia, dal titolo Roma, eternal change, che identifica la Capitale come laboratorio di architettura, design, arte e cultura e che racconta come la Città Eterna sia un palinsesto vivo in continua trasformazione.

“Roma non smette mai di sorprendere”, spiega il direttore di INTERNI Gilda Bojardi. “Ogni epoca l’ha riscritta, stratificandone le forme, sovrapponendo memorie e visioni. L’Urbe rivela un volto in continuo mutamento: è un luogo in cui archeologia e contemporaneità si intrecciano in un dialogo sospeso tra identità e mutazione. È questa la narrazione che abbiamo fatto sulle pagine del nostro giornale di Roma, interpretata come un mosaico di linguaggi e contaminazioni, come una città aperta a innesti creativi internazionali, sempre in grado di stupirci e sorprenderci”.

Questa edizione straordinaria di INTERNI sarà presentata venerdì 7 novembre 2025 alle ore 17.30 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, alla presenza del Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, della Direttrice della Galleria Renata Cristina Mazzantini, del Direttore di INTERNI Gilda Bojardi, dell’architetto e Direttore Laboratorio Roma050 Stefano Boeri, della Storica e Curatrice di Design Domitilla Dardi, degli architetti Massimo Alvisi e Junko Kirimoto cofondatori dello studio Alvisi Kirimoto, del Presidente COREPLA Giovanni Cassuti e del giornalista Roberto D’Agostino.

L’incontro sarà occasione per riflettere su una nuova identità di Roma – che intreccia architettura, design, arte e società – capace di racchiudere più anime in un’unica immagine potente, evocativa e di grande fascino nel panorama internazionale.

Durante l’evento verrà inoltre inaugurata TAM TAM. Tempio, Azione, Movimento, l’installazione dello studio Alvisi Kirimoto realizzata lo scorso aprile nell’ambito di INTERNI CRE-ACTION durante il FuoriSalone 2025 presso l’Università degli Studi di Milano. Un tempio di colonne bianche realizzate in plastica riciclata diventa un organismo trasformabile e dinamico grazie all’azione dei visitatori, stimolando sia la riflessione personale che la condivisione collettiva.

L’opera – che fino all’8 dicembre sarà allestita presso il Cortile Centrale della Galleria Nazionale  – incarna il dialogo tra arte, design e architettura e conferma la vocazione di Roma come città aperta a contaminazioni creative internazionali.

Partner dell’installazione, COREPLA, Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica. Communication partner dell’iniziativa, Comin & Partners.

TAM TAM. Tempio, Azione, Movimento è inclusa nel percorso espositivo della Galleria Nazionale e, pertanto, per la sua visita sarà necessario essere in possesso del biglietto d’ingresso.

I contenuti del numero speciale

INTERNI si apre con una riflessione sulla forma del tempo e sull’identità di Roma, capace di racchiudere più anime in un’unica immagine potente ed evocativa ovvero quella della visione di Laboratorio Roma050, il progetto diretto da Stefano Boeri e promosso da Roma Capitale e dall’Assessorato all’Urbanistica con Risorse S.p.A per Roma: una ricerca che immagina la Capitale proiettata nel 2050.

Viene poi trattato il tema dell’archeologia che entra nel contemporaneo, con progetti che trasformano i luoghi simbolo del passato in occasioni di sperimentazione architettonica e urbanistica: dal Parco Archeologico del Colosseo alla nuova piazza Augusto Imperatore, dalla stazione Metro Colosseo al progetto Forof – lo spazio culturale di Giovanna Caruso Fendi in affaccio sul Foro di Traiano che ha già restituito identità allo spazio ipogeo della Basilica Ulpia del II secolo dopo Cristo – fino alla Nuova Passeggiata Archeologica che collegherà l’intera area archeologica centrale della città.

Il racconto prosegue con un logbook sulle architetture della politica e della diplomazia, che mette in luce il ruolo delle istituzioni come ambasciatrici di valori politici, culturali e sociali. Si esplorano edifici come il Palazzo della FAO, la grande Moschea di Roma, la chiesa di Tor Tre Teste, l’Accademia di Danimarca, l’Istituto Giapponese di Cultura, Villa Medici e progetti meno noti come Notre Dame de Sion, riscoperta come architettura di Gio Ponti.

Il cuore della sezione Architetture è dedicato – con Studio Visit e racconti in prima persona – ai protagonisti della scena contemporanea romana, che vivono e lavorano sul territorio e stanno ridefinendo il volto della capitale, tra ricerca progettuale, attenzione al contesto e innovazione creativa. Tra questi: Massimiliano e Doriana Fuksas, Alvisi Kirimoto, Labics, IT’S, Andrea D’Antrassi/MAD, Westway Architects, Lazzarini Pickering, Claudia Campone/Thirtyone e Dario Curatolo.

Ampio spazio anche agli interni domestici e storici: dalle residenze di design contemporanee (tra cui una nuovissima firmata Studio Strato) alle case di personalità che hanno intrecciato arte e collezionismo, fino alla rievocazione di ambienti iconici come quello progettato da Ettore Sottsass per Franco Debenedetti nel 1994.

La cover story è invece dedicata a Bulgari, emblema del lusso romano e brand globale che affonda le sue radici nella città eterna. E non solo. A Milano l’inaugurazione recente del flagship store in via Montenapoleone è un tributo tangibile all’incontro tra l’anima della maison e l’energia creativa meneghina.

La sezione Interviste ospita conversazioni con protagonisti della cultura e della creatività: Roberto D’Agostino racconta la Roma della Grande Bellezza e le trasformazioni che ha vissuto negli ultimi anni, mentre la Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Renata Cristina Mazzantini, descrive la sua visione interdisciplinare dell’arte del Novecento e svela la nuova collezione del Museo.

Con questo numero speciale, INTERNI rinnova la sua missione di osservatorio e promotore della cultura del progetto, offrendo uno sguardo a 360 gradi su Roma, città che è al tempo stesso patrimonio del passato e laboratorio del futuro. La narrazione intreccia architettura, design, arte e società per restituire la complessità di una Capitale che continua a generare immaginari e visioni condivise a livello globale.

Inoltre il 7 novembre, INTERNI sarà distribuito anche in abbinamento con Il Messaggero in tutte le edicole di Roma.

 

INTERNI

Magazine mensile distribuito in 50.000 copie, pubblicato a partire dal 1954 come primo periodico italiano dedicato all’interior decoration, INTERNI è oggi uno dei principali strumenti di comunicazione nel campo del design contemporaneo italiano e internazionale, essenziale per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di design. Nel 2024 compie i suoi primi settant’anni, durante i quali ha avuto la fortuna di condividere la fantastica e avventurosa storia del mobile e dell’arredamento italiano. Ha seguito da vicino la crescita che il design ha saputo esprimere grazie alle intuizioni e all’opera di geniali uomini di cultura, di architetti, designer e imprenditori capaci e coraggiosi. A partire dalla prima metà degli anni Novanta il mensile è entrato a far parte del Gruppo Mondadori, principale gruppo editoriale italiano,, e ha sviluppato nel tempo, con la direzione di Gilda Bojardi, un sistema di pubblicazioni parallele che ha trasformato la rivista da élite media a mass-media. Nell’attività di INTERNI rientrano anche l’ideazione e il coordinamento di eventi e mostre, organizzati con lo scopo di favorire un incontro tra chi progetta, chi produce e chi distribuisce. Il celebre FuoriSalone, fenomeno urbano che anima la città di Milano nella settimana del Salone del Mobile, è nato nel 1990 per iniziativa di INTERNI, che nel 2021 ne ha celebrato la trentesima edizione con la pubblicazione del Volume XXX-Y 30 anni di FuoriSalone | 1990-2020 Milano Design Stories (Electa). Dopo l’avvio delle pubblicazioni di INTERNI in Cina (2015), sono in programma ampliamenti delle edizioni internazionali. INTERNI è partner di comunicazione del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka | La città ideale.

INTERNI al Cersaie di Bologna 2025

Martedì 23 settembre 2025, alle ore 12, il magazine di interiors e contemporary design partecipa ai Cafè della Stampa con l’incontro “IN CERAMICA. Spazi, progetti, visioni”

Protagonisti Marco Piva Co-Founder Studio Marco Piva, Davide Viganò Project Director Park Associati, e Mario Bisson Professore Associato POLIMI, POLI.design

INTERNI anche quest’anno partecipa ai Café della Stampa organizzati nell’ambito del Cersaie 2025 di Bologna (22-26 settembre), il salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno. Per questa occasione il magazine di interiors e contemporary design del Gruppo Mondadori presenta l’incontro IN CERAMICA. Spazi, progetti, visioni che avrà come protagonisti Marco Piva Co-Founder Studio Marco Piva, Davide Viganò Project Director Park Associati, e Mario Bisson Professore Associato POLIMI, POLI.design.

Duttilità, bellezza e benessere saranno i punti cardine di questo racconto dedicato ad un futuro IN CERAMICA. Nel dialogo con la giornalista di INTERNI Patrizia Catalano, gli ospiti discuteranno infatti di come nel mondo contemporaneo l’architettura sia sotto il segno della versatilità ed eserciti un costante dialogo tra tradizione e innovazione. La riscoperta di certe pratiche del fare, di materiali intramontabili perfettamente idonei all’oggi, porta una linfa nuova nel dibattito architettonico: il superamento del concetto di moderno e postmoderno a favore di una temporalità atemporale, ovvero che l’oggi deve essere permanente. La ceramica è forse il materiale più performativo di questo periodo storico, rivestimento ideale per molteplici tipologie di superfici, dagli interni pubblici e residenziali, alle facciate ventilate degli edifici urbani. Materiale dalle molteplici declinazioni: decorativo, a partire dalle meravigliose testimonianze delle maioliche mediterranee, ideale per le grandi superfici, con le proposte dei grandi formati, innovativo, con le texture tridimensionali, igienico, grazie alle ceramiche che sono in grado di sanificare gli ambienti.

IN CERAMICA. Spazi, progetti, visioni si terrà martedì 23 settembre, dalle ore 12 presso i Café della Stampa (Agorà dei Media – Mall 29/30). Ad aprire l’appuntamento Gilda Bojardi, direttore del sistema INTERNI.

Si potrà seguire l’incontro anche in diretta streaming sul sito di Cersaie.

 

INTERNI

Magazine mensile distribuito in 50.000 copie, pubblicato a partire dal 1954 come primo periodico italiano dedicato all’interior decoration, INTERNI è oggi uno dei principali strumenti di comunicazione nel campo del design contemporaneo italiano e internazionale, essenziale per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di design. Nel 2024 compie i suoi primi settant’anni, durante i quali ha avuto la fortuna di condividere la fantastica e avventurosa storia del mobile e dell’arredamento italiano. Ha seguito da vicino la crescita che il design ha saputo esprimere grazie alle intuizioni e all’opera di geniali uomini di cultura, di architetti, designer e imprenditori capaci e coraggiosi. A partire dalla prima metà degli anni Novanta il mensile è entrato a far parte del Gruppo Mondadori, principale gruppo editoriale italiano,, e ha sviluppato nel tempo, con la direzione di Gilda Bojardi, un sistema di pubblicazioni parallele che ha trasformato la rivista da élite media a mass-media. Nell’attività di INTERNI rientrano anche l’ideazione e il coordinamento di eventi e mostre, organizzati con lo scopo di favorire un incontro tra chi progetta, chi produce e chi distribuisce. Il celebre FuoriSalone, fenomeno urbano che anima la città di Milano nella settimana del Salone del Mobile, è nato nel 1990 per iniziativa di INTERNI, che nel 2021 ne ha celebrato la trentesima edizione con la pubblicazione del Volume XXX-Y 30 anni di FuoriSalone | 1990-2020 Milano Design Stories (Electa). Dopo l’avvio delle pubblicazioni di INTERNI in Cina (2015), sono in programma ampliamenti delle edizioni internazionali. INTERNI è partner di comunicazione del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka | La città ideale

INTERNI presenta un numero internazionale e la seconda edizione di “Big Italy New York”

in occasione del Festival NYCxDesign

Sul magazine, in edicola e su app, ci sarà un Dossier dedicato agli eventi degli oltre 50 showroom monomarca che partecipano all’iniziativa e che raccontano l’eccellenza del design made in Italy nella Grande Mela

Gli appuntamenti organizzati da INTERNI con NYCxDesign, ICFF e ITA – Italian Trade Agency, si terranno il 14, il 16 e il 18 maggio, e vedranno la partecipazione di architetti e imprenditori delle aziende italiane del Design

In occasione del Festival NYCxDesign (15-21 maggio 2025), INTERNI presenta un numero internazionale e porta nella Grande Mela la seconda edizione di Big Italy New York: un  circuito di appuntamenti ideato, curato e organizzato dal magazine diretto da Gilda Bojardi, in partnership con NYCxDesign, ICFF (International Contemporary Furniture Faire) e ITA (Italian Trade Agency) che avrò luogo dal 13 al 21 maggio.

Il numero di maggio di INTERNI, in inglese/italiano, contiene un dossier di 30 pagine dedicato agli eventi che vedono protagonisti gli oltre 50 showroom, flagship store e monomarca che partecipano all’iniziativa e che raccontano l’eccellenza del Design italiano nel mondo, lungo il percorso NoMad via Madison fino a SoHo.

Nelle pagine della rivista si parla inoltre delle virtuose relazioni che storicamente legano l’Italia a New York – e agli Usa più in generale – attraverso luoghi, progetti e personaggi che in questi ultimi decenni hanno tracciato una storia di reciprocità culturale tra i due Paesi. Riferimento d’eccellenza sono Gaetano Pesce e la coppia Lella e Massimo Vignelli: se gli americani conoscono e apprezzano il design italiano è infatti in gran parte merito di questi maestri nostrani trapiantati a New York. Altri progettisti italiani hanno scelto di stabilirsi Oltreoceano dove hanno avuto modo di affermare la loro professionalità. Due testimonianze tra tutte l’architetto e urbanista Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab presso il MIT di Boston, che in questo mese inaugura la 19a Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia di cui è curatore, e Giorgia Lupi, pluripremiata information designer e partner dello studio di design interdisciplinare Pentagram che firma l’identità visiva della XXIV Triennale di Milano.

Lo skyline di New York è raccontato sul magazine attraverso una selezione di progetti che vanno dal social housing alle residenze esclusive, dagli uffici agli spazi per eventi, nati da interventi mirati di rigenerazione urbana. Dietro queste opere, firme di spicco dell’architettura internazionale – da Steven Holl a Daniel Libeskind, da Bonetti/Kozerski a Gabellini Sheppard, da LOT-EK a SOM, fino a Tihany Design e Fuller/Overby. E il distinguo di una forte identità linguistica, che intreccia in modo sorprendente temi di memoria storica, design contemporaneo, sperimentazione materica, sostenibilità ambientale e un tocco inconfondibile di Made in Italy.

Gli eventi

Big Italy New York verrà inaugurato mercoledì 14 maggio alle ore 18 presso la sede di ITA (33 E 67th St, New York) con un incontro speciale che ruoterà attorno al progetto Casa Italiana x Italy on Madison, curato e ideato da Paola Navone (Studio Otto), regista di una narrazione che intreccia imprenditoria, artigianato e design. Dopo i saluti di Erica di Giovancarlo (direttrice di ITA New York) e di Gilda Bojardi (direttore di INTERNI),  prenderà il via il talk dal titolo Where Design Meets History che si svilupperà come uno sparring culturale tra Paola Navone, un panel di interior designer internazionali, tra cui Duccio Grassi, Yabu Pushelberg, Enrico Bonetti, Gabriele Chiave, e gli imprenditori italiani Rossella Bisazza, Giulio Cappellini, Bendis Ronchetti Illulian, Daniele Busca/Scavolini USA. Un confronto aperto tra visioni e competenze che restituisce l’immagine di una Casa Italiana capace di valorizzare la tradizione proiettandola nel contemporaneo. Declinata nei colori della bandiera, la casa prende vita nella sede ICE attraverso oggetti uniti non solo da una coerenza cromatica, ma da un intento condiviso: migliorare la qualità della vita quotidiana attraverso il progetto.

Si proseguirà poi venerdì 16 maggio con la ICFF Night Out, una serie di eventi diffusi e presentazioni che avranno come focus design, cultura e innovazione. Infine, domenica 18 maggio alle ore 12 nella sede ICFF al Javits Center (429 11th Ave), si terrà il dibattito INTERNI Cre-Action Big Italy in New York con Francesca Portesine, SOM (Skidmore, Owings & Merrill), in dialogo con Massimo Iosa Ghini. Due visioni progettuali a confronto, due percorsi diversi, ma con un obiettivo comune: creare spazi e oggetti che migliorano la vita delle persone. Dal concept alla scelta dei materiali, ogni gesto progettuale vuole migliorare la qualità dell’abitare il mondo. Architettura, design e arte diventano strumenti per leggere il presente e immaginare nuove prospettive, lavorando su diverse scale e contesti: dal costruire all’esporre, dal promuovere al reinterpretare.

INTERNI di maggio avrà, inoltre, una distribuzione speciale: nei più rappresentativi showroom e flagship store del circuito di NoMad, Madison Avenue e Soho; all’interno di ICFF; negli studi di progettazione più importanti di New York, nelle principali scuole di design e architettura, alla Libreria Rizzoli e in un numero selezionato di book and magazine stores.

 

Grande successo per la Mostra-Evento Interni Cre-Action

Con 475.000 visitatori complessivi è stato l’evento più seguito del FuoriSalone 2025

Con questo appuntamento INTERNI conferma la leadership assoluta nel segmento living professionale e nella comunicazione del design system

Superate le aspettative per INTERNI CRE-ACTION al FuoriSalone 2025 che ha regalato al popolo del design progetti con una forte connotazione in termini di ricerca, sostenibilità e futuro.

Dal 7 al 17 aprile, l’evento ideato e coordinato dal magazine del Gruppo Mondadori diretto da Gilda Bojardi è stato il più seguito della Design Week, con numeri straordinari per adesioni e pubblico. Sono infatti 475.000 le persone che hanno visitato l’Università degli Studi di Milano, lo Strettone della Pinacoteca di Brera, l’Orto Botanico e l’Audi House of Progress presso il Portrait Milano. Per il terzo anno consecutivo, grande successo anche nelle due sedi satellite: Eataly Milano Smeraldo e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol.

Questa edizione della mostra ha proposto una riflessione sul tema della CRE-ACTION, attraverso una grande evento che si è manifestato come esposizione corale e diffusa in città, concepita come un laboratorio di idee, un luogo di confronto, in cui la creatività è diventata sintesi tra creazione e azione. Allo stesso tempo, ha portato alla luce i più profondi  significati del progetto ed evidenziato come Architettura, Design e Arte siano discipline sempre più connesse e in costante dialogo con Ecologia, Economia, Botanica, Cambiamento Climatico e Filosofia.

“In occasione del FuoriSalone, Milano diventa un grande hub culturale e produttivo per concretizzare progetti non realizzabili in altri luoghi”, spiega Gilda Bojardi. “Anche quest’anno infatti la città si è trasformata in una palestra progettuale per architetti, designer e creativi provenienti da ogni parte del globo, che qui hanno trovato la possibilità di mettere a confronto le proprie visioni e di contaminare i loro saperi, nello sforzo comune di costruire un mondo più bello e sostenibile”.

Con il contributo di due co-producer (Audi e Padiglione Italia Expo 2025 Osaka) e in collaborazione con aziende e istituzioni, INTERNI ha chiamato oltre 50 tra famosi e giovani designer e architetti provenienti da 10 paesi del mondo e alcuni artisti, a esplorare come il design e l’architettura possano tradurre il presente, utilizzando materiali sia concreti che metaforici con l’obiettivo di far emergere il ruolo del progetto come mezzo di espressione dell’identità e della rappresentazione individuale. Per la mostra sono state realizzate installazioni, micro-architetture e macro-oggetti, tutti site-specific che – insieme a conferenze, talk, performance live e showcase – hanno creato un mosaico variegato di stili e visioni, ma anche di momenti di confronto, richiamando migliaia di persone. Tra questi anche tantissimi giornalisti italiani e stranieri che hanno dato a INTERNI CRE-ACTION una copertura mediatica eccezionale – dai quotidiani nazionali alle radio e alle televisioni, alla stampa specializzata, alle testate a grande diffusione – oltre ad assicurare una presenza continua sui principali canali social e web.

La mostra di INTERNI si conferma pertanto l’evento simbolo del FuoriSalone, nato nel 1990 per iniziativa di Gilda Bojardi, direttore del magazine. Alla base di questo successo l’alto livello progettuale e culturale delle installazioni, i brand coinvolti, noti a livello italiano e internazionale, così come le realtà più piccole, che ugualmente hanno saputo veicolare contenuti di grande valore. Questo riscontro eccezionale, sia di pubblico sia di visibilità mediatica, testimonia quindi la leadership assoluta di INTERNI nel segmento living professionale e nella comunicazione del design system.

Si ringraziano i co-producer Audi con DRIFT e Padiglione Italia Expo 2025 Osaka, oltre a tutte le aziende, designer e architetti che hanno partecipato: Philippe Starck con ABS GROUP, Marco Balich con Pasquale Bruni, Chen Yaoguang con Kuka Home, BIG – João Albuquerque con Roca, One Works – Francesco Vitetta con Atlas Concorde, Mapei, Ricci, Celia Centonze per GO! 2025 Capitale Europea della Cultura e PromoTurismo FVG, AMDL Circle – Michele De Lucchi con Rubner Haus, Annabel Karim Kassar con Annaka, M. Alvisi e J. Kirimoto con Corepla, Francesco Librizzi con Dameda, Piero Lissoni con Sanlorenzo, MAD – Ma Yansong e Andrea D’Antrassi con Amazon, Simone Micheli con Be Up, Pangea – Colombine Jubert e Laëtitia Rouge con Fidenza Village, ZHA – Michele Pasca di Magliano con A.A.T.C. and Co. e Carpenterie Pezzetti, Marco Piva con Saint-Gobain, Bruno Simões e Lorenza Brandão per ApexBrasil, SOM con Artemide, M.Design – Wu Bin con Empire, Antonio Mastrorilli con Disney+, Beko Design Studio con Whirlpool – Beko Europe, Salvatore Colasanto con IUAD, Christian Grande con Besenzoni, Dainelli Studio con B.I.CI / Status Contract, Gruppo Bonomi Pattini, Silvio De Ponte con Espositiva, Idealverde, Living Surfaces – Claudio Uberti, Ludovica Diligu con Labo.Art, Pablo Dorigo Degan e Genny Canton con MCZ Group, Dario Ghibaudo con Galleria Deambrogi, Federica Marangoni con cle contemporary, Marco Merendi & Diego Vencato con Gypsum, Simona Ottieri con Fondazione Ronald McDonald Italia, Claudio Larcher e Astorre Collective con NABA con ASU, David Lopez Quincoces e Francesco Meda con HD Surface, Glauco Ramazzotti e Livia Balossini con Danilo Ramazzotti per NovaBell, Repubblica Argentina con Design Argentino, Marco Nereo Rotelli con Ever in Art ed Elital, Viruta Lab con Tile of Spain, Elisa Bizzotto con Quarella, Elena Salmistraro con Eataly, Felice Limosani con Urban Up | Unipol.

INTERNI e POLI.design presentano una nuova offerta formativa per gli appassionati di design e per i professionisti del settore

in occasione del Salone del Mobile e del FuoriSalone 2025

I corsi Design Experience, nati dalla collaborazione tra Mondadori Media e la Scuola postgraduate del Politecnico di Milano, sono dedicati ai temi arredo e interni e vedranno la partecipazione di due dei più importanti progettisti italiani: Marco Piva e Michele De Lucchi

I moduli saranno disponibili online partire da questa settimana

Per tutte le informazioni e per iscriversi www.mondadoriacademy.it

In occasione del Salone del Mobile e del FuoriSalone 2025, INTERNI e POLI.design presentano una nuova offerta formativa per tutti gli appassionati di design e per i professionisti del settore. Dalla collaborazione tra il magazine di interior e contemporary design del Gruppo Mondadori e la Scuola postgraduate del Politecnico di Milano nascono infatti i corsi online Design Experience pensati per tutti coloro che vogliono conoscere le dinamiche che guidano l’innovazione nel progettare.

Il primo obiettivo di questi moduli formativi è quello di diffondere la cultura del progetto, dal concepimento alla realizzazione.

INTERNI racconta il design da oltre 70 anni, esplorando tendenze, novità e visioni, ma anche  protagonisti, progetti innovativi e idee che hanno trasformato il nostro modo di vivere gli spazi”, spiega Gilda Bojardi, direttore della rivista. “Oggi però, facciamo un passo in più. Grazie alla partnership con POLI.design, creiamo una proposta didattica per chi vuole approfondire il mondo del progetto, acquisire competenze concrete e far parte di una community esclusiva, sempre al passo con i nuovi trend. È un’opportunità per scoprire da vicino come chi progetta e chi produce trasforma il nostro presente e il nostro futuro”.

Questa iniziativa è ideata per far conoscere e amare l’affascinante e variegato mondo del design grazie a un percorso che offre ai partecipanti gli strumenti e l’ispirazione necessari per orientarsi in un ambito in continua evoluzione.

“POLI.design nasce dall’esperienza del Politecnico di Milano e rappresenta un punto di riferimento internazionale per la formazione avanzata nel design”, dichiara il professor Francesco Zurlo, preside e professore ordinario della Scuola del Design, Politecnico di Milano e coordinatore scientifico dei corsi. “Con questo progetto vogliamo sottolineare quanto e come un buon progetto di interni, e l’arredo che lo completa, possa valorizzare non solo l’estetica della casa ma anche abbracciare un concetto più ampio di benessere. La casa infatti non è solo uno spazio funzionale bensì un luogo che può incidere sull’umore e influenzare, in generale, la qualità della vita. L’intenzione dei corsi è di mostrare come arredi e interni ben progettati trasformino la percezione e l’utilizzo degli spazi, rendendoli più accoglienti, funzionali ed emozionalmente coinvolgenti”.

Design Experience connette sapere accademico e applicazione pratica, attraverso interviste con architetti e designer di successo e la presentazione di esempi concreti. I partecipanti saranno guidati alla scoperta degli elementi chiave del progetto di interni e di arredo, aiutati nel riconoscere quali siano le scelte progettuali più significative per i propri bisogni e i propri desideri, tutto con il valore aggiunto dell’approccio italiano al design.
Nei due corsi “Design experience. Vivere il design. Stili ed esperienze degli arredi” e “Design experience. L’arte di abitare. Interni italiani che emozionano”, il pubblico verrà introdotto al tema grazie ad alcuni progetti iconici, il cui racconto sarà utile per trattare tre aree tematiche. Ogni corso prevederà il coinvolgimento di tre docenti esperti, selezionati all’interno del network di Poli.design, e di Paola Albini che, con il ruolo di moderatrice, accompagnerà i partecipanti, introducendo i temi e dialogando con gli esperti. Inoltre è prevista la partecipazione di due dei più importanti progettisti italiani, nel corso Interni di Marco Piva mentre in quello Arredo di Michele De Lucchi.

I corsi saranno fruibili online a partire da questa settimana. Per tutte le informazioni e per iscriversi: www.mondadoriacademy.it

 

INTERNI

Rivista mensile distribuita in 50.000 copie, pubblicata a partire dal 1954 come primo periodico italiano dedicato all’interior decoration, INTERNI è oggi uno dei principali strumenti di comunicazione nel campo del design contemporaneo italiano e internazionale, uno strumento di lavoro essenziale per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di design. A partire dalla prima metà degli anni Novanta il mensile è entrato a far parte del principale gruppo editoriale italiano, AME Arnoldo Mondadori Editore, e ha sviluppato nel tempo, con la direzione di Gilda Bojardi, un sistema di pubblicazioni parallele che ha trasformato la rivista da élite media a mass-media. Nell’attività di INTERNI rientrano anche l’ideazione e il coordinamento di eventi e mostre e il celebre FuoriSalone, fenomeno urbano che anima la città di Milano nella settimana del Salone del Mobile, nato nel 1990 per iniziativa di INTERNI. Dopo l’avvio delle pubblicazioni di INTERNI in Cina (2015), sono in programma ampliamenti delle edizioni internazionali. INTERNI è partner di comunicazione del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka | La città ideale.

POLI.design è un centro per la formazione post-laurea a livello nazionale e internazionale ed è parte integrante del Sistema Design del Politecnico di Milano (1° in Italia, 3° in Europa e 6° nel mondo nella classifica QS World University Rankings 2025 per l’ambito Art & Design). Dal 1999, ha costruito e consolidato la propria offerta didattica sull’approccio project-based learning, sulla ricerca e sul sapere politecnico. Dai Master fino ai Corsi Executive e alle esperienze tailor-made rivolte alle organizzazioni, POLI.design offre percorsi cross-industry che trasferiscono il mindset progettuale necessario a guidare la trasformazione in settori differenti. Protagonista di un network italiano e globale per la formazione in ambito design, favorisce il dialogo tra mondi dell’accademia, delle istituzioni e dell’industria.

Fuorisalone 2025: “INTERNI” presenta l’attesissima Mostra-Evento “Cre-Action”

Dal 7 al 17 aprile a Milano, INTERNI porta in scena il tema della Creatività e dell’Azione, proseguendo nel proprio percorso culturale di riflessione su Architettura, Design e Arte, integrando gli aspetti più scientifici dell’Ecologia, Economia e Filosofia

40 installazioni distribuite in 6 location simbolo della cultura e dell’eccellenza della città: dall’Università degli Studi di Milano allo Strettone della Pinacoteca e Orto Botanico di Brera, dall’Audi House of Progress presso il Portrait Milano a Eataly Milano Smeraldo, fino a De Castillia 23 di Urban Up | Unipol

Dopo aver celebrato il traguardo dei suoi primi 70 anni (1954-2024), INTERNI continua a riflettere sul progetto, sui suoi più profondi significati e su come Architettura, Design e Arte siano discipline sempre più connesse e in costante dialogo con Ecologia, Economia, Botanica, Cambiamento Climatico e Filosofia.

Tutto questo è alla base di CRE-ACTION, l’attesissima Mostra-Evento di INTERNI, che animerà la prossima edizione del FuoriSalone con un programma coinvolgente e innovativo grazie alla partecipazione di designer, architetti e artisti internazionali, uniti per progettare un futuro migliore.

40 proposte creative – tra installazioni, microarchitetture, maxi oggetti e mostre – realizzate da un parterre di più di 50 progettisti di 10 nazionalità diverse in 6 luoghi iconici di Milano per 10 giorni di appuntamenti, incontri, dibattiti e non solo. Questi i numeri di INTERNI CRE-ACTION, la mostra ideata dal magazine di interiors e contemporary design del Gruppo Mondadori, diretto da Gilda Bojardi, che si terrà dal 7 al 17 aprile nei Cortili dell’Università degli Studi di Milano, all’Orto Botanico di Brera, nello Strettone della Pinacoteca e al Portrait Milano, sede di Audi House of Progress. Inoltre INTERNI, rinnovando il suo ruolo di “attivatore” di energie progettuali, affiancherà per il terzo anno consecutivo  Eataly Milano Smeraldo e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol.

“Quest’anno INTERNI propone una riflessione sul tema della Cre-Action, attraverso una grande Mostra-Evento che si manifesta come esposizione corale, diffusa in città, concepita come un laboratorio di idee, un luogo di confronto, in cui la creatività diventa sintesi tra creazione e azione”, spiega Gilda Bojardi.

Anche in questa edizione, INTERNI intende esplorare e approfondire, con un approccio interdisciplinare, la complessità del Progetto, delineandone le prospettive in una visione orientata verso un “futuro possibile”.  Durante il FuoriSalone di aprile Milano si trasforma infatti in un hub culturale e produttivo nel quale professionisti provenienti da tutto il mondo trovano la possibilità di mettere a confronto le proprie visioni e di realizzare progetti che anticipano scenari.

Co-Producer di CRE-ACTION sono Audi e Padiglione Italia Expo 2025 Osaka.

La mostra-evento di INTERNI è una delle principali iniziative che il Comune di Milano propone per la Design Week e per il FuoriSalone 2025, quest’ultimo nato nel 1990 per iniziativa di Gilda Bojardi e internazionalmente riconosciuto come l’evento di riferimento per il design e l’architettura internazionale.

La conferenza stampa all’Università degli Studi di Milano

INTERNI CRE-ACTION viene presentata ufficialmente lunedì 7 aprile alle ore 14.00 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 7).

Alla conferenza stampa, oltre ai progettisti, partecipano: Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Marina Brambilla, Rettrice dell’Università degli Studi di Milano, Antonio Porro, Amministratore delegato del Gruppo Mondadori, Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia  e Gilda Bojardi, Direttore di INTERNI.

A moderare l’incontro la giornalista Monica Maggioni.

La conferenza stampa in Brera

A inaugurare le due installazioni in Brera, una conferenza stampa, in programma lunedì 7 aprile alle ore 17.00 presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Brera (via Brera, 28), che vedrà la partecipazione di Angelo Crespi, Direttore Generale della Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio e Biblioteca Braidense, Alessia Cappello, Assessora Moda e Design Comune di Milano, Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura Comune di Milano, Martin Kater, Presidente Orto Botanico di Brera, Philippe Starck, architetto, designer e direttore artistico, Rémi Babinet, fondatore di BETC (Babinet & Co), e Marco Balich, direttore creativo.

Al Portrait Milano, in corso Venezia 11 – Audi House of Progress

Co-producer e main sponsor di INTERNI CRE-ACTION è Audi, brand automotive premium che dal 7 al 13 aprile torna con il suo hub creativo in Corso Venezia 11 nei suggestivi spazi del Portrait Milano. Confermando l’House of Progress come uno dei luoghi cardine che animeranno la settimana del design milanese, Audi presenta flexability, un progetto che accoglie l’installazione site specific Drift Us progettata da Drift per la Casa dei quattro anelli. Come sempre, l’opera nasce dalla passione dello studio olandese per i sistemi che attivano e guidano ogni cosa in natura. In questo caso l’ispirazione è il movimento creato da una folata di vento in un prato d’erba. L’opera è composta da bulbi luminosi che si attivano e producono un suono al passaggio dei visitatori, come fossero essi stessi il vento. In questo modo i progettisti invitano il pubblico a diventare parte integrante dell’ambiente che lo circonda e a sperimentare l’impatto che l’uomo esercita sulla natura. “Il vento”, spiegano Lonneke Gordijn e Ralph Nauta, fondatori di Drift, “è la forza motrice dell’evoluzione e dell’innovazione in natura. Senza movimento, non c’è progresso. Audi innova movimentando le persone e Drift condivide questa visione, creando sculture e installazioni che invitano le persone a essere la forza del cambiamento”.

Nell’ambito di flexability, Audi esprime la propria visione di flessibilità tecnologica grazie allo sviluppo di soluzioni tecnologicamente avanzate finalizzate alla sostenibilità e all’efficienza, capaci di interpretare le esigenze di mobilità in ogni contesto possibile.

Il grande pubblico del FuoriSalone può scoprire in anteprima mondiale la nuova Audi A6 Avant, basata sull’innovativa piattaforma premium termica, e la full electric Audi A6 e-tron. La prima proietta in una dimensione più dinamica, efficiente e digitale il concetto di “familiare” del brand, grazie anche a plus tecnici quali le sospensioni pneumatiche adattive, lo sterzo integrale e i proiettori LED Digital Matrix evoluti. Il secondo modello, la prima Audi Avant e Sportback a elettroni, vuole essere un punto di riferimento della categoria per autonomia – sino a oltre 750 chilometri – e potenza di ricarica. Grazie ai 270 kW in DC, consente di ripristinare sino a 310 chilometri di percorrenza in 10 minuti.

Le installazioni in Brera

Nel cuore di Brera, due installazioni apparentemente antitetiche tra loro, porranno lo spettatore di fronte all’urgenza del nostro tempo:  la guerra e la ricerca  della pace.

Metafore del presente che spingeranno a riflettere e interrogarsi sul ruolo dell’uomo nella costruzione di un futuro diverso, nuovo e migliore.

It means Peace di Marco Balich

Entrando nello Strettone della Pinacoteca di Brera si scorge It means Peace di Marco Balich. Pensata con la partecipazione di Eugenia Bruni e il supporto di Pasquale Bruni, l’opera è stata realizzata da Balich Wonder Studio con Marco Cisaria (Artistic Producer). La pace è una scelta, un cammino, personale e collettivo, che richiede coraggio, determinazione e perseveranza. Il visitatore intraprende un viaggio simbolico, attraversando una strettoia oscura, densa di suoni, voci e messaggi che evocano le difficoltà esterne. È un passaggio emotivo, personale che pone di fronte alla necessità di perseverare, nonostante il caos. Al termine si apre uno spazio di luce e armonia: un ulivo, icona universale di pace ed equilibrio, risplende di colori iridescenti, segno tangibile di una meta raggiunta. Da qui, il cammino continua con la scomposizione della bandiera della pace affidata alla trascrizione della parola “pace” in sette diverse lingue, sette come i colori della sua bandiera. Il progetto celebra la pluralità delle culture e il dialogo imprescindibile per costruire la pace nel Mondo. Ogni parola, inoltre, è accompagnata da un discorso che, nella storia contemporanea, ha segnato la fine di un conflitto. È proprio in questo punto che si inserisce una “call to action”, una sorta di rituale che richiama anche il tema di CRE-ACTION: sotto le scritte, infatti, ci sono vasche con fiori di loto galleggianti, ispirati ai gioielli di Pasquale Bruni, dove le persone sono invitate a lasciare messaggi di pace e accendere delle candele. L’installazione offre uno spazio di rispetto e armonia nel quale si colloca perfettamente la Collezione Ghirlanda di Pasquale Bruni. It means Peace è uno spunto di riflessione silenzioso, ma anche un invito ad agire, a credere nel cambiamento, a riconoscere che la pace è una responsabilità̀ che appartiene a ciascuno di noi.

War Flags di Philippe Starck with Babinet & Co

Tra realtà e distopia, War Flags è un’installazione politica immaginata da Philippe Starck with Babinet & Co che denuncia radicalmente le forze e le violenze in atto nel nuovo ordine mondiale emergente e sollecita il pubblico a prendere posizione per agire. Anticipando la prospettiva di un prossimo conflitto globale, che coinvolgerebbe non solo gli stati tradizionali ma anche nuove milizie private, Philippe Starck ha immaginato la Hate Unlimited Korporation, un’azienda che da tempo si dedica alla promozione dell’odio in tutte le sue forme e dimensioni più libere in tutto il mondo. Una scommessa che ha dato i suoi frutti: l’odio si insinua, forgia nuovi percorsi ogni secondo. Ecco perché la Hate Unlimited Korporation sta ampliando la sua missione pubblicando un catalogo di insegne, bandiere e bracciali, strumenti indispensabili affinché i nuovi guerrieri possano riconoscersi a vicenda sui campi di battaglia. Collocati lungo i viali dell’Orto Botanico, le bandiere e i bracciali rappresentano il repertorio inaugurale della Hate Unlimited Korporation che è, senza dubbio, il primo di una lunga serie di cui ci arricchiremo nel tempo, nelle notti e nelle guerre. In questa installazione politica immersiva unica, oscillante tra realtà e distopia, Philippe Starck (con Babinet & Co) denuncia radicalmente le forze e le violenze in atto nel nuovo ordine mondiale emergente e sollecita il pubblico a prendere posizione per agire.

War Flags è composta da bandiere e bracciali tratti dal catalogo inaugurale della Hate Unlimited Korporation. Dieci Night Flags aiutano a misurare il progredire della notte e ci permettono di controllare in qualsiasi momento, e con una certa precisione, il grado di oscuramento in corso. Quantificare e incoraggiare tale oscuramento è una delle missioni della Hate Unlimited Korporation. Nulla le deve sfuggire: tutto ciò in cui crediamo, tutto ciò che amiamo, tutto ciò che siamo, tutti i colori che la vita sfoggiava.

Dopo il tramonto, nuovi pensieri devono inondare le nostre menti. Le Hate Flags mirano a chiarire cosa c’è sul mercato, oltre a creare un effetto domino tracciabile. Saranno spesso più efficaci delle parole d’ordine. Naturalmente, le dieci Hate Flags esposte nel Giardino Botanico sono solo dei fondamenti; la Hate Unlimited Korporation annuncerà molto presto collezioni meglio sviluppate che rappresentano stati di odio più sofisticati.

La potente narrazione dell’anticipazione di War Flags è accentuata dal sound psicoattivo di Klaus Wiese, con il brano Déjà Vu tratto dall’album Smarkand. La produzione è stata realizzata da ABS Group.

Progettisti e installazioni:  INTERNI CRE-ACTION

La grande Mostra-Evento di INTERNI nasce con l’intento di attivare e moltiplicare connessioni e relazioni: un sistema virtuoso tra i protagonisti della creatività, imprese, reti distributive che hanno l’imprescindibile necessità di connettere persone e idee provenienti da luoghi e culture diversi. In collaborazione con aziende, multinazionali, start-up e istituzioni, sono state realizzate 40 proposte creative (installazioni, mostre, design islands, micro-architetture e macro-oggetti, tutti site-specific) per interpretare il tema di questa edizione della mostra. INTERNI ha invitato più di 50 i progettisti a esplorare come il design e l’architettura possano tradurre il presente, utilizzando materiali sia concreti che metaforici con l’obiettivo di far emergere il ruolo del progetto come mezzo di espressione dell’identità e della rappresentazione individuale. Il design in CRE-ACTION non è solo estetica o innovazione, ma un atto consapevole che cerca di decifrare il giorno d’oggi e proporre modalità alternative di abitare il mondo. Una palestra progettuale di sperimentazione, in cui discipline diverse si connettono tra loro per offrire un’esperienza in cui il visitatore non è solo osservatore, ma parte attiva di uno scenario che sfida la percezione e apre nuove prospettive sul mondo.

Università degli Studi di Milano

Negli spazi dell’Università degli Studi di Milano prenderanno vita una serie di imponenti installazioni immersive e sperimentali progettate da rinomati studi di architettura e design in collaborazione con prestigiose aziende, che, attraverso viaggi sensoriali, offrono spunti di riflessione su temi come sostenibilità, innovazione e interazione tra uomo e ambiente.

Collocata nella Hall dell’Aula Magna e realizzata dalla designer Celia Centonze per Plateam, l’installazione Kalos Il Caleidoscopio della cultura. Un’opera che non solo incanta con la sua struttura in metallo dorato, metacrilati colorati e versi poetici luminosi ma è anche un omaggio al progetto artistico Go! Pharus, è ideato per Gorizia Capitale della Cultura 2025. Il valore simbolico è amplificato dal gemellaggio tra Gorizia e Milano, un dialogo tra arte, design e storia che supera i confini geografici e mentali. Attraversando il portale, si entra in un caleidoscopio di immagini evocative proiettate su vetrate, che raccontano la ricchezza del Friuli-Venezia Giulia grazie a un’esperienza multisensoriale che enfatizza l’identità culturale e le eccellenze regionali. Al centro del caleidoscopio, una linea dorata simboleggia le antiche frontiere tra Gorizia e Nova Gorica, situata oltre il confine italiano, attraversata da un fascio di luce che celebra l’apertura culturale. Un’opera che invita a riflettere sul passato e a immaginare un futuro di armonia e crescita.

Nel suggestivo Cortile del Settecento si trova Wind Labyrinth, un’opera immersiva, progettata da Piero Lissoni per Sanlorenzo, che traduce l’essenza della navigazione in un’esperienza avvolgente, poetica e contemplativa. Un labirinto di vele sospese, metafora del mare infinito e dell’interazione tra vento e movimento, crea un’atmosfera onirica in cui luci e ombre danzano. Un viaggio emozionale che esprime il rapporto tra uomo, natura e tecnologia, attraverso un linguaggio estetico e progettuale sempre più orientato alla sostenibilità.

Si prosegue nel Cortile della Farmacia con The Amazing Plaza, ideata dallo studio internazionale MAD per Amazon, che reinterpreta in chiave contemporanea la piazza italiana, storico cuore pulsante della vita sociale e commerciale. Come nelle piazze tradizionali, dove un monumento centrale ricco di meraviglie da scoprire diventa il fulcro della vita comunitaria, l’installazione si sviluppa attorno a un padiglione centrale specchiato che racchiude elementi di straordinario valore, creando un dialogo armonioso tra forme architettoniche classiche e tecnologia all’avanguardia. Gli spazi sono arricchiti da un paesaggio sonoro a cura del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e del Laboratorio di Informatica Musicale dell’Università degli Studi di Milano. Caratteristica distintiva è la spettacolare copertura realizzata con strisce di ETFE colorate, che amplificano la luce e l’intera esperienza.

Il Cortile d’Onore ospita oltre 20 installazioni che declinano in maniera altrettanto straordinaria il tema della CRE-ACTION.

The Gift, nasce dalla collaborazione tra il designer e artista Chen Yaoguang / Light Mix e KUKA HOME, produttore cinese di arredi distribuiti in tutto il mondo. Un prato fiorito di 250 metri quadrati, al centro del Cortile d’Onore, diventa il fulcro di un’esperienza immersiva in cui la natura stessa è protagonista. Oltre 1.400 piantine di fiori di colza, ginestra, forsizia e ligustro texano compongono un paesaggio effimero, destinato a trasformarsi nel tempo, simbolo del legame tra l’uomo e l’ambiente. L’installazione assume la forma di un cerchio, un simbolo potente nella cultura cinese che rappresenta l’infinità dei cicli della vita e della connessione tra passato e futuro. Il design dell’opera si propone come ponte tra le culture, fondendo elementi orientali e occidentali in un dialogo armonico. Il progetto è arricchito di un’illuminazione poetica: la parola “dono” compare luminosa lungo tutta la struttura circolare, scritta in latino, italiano e caratteri cinesi antichi, enfatizzando il messaggio di inclusione e condivisione. Il rimando alla ‘mooncake’, il dolce tradizionale cinese associato a gratitudine e convivialità, rafforza ulteriormente il concetto di dono e connessione umana. Anche qui ricorre uno degli elementi centrali del tema di Cre-Action: lo specchio, inteso come mezzo capace di trasformarsi, nell’immagine riflessa, in un luogo di interrogazione sull’identità, sulla differenza e sull’illusione. La struttura in acciaio inox lucidato, riflette di fatto l’architettura storica del Cortile, creando un effetto di fusione tra spazio naturale e costruito. L’intero progetto è pensato per avere zero emissioni di carbonio: la pavimentazione è realizzata con materiali riciclati e l’illuminazione è alimentata da pannelli solari. Al termine della mostra, i fiori saranno donati, mentre tutti gli altri componenti dell’installazione verranno riutilizzati, assicurando un ciclo di vita sostenibile e responsabile.

L’opera di Alvisi Kirimoto per CoreplaTAM TAM. Tempio, Azione, Movimento – reinterpreta il tempio classico come organismo vivo e in continua evoluzione, permettendo alle persone di interagire e ridefinire lo spazio in tempo reale. L’installazione richiama i principi classici di firmitas, utilitas e venustas, combinandoli con i concetti di flessibilità e partecipazione, trasformando le colonne, tradizionalmente simbolo di stabilità, in una metafora della mutevolezza delle relazioni umane. In linea con una visione progettuale attenta al ciclo di vita dei materiali, TAM TAM è realizzata in plastica riciclata grazie alla collaborazione con Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica), garantendo al progetto una seconda vita.

“Una catasta non è una costruzione con una funzione specifica, ma vale per quello che evoca. Accatastare legna è un’arte, bisogna scegliere pezzi omogenei per forma e dimensione, e poi comporli meticolosamente. Altrimenti il risultato è instabile e pericoloso e la sua presenza caotica e disturbante nel tessuto del paesaggio. Questo ci ricorda il valore di essere progettisti”, racconta Michele De Lucchi. Realizzata da Rubner Haus, la Catasta che AMDL CIRCLE porta nel Cortile della Ca’ Granda  una casetta con un grande tetto spiovente che ricorda quello di un tempio antico. Una struttura di assi di legno (di abete) sovrapposte, in un senso e nell’altro, e assemblate a secco, costruisce una composizione ordinata, scandita da rapporti di distanza e di vuoto, che è permeabile alla luce e alla vista. Un  foro nella copertura della catasta consente alla luce zenitale di fendere lo spazio interno, simboleggiando, con un cono ottico, una metaforica luce divina che tutto crea. Un nido di uccellini abita il vuoto interno: il loro cinguettio ispira sensazioni di intimità lievi e poetiche.

Il progetto A Beat of Water di BIG- Bjarke Ingels Group per Roca Connect sottolinea la preziosità dell’acqua e la necessità di un consumo responsabile. La tecnologia intelligente di Roca Connect rivoluziona la gestione dell’acqua negli ambienti pubblici e privati con l’ausilio di informazioni istantanee. L’installazione, sviluppata con 300 metri di tubi in acciaio zincato e 56 valvole, svela il funzionamento delle reti idriche, che solitamente sono nascoste nel sottosuolo. Un circuito chiuso permette di ricircolare 1.000 litri d’acqua ogni 20 minuti, simulando il viaggio dell’acqua senza sprechi. L’opera si sviluppa su due aree distinte dove i visitatori possono entrare in contatto con il sistema, comprendendo l’importanza di un utilizzo consapevole della risorsa idrica. Panche, sgabelli e tavoli arricchiscono lo spazio, favorendo momenti di incontro e riflessione sulla sostenibilità e sull’innovazione tecnologica.

Simone Micheli propone un’esperienza virtuale nell’ambito del progetto Be Up –  where architecture meets infinity – Luxury mountain resort in Valbona, Albania che si estende in un’area di 12 ettari. Il volume monolitico e curvilineo che caratterizza l’opera funge da portale per un viaggio sensoriale, dove il dialogo tra culture diverse si traduce in un’espressione architettonica tridimensionale. Be Up riflette la filosofia progettuale di Micheli, fatta di semplicità, unicità espressiva e coerenza, stimolando la percezione dello spazio e delle sue infinite possibilità di trasformazione.

One Works per Atlas Concorde e Mapei porta in scena una considerazione sulla continua evoluzione della natura e sulla necessità per l’uomo di adattarsi al cambiamento. MAGMA. Alle origini della creatività prende ispirazione dalla tettonica a placche e dal flusso del magma, concetti che vengono tradotti in una sperimentazione spaziale immersiva. Le pareti verticali, decorate con una vivace pittura rossa di Mapei e rivestite con superfici ceramiche Atlas Concorde, emergono dal suolo come fenditure tettoniche, creando un percorso frammentato che simboleggia la precarietà e la forza della natura. Attraversando questo spazio, si è invitati a riflettere sul proprio ruolo nel ciclo della creazione e del cambiamento.

Oasis of Happiness di Pangea per Fidenza Village, parte di The Bicester Collection, è concepita come un luogo di transizione tra realtà fisica ed emozionale, che favorisce una proiezione positiva, “un luogo da sogno”. Porte simboliche in tessuto permettono di varcare soglie che separano spazi diversi, mentre la danza del tessuto al vento e le decorazioni ricamate e dipinte creano un’atmosfera magica. Tre totem modulari, composti da elementi impilabili che possono essere riassemblati come sedute, permettono al pubblico di ricreare lo spazio a proprio piacimento. La tecnica del patchwork, il ricamo e la pittura rafforzano il valore artigianale dell’opera, trasformandola in un’ode alla creatività e alla gioia della condivisione.

Un tempo l’Età dell’Oro evocava prosperità e bellezza. Oggi, il futuro si costruisce con materiali sostenibili, capaci di modificarsi e durare nel tempo. È questo il concept alla base di BEYOND the GOLDEN AGE?, l’installazione realizzata dallo Studio Marco Piva per Saint-Gobain. Un’architettura che invita a esplorare le possibilità dei materiali innovativi. Le superfici dinamiche in acciaio, gesso e corten, evocano memoria e trasformazione mentre l’ambiente luminoso è reso silenzioso grazie a soluzioni fonoassorbenti, pronto per essere riempito di significato. Uno specchio, un ledwall e fasci di luce si fondono in una superficie pulsante, simboleggiano il ciclo continuo di costruzione e dissoluzione dell’architettura. L’intera struttura è stata infatti concepita per essere smontata e rimontata più volte, anche rimodulando gli spazi, grazie al supporto delle tecnologie.

Con Echoes di Francesco Librizzi per Dàmeda, si rievoca il legame tra architettura e natura, riproponendo il concetto ancestrale del padiglione nel giardino. Ispirandosi alla poetica spirituale di Emilio Ambasz, al segreto dei giardini di Francesco Venezia, al potere metaforico di Sottsass e al simbolismo di Henri Rousseau, l’installazione, alta 12 metri, replica la geometria del portico del Cortile d’Onore, dando vita a un’opera leggera ed eterea, dove gli archi metallici e le linee luminose amplificano l’interazione tra architettura e paesaggio. Nel cuore del giardino, il padiglione accoglie il divano disegnato da Francesco Librizzi e Arian Brajkovic per Dameda che, con le sue forme sinuose, rappresenta il risveglio dei sensi nell’abbraccio della natura.

Wu Bin di W.DESIGN per Empire realizza un’opera minimalista intitolata Drifting Yǎo, pensata per favorire il dialogo tra luce, ombra, suono, e strutturata in due parti: un tunnel in legno scuro, in cui la luce filtra attraverso aperture del soffitto e dei prismi, e un’area di seduta dalla forma semicircolare dedicata alla meditazione. Uno spazio per riconnettere le persone alla delicata bellezza della natura e incoraggiare la riflessione sul rapporto con il mondo.

Aevum, dal latino “eternità”, esplora il legame tra materia, tempo e innovazione attraverso la celebrazione della bellezza senza tempo del marmo e l’integrazione delle nuove tecnologie nella lavorazione della pietra di Zaha Hadid Architects. L’installazione si pone in dialogo visivo con il colonnato storico dell’Università degli Studi di Milano, reinterpretando i tre archi, di altezze diverse, in chiave futuristica per creare un effetto dinamico e fluido. L’arco più basso è scolpito in marmo Bianco Merano Gold delle Alpi, prodotto da A.A.T.C. and Co., mentre gli altri due sono stampati in 3D utilizzando una miscela di cemento innovativa sviluppata da Sika e Vertico. L’illuminazione, progettata da Griven, esalta le forme scultoree dell’opera, creando un gioco di luci e ombre che amplifica il senso di movimento e profondità. Il progetto è stato sviluppato con il supporto dello studio di ingegneria Eckersley O’Callaghan, che rafforza il concetto di Aevum come un’architettura che trascende il tempo, proiettandosi in un futuro in cui innovazione e tradizione convivono armoniosamente.

Cashew Rain e Tetras sono le due installazioni che si trovano rispettivamente nei Loggiati Ovest ed Est dell’Università degli Studi di Milano. La prima, Cashew Rain, a cura di Bruno Simoes per ApexBrasil,  ruota attorno al fenomeno naturale brasiliano del “chuva do caju” (pioggia di anacardi), quando le piogge scarse, durante la stagione secca, precedono la fioritura degli alberi di anacardi, indicano un buon raccolto a venire. Il significato di trasformazione e speranza che la mostra propone, è quello che nel design si riflette in un atteggiamento vigoroso verso le sfide del presente, capace di risolvere e incantare. Anche quest’anno il gusto brasiliano, dal Nord al Sud del Paese, si presenta con una rassegna di prodotti e prototipi per valorizzare la memoria e la conoscenza come un’inaspettata pioggia di ispirazione. Nel Loggiato Est invece, l’installazione progettata da SOM (Skidmore, Owings & Merrill) e Artemide, intitolata Tetras, viene immaginata come una costellazione di luci che potrebbe continuare oltre l’Università. Un raffinato apparecchio di illuminazione in una forma semplice cruciforme concepisce la luce come un elemento architettonico, un modulo ideale per fornire una luminosità ottimizzata in una varietà di ambienti. Una sintesi ideale tra l’approccio contemporaneo a un’ingegneria sostenibile e il carattere industriale.

Nel Portale della Hall dell’Aula Magna, Annabel Karim Kassar Architects per Annaka presenta Portico. L’installazione frammentata e multidimensionale, composta da pannelli di legno, è animata da figure danzanti dipinte dall’artista franco-libanese stessa. Una rilettura in chiave contemporanea del concetto di soglia, come elemento architettonico che funge da confine, connessione e protezione, oltre che una riflessione sul potere simbolico della porta come transizione tra mondi. Situata nella galleria occidentale del Cortile d’Onore, l’opera reinterpreta il Portale della Hall dell’Aula Magna con un nuovo, monumentale portico sfaccettato. Attraversando il Portico, si passa dal mondo dell’azione entrando metaforicamente nella creazione.

In occasione dell’uscita dei nuovi episodi di Grey’s Anatomy, DISNEY+ porta alla mostra-evento di INTERNI You’re My Person. Antonio Mastrorilli, fondatore di Gibillero Design, trasforma la panchina – elemento simbolico ricorrente nella serie – in una scultura eterea, emozionale, quasi sospesa nello spazio. Arricchito da una scritta che si illumina quando due persone vi si siedono, il progetto intende esplorare il tema dei rapporti interpersonali.

Tra le installazioni che indagano il rapporto tra naturale e artificiale, si inserisce l’opera Extraceleste, il robot-Angelus portatore di un messaggio d’amore, progettato da Marco Nereo Rotelli con Elital e Riccardo Valentini per Ever In Art®. Grazie alla collaborazione con Luca Andrea Marazzini, la scultura robotica dona poesie generate dall’AI: simbolici “fiori poetici” di vetro, realizzati da Gala Rotelli.

Claudio Larcher e Astroterra Collective per NABA, Nuova Accademia di Belle Arti con ASU –  The Design School at Arizona State University hanno ideato Design for the Moon. Attraverso un dialogo evocativo tra oggetti speculativi e futuri habitat sostenibili per la Luna, si invitano i visitatori a riflettere sull’adattabilità del design in contesti extraterrestri esplorando il confine tra realtà e immaginazione.

Nel Sottoportico del Cortile d’Onore si trovano altrettante opere che esplorano e ridefiniscono il rapporto tra uomo e ambiente, tra naturale e artificiale, tra passato e futuro attraverso un’architettura simbolica. In questo contesto, torna l’elemento dello specchio come strumento principale di espressione e sperimentazione per artisti e architetti, che lo utilizzano per trasformare lo spazio espositivo e generare nuove dimensioni percettive. Riflessi Sul Mare di Christian Grande per Besenzoni è un’opera che si articola in piattaforme specchiate che emergono da un mare simbolico. Ognuna di queste rappresenta l’elemento iconico dell’universo Besenzoni. I giochi di luce e riflessi richiamano il movimento delle onde. Un progetto capace di fondere arte e industria, riaffermando la filosofia dell’azienda nel promuovere un’innovazione rispettosa dell’ambiente marino.

Anche nelle lounge People di Dainelli Studio, realizzate da BI.CI. Progetti e Arredamento, lo specchio diventa il mezzo ideale per esplorare il rapporto tra architettura, arte e filosofia. Posti specularmente ai lati del Cortile d’Onore, due grandi volumi si riflettono in infinite versioni e visioni: tra di loro, con le persone e con lo spazio circostante. L’obiettivo del progetto è fondere le molteplici realtà individuali in un sistema collettivo.

Il tema del riflesso trova declinazione anche nella Press Room di INTERNI curata da Dainelli Studio (Leonardo e Marzia Dainelli) e realizzata grazie al contributo di Status Contract e Gruppo Bonomi Pattini. Articolata nelle due stanze che si affacciano sul Cortile d’Onore, Ri-Flettere si sviluppa attorno a tre elementi chiave: colore, acciaio e portali, rappresentando uno stimolo a interrogarsi sulla propria percezione dello spazio e di sé stesso. Stessi elementi, combinati in modi diversi, possono generare nuove visioni dello spazio e della presenza dell’uomo al suo interno.

Si prosegue il percorso della mostra con l’opera Layers di Silvio De Ponte per Espositiva Srl, Idealverde Srl, Living Surfaces – Claudio Ubertini. Un paesaggio naturale sospeso, ribaltato di 180 gradi, dove design e architettura sfruttano i sensi per la costruzione di un ambiente intimo e sospeso attraverso la manipolazione di luce, materia, percezione ed emozione.

Re-Flections, a cura della stilista italiana Ludovica Diligu per Labo.Art, è un’installazione che dissolve i confini tra moda, design, arte e percezione, invitando a una profonda riflessione sul nostro rapporto con l’immagine, sulla consapevolezza di sé e sull’evoluzione del proprio stile.

Genesi è l’opera che il Corso Triennale in Design e Architettura degli Interni per Accademia IUAD porta in scena per questa edizione. Grazie al supporto dell’architetto Salvatore Colasanto e all’azienda Ceramica Solimene l’installazione racconta un viaggio tra passato e futuro, interrogandosi sul ruolo dell’artigianato nel rispondere alle sfide ecologiche e sulla capacità della bellezza di generare sostenibilità.

LaFranca a cura di Simona Ottieri per Fondazione per l’Infanzia Ronald per McDonald Italia esibisce una poltrona imbottita, realizzata da Dàmeda, pensata per essere un locus amoenus dove rifugiarsi dalla frenesia del quotidiano e liberarsi dallo stress emotivo.

Un’altra seduta poco distante, realizzata da Marco Merendi e Diego Vencato per Gypsum, accoglie metaforicamente tutti i viaggiatori del nostro tempo. La poltrona del Viaggiatore è il racconto di una realtà produttiva italiana che si apre al mondo e si arricchisce grazie al dialogo con altre culture.

Shards of Infinity a cura di Danilo Ramazzotti per NovaBell risponde al tema della mostra con un’idea ispirata alla poetica del territorio. Tre monoliti, che riecheggiano 2001: Odissea nello Spazio, emergono dal terreno con molteplici sfaccettature. Un viaggio attraverso i materiali e delle terre capace di coniugare le potenzialità creative, stilistiche e di design dell’artigianato alla produzione industriale.

Viruta Lab per Tile of Spain presenta The Light In The Darkness: la rappresentazione della rinascita dopo la catastrofe ambientale di Valencia, che si concretizza metaforicamente in una luce che illumina l’oscurità.

I Feel Cool, realizzata da Pablo Dorigo, Genny Canton Studio e ABS Group per MCZ Group è un’esperienza sensoriale che ridefinisce il concetto di comfort climatico, giocando sul contrasto tra caldo e freddo, luce e materia, tecnologia e natura. Il corpo portante dell’installazione è realizzato con il sistema beMatrix® e la struttura è in alluminio riciclato e riciclabile, smontabile e riallestibile. Un invito per il futuro nel ripensare il concetto di casa e di benessere, tra innovazione, estetica e sostenibilità.

A questa visione, risponde anche l’opera Horizon Awakening di Beko Design Studio (Beko Europe) per Whirlpool che rivela come gli elettrodomestici di nuova generazione possano offrire soluzioni concrete per uno stile di vita sempre più sostenibile. Una promessa per un futuro in cui estetica e sostenibilità coesistono in piena armonia, e un invito alla collettività di muoversi in direzione di un futuro più responsabile.

Il tavolo Plume Zero-G, nato dalla collaborazione tra Quarella e Bizzotto Italia e prodotto da Danese Milano, interpreta invece un’idea astratta e simbolica della progettualità: l’assenza di gravità. Il concetto di Zero-G, come lo stato sperimentato dagli astronauti nello spazio, diventa metafora di equilibrio tra leggerezza e forza, tra materia e sospensione visiva. L’opera disegnata, da KKAA – Kengo Kuma and Associates, è composta da piccoli elementi a incastro in agglomerati di marmo e quarzo Quarella recuperati da scarti dell’industria lapidea.

Parte di un progetto più ampio, quello del Museo di Storia Innaturale a cui Dario Ghibaudo lavora dal 1990, si inscrive Il grande pesce bianco, realizzato dall’artista stesso per Galleria De Ambrogi. La scultura marina, in plastica riciclata, utilizza l’ironia per analizzare la società, le sue contraddizioni e i suoi disagi.

Un gomitolo rosso di luce pulsante, attraversato da due ferri da calza intersecati tra loro, è il simbolo del lavoro e, quindi, della creazione. WORK di Federica Marangoni, artista e designer veneziana di fama internazionale (rappresentata dalla galleria C|E Contemporary di Milano), unisce le tensioni della condizione umana e delle azioni per migliorarla, attraverso una potente metafora. La luce, sempre libera, accende i pensieri e interroga su quali strumenti uomini e donne possano ancora avere, oggi, per migliorare la loro condizione nel mondo. La risposta è il lavoro: uno strumento creativo, intelligente e consapevole. Il neon dà forza ai fili rossi, li rende potenti e attuali. Lavoro e creazione si fondono, trasformandosi in creatività grazie all’arte.

Diseño Argentino è invece una piattaforma audiovisiva che intende rappresentare l’ecosistema del design argentino, enfatizzando l’importanza della cultura del progetto all’interno della cultura nazionale. Creata grazie alla partnership tra enti privati e istituzioni governative, l’opera riunisce i progettisti che partecipano al Salone Satellite e al FuoriSalone: Bilu, I Wish, Konqrit, Mínimo Iluminación, Magdalena Jenik, FIUMINE, Cindy Lilen Studio, BLAU, Aldana Lorenzo e DArA perception dell’architetto Julio Oropel. A incorniciare lo schermo è l’installazione site-specific di IOUS Studio, fondato da Sol Sanchez Cimarelli e Agustín Ros: realizzata con la collaborazione tecnica di Nagami, indaga la relazione tra territorio, percezione e trasformazione. Il progetto si ispira alle dicotomie del paesaggio argentino e si basa su un gioco di riflessi in cui realtà e illusione convergono in una sequenza dinamica.

Presso il Portale Nord dell’Università degli Studi di Milano è esposta In-Between Worlds di David Lopez Quincoces e Francesco Meda per HD Surface, che attraverso l’intreccio di materia e colore crea un dialogo con l’architettura esistente, trasformando il luogo in un varco simbolico che conduce a un’esperienza sensoriale in divenire. Salendo i gradini, lo spazio di passaggio diventa un’esperienza cromatica, con il gradiente che si modifica in base alla luce. Protagonista assoluta dell’installazione è la collezione di Argille di HD Surface, un rivestimento completamente naturale capace di dare forma a una transizione di colori delicata e immersiva, in cui la superficie prende vita.

Eataly Milano Smeraldo e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol

Per il terzo anno consecutivo Eataly Milano Smeraldo (piazza XXV Aprile, 10) e De Castillia 23 di Urban Up | Unipol (via De Castillia, 23) entrano nel circuito della Mostra-Evento di INTERNI.

Eataly Smeraldo accoglie l’opera intitolata Giardino delle Meraviglie e progettata da Elena Salmistraro. L’artista interpreta il tema della mostra attraverso la metafora progettuale della creatività intesa come processo autentico, irregolare, ricco di stimoli, deviazioni e suggestioni. Un’esperienza che avvolge il visitatore, proiettandolo in un universo vibrante, fatto di colori, di natura e vivace energia. Questo viaggio simbolico prende forma in un viale fantastico che si snoda all’interno di Eataly. Un sentiero segnato da un percorso cromatico scandito dalla presenza di piante ed elementi naturali, si articola dall’ingresso fino al primo piano, culminando in un’esplosione di forme e colori. Da qui, il cammino prosegue fino al secondo piano, dove l’esperienza termina nell’area ristoro, metafora della concretizzazione, prima di ritornare all’uscita, e quindi riaccompagnare lo spettatore alla realtà. A suggerire e ampliare questa narrazione, il grande disegno sulla facciata, un vero e proprio invito a intraprendere il cammino della fantasia. Una soglia simbolica che introduce al cuore del progetto, dove l’immaginazione si espande, si contamina e si trasforma. L’opera, che rimarrà visibile fino al 3 maggio, si propone come un viaggio nella creatività, un’esplorazione che supera il limite tra pensiero e realtà, tra sogno e costruzione, capace di rendere tangibile l’invisibile.

 

Presso l’Urban Up | Unipol, Felice Limosani realizza The Earth is Life, Our Future is Hope. L’installazione trasforma la facciata del Palazzo di via De Castilla 23 in un’esperienza simbolica che va oltre la decorazione urbana, dove linguaggio e luce si fondono. L’opera si basa su un gioco linguistico: attraverso l’accensione ritmica delle parole, il messaggio si scompone e ricompone nelle parole “The Earth is our future” e “Hope is life”. Questa dimensione performativa invita lo spettatore a esplorare le molteplici letture possibili, stimolando connessioni intellettuali ed emotive. La frase, ideata da Limosani, diventa il manifesto di una condizione globale in bilico tra crisi climatica e rinnovata consapevolezza ecologica.

Il sistema INTERNI

Il sistema integrato di comunicazione di INTERNI ribadisce il suo ruolo di principale fonte di informazione per il mondo del progetto. Due pubblicazioni cartacee (INTERNI e la Guida FuoriSalone), un grande evento (INTERNI CRE-ACTION), due digitali (INTERNI King Size e la Guida FuoriSalone), INTERNI online (sito web e social), con approfondimenti e filmati che verranno veicolati attraverso un sistema di newsletter – forniscono tutti gli strumenti che consentono di essere aggiornati in tempo reale sulle tendenze, le novità e le anticipazioni sul design.

 

Giunta alla sua 35esima edizione, la Guida FuoriSalone è il vademecum necessario per tutti coloro che vogliono conoscere e orientarsi nel panorama sempre più ricco di appuntamenti della Design Week milanese, grazie alla lettura ragionata di 350 eventi che coinvolgono aziende, designer e architetti che partecipano al FuoriSalone, organizzati sia day by day sia in ordine alfabetico. La guida, che verrà distribuita gratuitamente con il numero di INTERNI in edicola ad aprile a Milano e presso tutti gli showroom, le istituzioni, i musei e, in generale, le location che partecipano al FuoriSalone 2025 (oltre che alla fiera stessa), sarà consultabile online (fruibile anche su tablet e smartphone), con mappa interattiva.

La forza del brand è ben visibile anche sul territorio: per CRE-ACTION è prevista infatti un’importante campagna di street advertising che comprende la personalizzazione di 10 punti vendita Hudson nell’aeroporto di Malpensa (T1) e 4 in quello di Linate, oltre a un punto vendita nella Stazione Centrale di Milano; 150 schermi digitali in edicole della città, tra le quali, 50 di esse sono state selezionate e personalizzate per garantire una visibilità nel centro e nei luoghi di passaggio principali della città; allestimento delle vetrina del Mondadori Multicenter in piazza Duomo con relativo circuito di Ledwall; 20 impianti FSU Digital (del circuito Clear Channel) selezionati in Milano centro; 20 impianti di pensiline digitali e 15 striscioni stradali selezionati in Milano centro; 10 maxi retro media Shuttle/bus; 57 schermi Digitali in Stazione Centrale; 1 Ledwall presente in via Larga/Largo Augusto; 81 schermi del circuito Subway Vision presente in M1, M2, M3, M5 tra Duomo, Garibaldi, Isola, Loreto, San Babila, Zara; 16 stazioni nel circuito Digimupi M4; DOHH in Gae Aulenti Domination tra Vele, Capelli, Castiglioni A/B, Viganò e Avar Aalto.

Inoltre, in occasione del Salone del Mobile e del FuoriSalone 2025, INTERNI presenta un’altra novità: Design Experience, una nuova offerta formativa nata dalla collaborazione con Poli.design e dedicata non solo ai professionisti del settore ma anche a tutti gli appassionati di design. Si tratta di un percorso che connette sapere accademico e applicazione pratica, attraverso incontri e interviste con architetti e designer di fama internazionale, tra cui Marco Piva e Michele De Lucchi. Durante i corsi, i partecipanti saranno guidati alla scoperta degli elementi chiave del progetto di interni e di arredo, per riconoscere le scelte progettuali più significative che rispondono ai propri bisogni e desideri, con il valore aggiunto dell’approccio italiano al design (www.mondadoriacademy.it).

Per tutte le informazioni www.internimagazine.it

 

Da domani è online il nuovo sito di Interni

Il restyling di Internimagazine.it porta sul web l’identità visiva del giornale: grafica rinnovata per una lettura più elegante e contemporanea, più contenuti, nuove pagine e sezioni

Da domani è online il nuovo sito InterniMagazine.it per offrire agli utenti un’esperienza digitale ancora più immersiva, capace di esaltare e valorizzare ulteriormente i contenuti, la storia e la visione editoriale del magazine di interior e contemporary design diretto da Gilda Bojardi.

La grafica del sito è in linea con il restyling della rivista cartacea, rinnovata a maggio dagli art director Tomotomo,  portando anche sul web l’identità visiva del giornale.

Nuovo il carattere tipografico che renderà la lettura più contemporanea, elegante e chiara, mentre le copertine degli speciali in evidenza sulla homepage avranno un color coding dedicato, per una navigazione più intuitiva e immediata.

Un’altra novità significativa del sito è la creazione della sezione Autori, dove i lettori potranno seguire il lavoro delle loro firme preferite, accedendo facilmente agli articoli e agli approfondimenti scritti da ciascun giornalista.

Sul fronte dei contenuti, il sito si conferma un punto di riferimento per il mondo del progetto, con rubriche che si arricchiscono di spunti e collaborazioni nazionali e internazionali. Il Design Journal raccoglierà ogni settimana analisi e prospettive e continuerà ad essere un’area di approfondimento su temi di attualità analizzati con una chiave di lettura progettuale. Si rinnova la sezione Viaggi grazie alla collaborazione con Sabrina Tosato, autrice del blog The Tomato Soup, che porterà una narrazione più personale e ispirazionale al racconto delle destinazioni legate al design. Attraverso la sezione Opinioni, il sito si aprirà anche allo scambio di idee con i designer che desiderano contribuire al dibattito sulla cultura del progetto.

Il calendario degli speciali editoriali online del 2025 è già ricco di appuntamenti imperdibili: dal FuoriSalone alla Biennale di Architettura, dalla grande mostra-evento INTERNI CRE-ACTION a Expo 2025 Osaka. Accanto a questi, ci saranno i consueti focus tematici – Outdoor, Illuminazione, Sostenibilità, Ufficio e Yachting – che esploreranno i trend e le innovazioni in settori chiave del progetto. E non mancheranno i format digitali abbinati a speciali distribuiti con la rivista: la Guida Index e la Guida FuoriSalone, INTERNI KING SIZE, e gli Annual Cucina, Bagno e Contract.

Interni: il 2025 si apre con il numero internazionale “Italy – Japan”

Un dialogo culturale e progettuale tra i due paesi

Presentazione in anteprima a Parigi il 17 gennaio al MAD Musée des Arts Décoratifs, con l'imprimatur ufficiale il 13 aprile al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, nel giorno di apertura dell’Esposizione Universale

INTERNI inizia il 2025 con il numero internazionale Italy-Japan interamente dedicato al Giappone e alle relazioni reciproche tra la cultura giapponese e quella italiana.

Questa edizione straordinaria sarà presentata in anteprima a Parigi il 17 gennaio al MAD – Musée des Arts Décoratifs e avrà l’imprimatur ufficiale il 13 aprile al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, nel giorno di apertura dell’Esposizione Universale, offrendo una guida d’eccezione per tutti gli ospiti del Padiglione.

“L’inaugurazione di Expo 2025 Osaka e del Padiglione Italia, progetto di MCA – Mario Cucinella Architects in collaborazione con il Commissario Generale, l’Ambasciatore Mario Vattani, e con INTERNI media partner, è alle porte. È da qui che è nata l’ispirazione per la nostra monografia”, dichiara Gilda Bojardi, direttore di INTERNI. “Nelle pagine del magazine raccontiamo contenuti, protagonisti e finalità del progetto realizzato per la grande Esposizione Universale in Giappone, un paese geograficamente lontano dal nostro ma che condivide con l’Italia un patrimonio culturale di inestimabile valore, espresso attraverso l’architettura, il design, l’arte, la musica, la letteratura e il cinema”.

Il magazine

Il tema del numero è affrontato da vari punti di vista, a partire da quello di Gianluigi Benedetti, Ambasciatore d’Italia a Tokyo, che spiega quale sia oggi il ruolo del Giappone, in un’Asia che cambia, e cosa può rappresentare l’Esposizione Universale per il Sol Levante. Il racconto del Padiglione Italia è introdotto dal Commissario Generale Mario Vattani con la sua lettura della città giapponese come fonte di ispirazione per la Città Ideale e prosegue con l’architetto Mario Cucinella a cui viene invece affidato il compito di illustrare il concept architettonico del progetto e del percorso espositivo pensato per mostrare ai visitatori il meglio dell’Italia: le eccellenze dell’arte contemporanea, così come l’intelligenza artigiana diffusa che ha reso celebre il saper fare italiano a livello globale. Uno spazio a sé è riservato agli Ambassador giapponesi presenti all’interno del Padiglione Italia – come Junko Koshino, Ken Okuyama, Tomomi Nishimoto, Toshiyuki Kita, Susumu Shingu – che testimoniano un rapporto di fertile e duratura collaborazione con il Bel Paese. Infine, un testo di Mons. Rino Fisichella evidenzia il senso della presenza, per la prima volta, della Santa Sede all’interno del Padiglione Italia: se l’arte rigenera la vita, la bellezza porta infatti speranza.

Sulle pagine del magazine non manca poi un approfondimento sul ‘giapponismo’, inteso come influenza culturale ed estetica che il Sol Levante ha esercitato sui Maestri del progetto italiano. I protagonisti dell’architettura e del design giapponese sottolineano invece perché l’Italia e le aziende italiane rappresentano un riferimento imprescindibile nel loro percorso professionale. Kengo Kuma, che nel nostro Paese ha firmato architetture di pregio e rilevanti installazioni in varie edizioni del FuoriSalone di INTERNI, narra cosa lo lega all’Italia, mentre Oki Sato, fondatore dello studio Nendo e oggi uno dei più noti designer a livello internazionale, ha realizzato un disegno esclusivo per la copertina di questo numero del magazine che rappresenta una storia di attrazioni e scambi culturali da cui sono nati oggetti-icona del design contemporaneo.

INTERNI Italy-Japan (gennaio-febbraio) ha in allegato la Guida Design Index 2025 (disponibile in versione cartacea e digitale) con oltre 8.000 indirizzi del mondo del design: chi produce e cosa produce, dove si acquista e cosa si acquista, chi disegna, chi fotografa, chi pubblicizza, chi pubblica, chi insegna, chi organizza e chi espone. Sarà scaricabile in formato digitale anche l’elenco completo degli showroom e dei punti vendita delle aziende presenti nella Guida con il proprio marchio.

Il magazine, in edicola e su app da oggi, mercoledì 15 gennaio, è completamente in lingua inglese, con traduzione in italiano alla fine del giornale.

La distribuzione di questa edizione straordinaria è prevista a Parigi presso hotel, ArtGallery, design e fashion boutique, in tutti i più importanti showroom e studi di architettura, nell’area hospitality di Maison&Objet, nelle principali edicole del centro città e con promozioni in aeroporti e stazioni ferroviarie.

L’evento a Parigi

Il profondo e duraturo legame che unisce Italia e Giappone, due Paesi che si influenzano da oltre un secolo, sarà celebrato il 17 gennaio 2025 alle ore 18 al Musée des Arts Décoratifs di Parigi, nello storico Salon des Boiseries. L’occasione sarà proprio la presentazione del numero internazionale INTERNI Italy-Japan, dedicato al rapporto tra i due Paesi e a Expo Osaka 2025.

A guidare l’evento, dopo i saluti di Christine Macel, Artistic and scientific advisor to the President, General curator of heritage Musée des Arts décoratifs, saranno Gilda Bojardi, direttore di INTERNI, che aprirà la serata, e Mario Cucinella, ambasciatore del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka, che animerà la discussione.

All’incontro parteciperanno anche Setsu e Shinobu Ito, designer giapponesi che incarnano la fusione tra le tradizioni estetiche del Sol Levante e la creatività italiana. La presentazione metterà in luce i punti in comune e le differenze tra i due Paesi, trattando argomenti  interdisciplinari, con un focus particolare sulle reciproche contaminazioni. La ricerca della bellezza è infatti un’aspirazione condivisa che anima il dialogo tra Italia e Giappone fin dai primi del Novecento, quando l’architettura tradizionale giapponese ispirò il razionalismo europeo. Questo legame, rinnovato oggi nel design contemporaneo – con l’Italia che accoglie stilisti e designer giapponesi con entusiasmo – si riflette anche nella passione nipponica per il bel canto e la lirica italiana.

L’appuntamento offrirà inoltre l’opportunità di analizzare la visione e le implicazioni culturali e architettoniche del progetto del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka, concept sviluppato da MCA – Mario Cucinella Architects, La Città Ideale, che rappresenta un simbolo di sostenibilità e innovazione, ispirandosi ai valori della bellezza e dell’armonia che accomunano i due Paesi.

A chiusura della serata, un ricevimento permetterà ai partecipanti di discutere e approfondire i temi affrontati.

Partner dell’evento Ferrari TrentoHôtel des Grands Voyageurs e l’agenzia Agence 14 Septembre.