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Webboh Lab e Loacker danno voce alla Gen Z con una ricerca sullo “Strawberry Manifesto”: 8 giovani su 10 si sentono giudicati e incompresi
Un'indagine di Webboh Lab e dell'Istituto Sylla su più di 2.500 giovani mette a confronto l'auto-percezione della Generazione Z con il racconto fatto dagli adulti
“Strawberry Manifesto” è il progetto collettivo promosso da Loacker per sfatare i pregiudizi e lasciare alle nuove generazioni la libertà di raccontarsi
La Generazione Z è davvero fragile, pigra e incapace di affrontare le difficoltà, come spesso viene descritta? A raccontare una realtà più complessa e meno stereotipata sono gli stessi giovani attraverso una ricerca realizzata da Webboh Lab, il primo Osservatorio Permanente sulla Gen Z in Italia, nato dalla collaborazione tra Webboh, il media brand di riferimento delle nuove generazioni di Mondadori Digital, e l’Istituto di Ricerca Sylla, sotto la guida scientifica del professor Furio Camillo.
L’indagine, condotta nell’ambito dello “Strawberry Manifesto”, il progetto promosso da Loacker in collaborazione con Webboh e ideato dall’agenzia Xister Reply per il lancio di Loacker Strawberry – croccanti wafer con crema alla fragola – ha coinvolto più di 2.500 giovani tra i 18 e i 30 anni.
Un patrimonio di testimonianze che restituisce uno spaccato autentico di una generazione che chiede di essere ascoltata e di potersi raccontare senza filtri, andando oltre gli stereotipi.
«Spesso si parla delle nuove generazioni senza dare loro la possibilità di raccontarsi. Con Webboh e Webboh Lab vogliamo fare esattamente il contrario: ascoltare i giovani, raccogliere le loro opinioni e trasformarle in insight capaci di restituire un’immagine più autentica della Gen Z. Questa ricerca dimostra quanto sia forte il desiderio dei ragazzi di superare gli stereotipi e di essere riconosciuti per ciò che sono davvero. La collaborazione con Loacker ci ha permesso di dare ancora più spazio a queste voci, trasformando l’ascolto della community in un progetto collettivo di espressione e partecipazione», ha dichiarato il professor Furio Camillo.
GENERAZIONE Z: 8 GIOVANI SU 10 SI SENTONO GIUDICATI ATTRAVERSO TROPPI STEREOTIPI
Dall’indagine condotta da Webboh Lab emerge una distanza significativa tra il modo in cui la Gen Z percepisce se stessa e la raffigurazione che ne viene fatta dall’esterno: solo il 25% degli intervistati si sente ben rappresentato dal racconto di adulti, media e mondo del lavoro, mentre il 44% si sente incompreso da questo punto di vista.
In particolare:
- l’81% ritiene che la propria generazione venga giudicata attraverso troppi stereotipi;
- l’80% pensa che gli adulti non comprendano davvero i giovani;
- il 75% vorrebbe che fosse la propria generazione a raccontare chi è davvero;
- il 65% ritiene che i media raccontino i giovani in modo superficiale.
FRAGILI, PIGRI E SEMPRE AL TELEFONO? LA GEN Z RIBALTA LE ETICHETTE
Ma quali sono gli stereotipi che pesano maggiormente sui giovani? Dall’analisi delle risposte spontanee emergono tre principali etichette:
- dipendenti dal telefono (24%);
- pigri e svogliati (23%);
- fragili o troppo sensibili (22%).
La risposta della community, però, racconta una generazione che non si riconosce in queste semplificazioni e rivendica valori differenti.
Per l’88% degli intervistati essere gentili non significa essere deboli, mentre l’86% ritiene che il successo non debba comportare la rinuncia al proprio benessere e l’85% considera l’espressione delle emozioni un atto di coraggio.
Emerge anche una consapevolezza delle difficoltà: il 75% riconosce di soffrire molto la pressione e il 71% ammette una difficoltà nella gestione dello stress.
Una generazione, quindi, che non nega le proprie fragilità, ma chiede che non vengano automaticamente interpretate come debolezze.
DALLE RISPOSTE DELLA COMMUNITY ALLO “STRAWBERRY MANIFESTO”
Dalle riflessioni della community è nato lo Strawberry Manifesto, il progetto collettivo attraverso cui la Gen Z capovolge le etichette che le vengono attribuite e difende i propri valori, trasformando sensibilità, gentilezza e attenzione al benessere in punti di forza. Il “Manifesto” ribalta lo stereotipo della Strawberry Generation: un’espressione nata a Taiwan per descrivere giovani considerati fragili e poco resistenti alle pressioni.
Per dare voce alla Gen Z, Webboh ha inoltre realizzato contenuti video originali sui propri canali, coinvolgendo la community e le creator Eleonora Arcidiacono e Jennifer Serpi, che su TikTok hanno invitato i follower a condividere le proprie riflessioni con l’hashtag #StrawberryManifesto.
I contributi raccolti hanno dato vita a un manifesto collettivo in cui sono i giovani stessi a raccontare la propria identità, oltre gli stereotipi.
Qui il video dello Strawberry Manifesto su: www.tiktok.com/@loacker/video/7693922110871260438
Qui lo Strawberry Manifesto: https://www.loacker.it/strawberry-manifesto/
Webboh è il media di riferimento della GenZ. Nato nel 2019, dal 2023 è parte di Gruppo Mondadori. Vanta una reach mensile web e social di 6 milioni (fonte: social incremental reach Comscore, media ultimi 3 mesi) e una fanbase – tra TikTok, Instagram, Youtube e Whatsapp – di oltre 6 milioni di follower. È stabilmente nella top ten dei media italiani più influenti sui social, nonché il primo in target Generazione Z per engagement e video views (fonte: Classifica Top Media Italiani di Prima Comunicazione).
Webboh Lab, nato dall’incontro tra Webboh e l’Istituto di ricerca Sylla, sotto la guida scientifica del prof. Furio Camillo, è il primo Osservatorio Permanente sulla Gen Z in Italia. Il suo obiettivo è restituire la fotografia autentica e reale della Generazione Z, dando voce ai giovani attraverso indagini e ricerche che trasformano le loro opinioni in insight concreti per aziende, istituzioni e media.
L’Istituto di Ricerca Sylla è specializzato nella progettazione e realizzazione di indagini di mercato. Responsabile scientifico dell’Istituto è il professore Furio Camillo.