Gruppo Mondadori

“Le persone” al centro del nuovo accordo aziendale del Gruppo Mondadori

Tre i principi chiave: semplificazione, responsabilizzazione, welfare

FISTEL CISL, SLC CGIL, UILCOM UIL e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., hanno sottoscritto il nuovo Accordo Aziendale che il Gruppo Mondadori introdurrà a partire dal 1° gennaio 2019.
L’accordo è stato approvato, nelle assemblee dal 98% delle lavoratrici e dei lavoratori.

Si tratta di un modello innovativo nel panorama dell’editoria che mette al centro le persone riconoscendo il forte valore delle risorse umane, primo capitale delle imprese, in un approccio culturale che passa da schemi tradizionali a modelli basati su performance e responsabilizzazione dei lavoratori.

Le parti hanno condiviso l’esigenza di definire un contratto unico che riguardasse tutti i dipendenti del CCNL grafici editoriali delle diverse Società del Gruppo Mondadori, semplificando e armonizzando i precedenti trattamenti presenti.

L’Accordo si pone inoltre l’obiettivo di modernizzare e sperimentare un diverso approccio al lavoro, a partire da un modello di Relazioni Industriali che favorisca confronti bilaterali sui temi centrali legati al rapporto azienda lavoratore.

Tra questi, i processi di innovazione e riorganizzazione, la sperimentazione del lavoro agile, con l’obiettivo di accrescere la qualità della vita lavorativa e privata dei dipendenti, e la formazione. Quest’ultima intesa come strumento indispensabile per il raggiungimento e il mantenimento di livelli di competenza e aggiornamento professionale, oltre che strumento strategico di qualificazione e valorizzazione dei lavoratori. Occasioni di crescita professionale saranno favorite anche attraverso la mobilità interna e il job posting a sostegno dell’empowerment delle persone.

Nel quadro complessivo di attenzione alle esigenze delle risorse umane, le parti hanno condiviso che una maggiore responsabilizzazione dei dipendenti, anche attraverso la gestione autonoma del proprio orario di lavoro che prevederà una sola timbratura, e un armonico contemperamento tra le esigenze di lavoro e individuali favoriscano una maggiore soddisfazione e un incremento della qualità lavorativa.

L’Accordo siglato introduce inoltre la sperimentazione di concreti strumenti di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, come lo smart working, e misure a sostegno della famiglia, con l’obiettivo di fornire condizioni maggiormente favorevoli per coniugare l’attività lavorativa con le esigenze familiari. Particolare attenzione in questo capitolo è stata dedicata alla tutela della maternità con riduzione dell’orario di lavoro nei sei mesi successivi al rientro e l’anticipazione dello stipendio pieno per i periodi a retribuzione ridotta, mentre per i neo-papà vengono concessi 10 giorni di permesso retribuito. Anche per i casi di gravi malattie è stata prevista la sospensione del periodo di ‘comporto’ in relazione alla conservazione del posto.

Nonostante le criticità che ancora sono presenti nel settore editoriale, sotto il profilo economico, l’Accordo prevede anche l’istituzione per il triennio 2019-2021 di un premio di risultato annuale di natura variabile e unico per tutte le Società del Gruppo e la fruibilità di parte di questo valore attraverso un sistema di Welfare aziendale che mette a disposizione dei dipendenti una serie di servizi e iniziative volte a agevolare il benessere del lavoratore e della sua famiglia.

Il Gruppo Mondadori è il primo editore italiano digitale con quasi 29 milioni di utenti unici al mese

+22% rispetto allo scorso anno secondo i dati Comscore

Il Gruppo Mondadori è il primo editore italiano sul web: lo attestano gli ultimi dati Comscore di maggio, che vedono la property Mondadori sul podio con una total audience di 28,7 milioni di utenti unici al mese, in crescita del 22% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La reach sul mercato sfiora il 76% della popolazione digitale italiana.

Il Gruppo Mondadori vanta l’offerta digitale più ricca e diversificata in Italia.
Con oltre 30 brand autorevoli e di successo sul web, è leader anche nei segmenti verticali di maggior valore, come women, food, wellness, fashion e education, grazie a 16 milioni di utenti unici di Donna Moderna, oltre 12 milioni di utenti di GialloZafferano, 5,8 milioni di Starbene, oltre 3 milioni di Grazia e 9,3 milioni di utenti di Studenti.it.

Un risultato ottenuto grazie al percorso di sviluppo intrapreso dall’area digital magazine del Gruppo dall’acquisizione di Banzai Media ad oggi.
Un continuo rinnovamento ha coinvolto nell’ultimo anno i principali siti in portafoglio, tra i quali Donna Moderna, aggiornato nel look and feel per offrire una navigazione ancora più immediata e intuitiva; Tv Sorrisi e Canzoni con la nuova Guida Tv digitale per orientarsi facilmente in un panorama televisivo in continua evoluzione; Grazia, attraverso il progetto Grazia Factory, che racconta e dà voce alle influencer emergenti più interessanti in ambito fashion, beauty e lifestyle; il restyling di Nostrofiglio e Panoramauto, arricchito nei contenuti e più strutturato nei canali.

A ciò si aggiungono i recenti ingressi di Oroscopo.it, il primo sito di astrologia in Italia, e di Design D’Autore, il sistema social internazionale leader nel design, con i quali il Gruppo ha consolidato il posizionamento nei settori women e design, ampliando anche l’audience sui social network, dove la presenza dei brand Mondadori è altrettanto forte, con oltre 20,2 milioni di fan su Facebook su 46 pagine, in aumento del 56% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Stop al download di riviste dal sito italiashare.info

Stop al download di riviste dal sito italiashare.info e da tutti gli altri futuri siti “alias”, vale a dire quei siti che potranno avere domini – sia di primo che di secondo livello – con nomi sempre diversi, pur riportando alla stessa violazione.

Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, che con l’ordinanza del 12/4/2018  riconosce i diritti dei magazine del Gruppo Mondadori, fino a quel momento disponibili illegalmente sul sito italiashare.info.

Già la decisione del 24/7/2017 aveva impedito l’accesso al portale dasolo.online e a tutti i  siti web con nome a dominio dasolo, ma in breve tempo il dominio era stato modificato in italiashare.info, vanificando ogni intervento giudiziale.

Con la più recente pronuncia non sarà più necessario l’intervento del giudice per estendere le inibitorie a tutti quei siti alias di italiashare, il cui filo conduttore riporta ad un unico piano preordinato dal portale pirata.

A conferma dei principi espressi dalla c.d. direttiva Enforcement a tutela del diritto d’autore, recentemente oggetto di apposita comunicazione della Commissione Europea, la decisione italiana riprende i principi consolidati della giurisprudenza comunitaria sul ruolo degli operatori economici e ribadisce come tali soggetti siano ritenuti intermediari quando prestano un servizio per violare diritti di proprietà intellettuale, e quindi, obbligati ad attivarsi.

La rilevanza della decisione ottenuta dal Gruppo Mondadori a tutela dei propri magazine è data dal fatto che per la prima volta un giudice civile emette un provvedimento di portata così ampia.  Infatti la pronuncia relativa al sito italiashare.info è espressamente estesa a tutti i futuri nomi di dominio che dovessero mutare non solo il top level domain (ad esempio da .net a .org) ma anche il second level domain, ad es. da  “italiashare” o, a “qualsiasi nome a dominio” futuro.

Sarà sufficiente quindi una segnalazione da parte della casa editrice agli ISP che, pur non essendo direttamente responsabili della violazione, si dovranno prontamente attivare per impedire l’accesso ai futuri siti “alias” segnalati, adottando “le più opportune misure tecniche” per cessare la connettività agli alias pirata. Ogni giorno di ritardo nell’attivazione sarà sanzionato con 5.000 euro.

Le attività portate avanti dal Gruppo Mondadori in stretta collaborazione con la società DcP (Digital Content Protection s.r.l.) e l’avvocato Alessandro La Rosa dello studio Previti hanno portato i loro risultati e proseguiranno nella ferma lotta alla pirateria digitale, anche grazie ai successi ottenuti sul fronte penale con gli avv. Paolo Liedholm e Matteo Uslenghi dello studio Dinoia Federico Pelanda Uslenghi & Partners.